Serie A

Due grandi squadre che non rispondono più presente: Juve e Viola KO

Lo scorso anno sono riuscite entrambe a raggiungere i propri obiettivi, andando anche oltre le aspettative nel girone di ritorno. Adesso sono in crisi

Due grandi squadre che non rispondono più presente: Juve e Viola KO

Ci sono diverse realtà italiane, che stanno stupendo tutti in questo inizio di stagione, andando anche oltre alle aspettative predefinite. Basti pensare all’Udinese, capace di vincere con diverse big, risultando una rosa completa e equilibrata o al Torino, finalmente in sintonia con le idee di Juric, bravo ad ottenere sin da subito risposte positive dai nuovi arrivati. Purtroppo però, ci sono anche dei casi negativi, dal quale ci si sarebbe aspettato ben altre prestazioni. Nello specifico ci riferiamo a due big della nostra Serie A, che hanno iniziato malissimo questa prima parte di stagione: la Juventus di Max Allegri e la Fiorentina di Vincenzo Italiano. Delle realtà importanti per il nostro calcio, incapaci però di mettere in pratica un gioco e un atteggiamento di livello, necessari per ottenere dei risultati importanti in campionato e, soprattutto, in Europa.

I bianconeri hanno ottenuto sino ad ora due vittorie in otto partite, mentre i Viola, sono riusciti a fare anche peggio, vincendo solamente la prima partita con la Cremonese, senza più trovare un risultato pieno. Insomma, per due rose che dovrebbero competere per le prime quattro posizioni, sono numeri inquietanti

 

Una Juve senza coraggio: 

Partendo dai ragazzi di Allegri, bisogna innanzitutto capire dove sono state le principali mancanze da inizio stagione. Per l’allenatore toscano non ci sono dubbi: le assenze di due elementi chiave come Pogba e Chiesa hanno rallentato i piani della squadra, rendendo le giocate meno inventive e più meccaniche. Una giustificazione plausibile, considerando l’incapacità dei giocatori a disposizione di mettere in pratica una manovra di gioco valida o perlomeno, un’idea credibile. In Champions League hanno toccato il fondo, uscendo dallo stadio tra i fischi di un pubblico che ormai, ha già condannato la panchina di Max: allegriout è uno degli hashtag più cliccati della settimana. Una separazione totale che però ad oggi non può essere considerata dalla società bianconera. Infatti il tecnico toscano ha ancora tre anni di contratto, che costerebbero quasi 27 milioni di euro ad Agnelli in caso di esonero.

Una cifra folle, che il presidente del club allo stato attuale non è intenzionato a pagare, dando di fatto ancora fiducia al mister. Anche la squadra sta dando la sensazione di remare contro il proprio allenatore, non sopportando più una mentalità difensivista che non ha mai fatto parte del DNA Juve. Basti vedere Di Maria a fine partita, incredulo per il cambio di Milik, tra i migliori sino alla sostituzione. Anche la delusione di Bonucci, condita da un “servono dei cambiamenti” fa pensare.

E se Allegri fosse realmente rimasto da solo? Una vittoria con il Monza non può cambiare le cose, ma diventa necessaria per dare una credibilità alla stagione. Dopo il Mondiale, sono tanti i giocatori in rosa che potrebbero staccare la spina, specie se l’atteggiamento di gioco rimarrà passivo.

 

Una Viola leziosa:

La stagione dei toscani si sta trasformando da sogno ad incubo inatteso. Dopo la grande gioia di aver ritrovato l’Europa, stanno pian piano perdendo terreno sugli obiettivi stagionali, dando l’impressione di non avere più la stessa identità dello scorso anno. Manca il coraggio e l’orgoglio di poter giocare contro chiunque a testa alta, senza mai tralasciare un dettaglio importante durante le partite. Invece adesso, vediamo portieri, come Gollini, permettersi di palleggiare al limite dell’area, subendo goal da folli totali: un comportamento che inquadra perfettamente la situazione attuale in quel di Firenze. Adesso Italiano è in discussione, non solo per i risultati, ma anche per la grande confusione che il gruppo sta mettendo in luce. I nuovi non si sono integrati e questo è solamente una colpa del mister: non si può continuare a fare turnover a tutte le partite. Vedere che una delle rose più affermate del campionato italiano, non abbia un undici titolare è da arresto e i tifosi non ci stanno più dentro.

È difficile sicuramente spiegare la reale motivazione di questa decaduta, anche se ad oggi l’idea più plausibile è l’inserimento delle coppe europee nel calendario. Non sono pronti ad affrontare tre gare a settimane e il tecnico non è in grado di gestire le forze fisiche e mentali. Il fatto che non stia ancora alzando la voce è preoccupante, anche perché, senza quell’errore di Radu, sarebbero fermi a zero vittorie.

Bisogna rendersi conto che la qualità della squadre, anche le più piccole è in crescita e non si può più prendere sottogamba le partite. Adesso è in arrivo una settimana di fuoco, dove probabilmente si deciderà il futuro europeo e la panchina di Italiano. Commisso non deve pagare cifre spropositate come Agnelli e con un De Zerbi svincolato, la fiducia nell’attuale tecnico è fortemente in bilico.

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