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In un mondo alle prese con la crisi i “Paperoni” diventano più ricchi

Per il secondo anno consecutivo, l’1% dei più ricchi al mondo ha visto aumentare il proprio patrimonio, secondo Wealth Report 2022 di Credit Suisse Research

In un mondo alle prese con la crisi i “Paperoni” diventano più ricchi

La crisi "morde", ma soprattutto la fascia medio-bassa della popolazione. Per i più ricchi pare che gli effetti dei rincari (energetici e non) non abbiano conseguenze più pesanti. 

A confermarlo sono i dati del Wealth Report 2022, stilato da Credit Suisse, secondo cui l'1% della fetta di popolazione che rientra nella definizione di "Paperoni del mondo" non solo non ha visto una contrazione del proprio patrimonio, ma anzi lo ha visto crescere. 

 

I milionari nel mondo saliranno ancora

Per il secondo anno consecutivo la quota patrimoniale dei più ricchi al mondo è aumentata, raggiungendo il 45,6% nel 2021, rispetto al 43,9% del 2019. 

I guadagno maggiori, dunque, sono stati registrati da chi può già contare su una propria ricchezza consolidata. Eppure, secondo gli esperti, nonostante la crisi la tendenza sarà confermata anche nei prossimi anni. 

Nel 204, infatti, si stima che la ricchezza media per ciascun adulto possa arrivare a 100mila dollari statunitensi e il numero dei milionari potrebbe crescere fino a 87mila persone al mondo. 

 

Dove si trovano i "Paperoni" del mondo

Se la ricchezza cresce in media, esistono però Paesi nei quali l'aumento di patrimoni personali è stato più sensibile, come l'India che risulta il paese con l'incremento maggiore di ricchezza, pari al 31%. A seguire si trova, invece, uno Stato europeo come la Francia (complici i "Paperoni" del settore moda e lusso?), con il 28%. Sul terzo gradino del podio ci sono invece gli Stati Uniti che possono contare sul 23%. 

E l'Italia?

 

L'Italia che soprende

A sorpresa (ma forse per gli esperti non si tratta di una novità) al terzo posto a parimerito con gli Usa si trova l'Italia, sempre con il 23%, seguita dal Canada al 22%. 

A frenare un aumento di patrimonio ci sono state sicuramente la crisi del Covid e quella energetica, ma le azioni in Borsa hanno tenuto bene soprattutto in Austria, Svezia, Arabia Saudita, Vietnman e Israele, con rivalutazioni fino al 30%, mentre in Emirati Arabi Uniti, Repubblica Ceca e Romani si è anche superato il 40%. 

 

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