LE DONNE IN POLITICA

Meloni e Schlein, la politica aumenta la sua presenza femminile

La leader di Fratelli d’Italia è pronta a essere la prima donna presidente del Consiglio in Italia, ma c’è chi punta su Elly Schlein nel Partito democratico

Meloni e Schlein, la politica aumenta la sua presenza femminile

Mentre Giorgia Meloni lavora alla formazione del nuovo governo, dopo la vittoria alle elezioni del 25 settembre, c'è un altro nome che prende quota, questa volta tra le fila del centrosinistra e, in particolare del Pd, il cui segretario Enrico Letta ha già annunciato le dimissioni. Si tratta di Elly Schlein, più giovane della Meloni, non solo anagraficamente, ma che all'estero è definita "astro nascente" della politica italiana.

Ecco chi sono le due donne protagoniste di queste ore.

 

Giorgia Meloni: dopo la "gavetta" si prepara a Palazzo Chigi

Giorgia Meloni, classe 1977, è la leader di Fratelli d'Italia e soprattutto ha appena vinto le elezioni politiche del 25 settembre. Guiderà il primo governo con un presidente del Consiglio donna nella storia d'Italia. Ma non è certo una "novizia" della politica nostrana.

Originaria di Roma, è cresciuta nel quartiere popolare della Garbatella. 

Ha iniziato a fare politica ad appena 15 anni, entrando e poi guidando il movimento giovanile dell'allora Alleanza Nazionale. 

Non è laureata, perchè dopo il diploma di Maturità linguistica all'Istituto tecnico commerciale Amerigo Vespucci, è diventata giornalista e soprattutto si è dedicata all'attività politica a tempo pieno. 

É poi diventata prima deputata (entrando ad appena 22 anni in Parlamento) e la più giovane ministra della Repubblica italiana avendo ricoperto il ruolo di titolare del dicastero della Gioventù a 29 anni, nel Governo Fini-Berlusconi.

Quanto alla vita privata, è madre di Ginevra, 6 anni, avuta dal compagno Andrea Giambruno, con cui non è sposata, ma vive da 7 anni a Roma. 

 

Chi è Elly Schlein, l'anti-Meloni

Elly Elena Ethel Schlein è invece "l'astro nascente" del Partito Democratico, come l'ha definita The Guardian, soprattutto ora che il suo nome viene menzionato più volte come possibile nuova segretaria al posto del dimissionario Enrico Letta. È più giovane e non solo anagraficamente, anche se la politica la appassiona da tempo ed è impegnata fin dal 2013. Ha 37 anni, proviene da una famiglia svizzera di Lugano, dove ha ottenuto la maturità per studiare al Dams di Bologna e soprattutto guardare Oltreoceano, dove è volata per fare la volontaria nella campagna elettorale di Barack Obama sia nel 2008 che nel 2012. 

 

Dal sostegno a Romano Prodi alla possibile segreteria del Pd

Amante del rock a stelle e strisce, ma anche appassionata di cinema e di videogiochi, fin dal 2013 si è distinta nel panorama della sinistra per il suo impegno della raccolta firme a sostegno di Romano Prodi come presidente della Repubblica, a cui si presentò indossando una maglietta con scritto "Siamo più di 101", con riferimento ai 101 franchi tiratori che ne fermarono la corsa al Quirinale. Appartenente alla corrente di Pippo Civati è stata europarlamentare, eletta nel 2014, in netto contrasto con la linea di Renzi tanto da allontanarsi dal Pd per presentarsi alle elezioni regionali del 2020 con una propria lista, chiamata "Coraggiosa", ed essere eletta. Oggi è vicepresidente della Regione Emilia Romagna, braccio destro di Stefano Bonacini, a sua volta in corsa per la segreteria dem. 

Non da ultimo, come spiegato da lei stessa, "Sono una donna. Amo un'altra donna e non sono una madre, ma non per questo sono meno donna". 

 

Le donne nella politica italiana

Non si tratta certo delle uniche due donne nel panorama politico italiano. Nella legislatura appena conclusa, il Senato ha avuto come presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati, e nell'esecutivo c'erano 8 ministre donne e 15 uomini. Nel passato più recente anche Laura Boldrini ha presieduto la Camera e prima di lei altre donne, come Nilde Iotti, la prima donna a guidare Montecitorio, dal 1979 al 1983 e ancora dal 1983 al 1987, per non parlare di Irene Pivetti, tra il 1994 e il 1996. 

Quanto alle donne ministro, la prima in assoluto è stata Tina Anselmi, deputata della Democrazia Cristiana dal 1968 al 1992, diventata ministro del Lavoro nel 1976, poi anche ministro della Sanità per due volte. Noto anche il nome di Lina Merlin, che partecipò ai lavori per la scrittura della Costituzione e chiese di introdurre all'articolo 3 la frase: "Senza distinzione di sesso".  

Emma Bonino, invece, fu eletta con il Partito Radicale a soli 28 anni ed è rimasta nel mondo della politica (e dell'impegno civile) finora, anche se all'ultima tornata elettorale non è stata rieletta. 

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