caro energia

Lo smart working frena: luce e riscaldamento rischiano di pesare

Il lavoro agile, possibile fino a dicembre per chi ha figli sotto i 14 anni, registra un rallentamento per la crisi energetica con bollette più pesanti

Lo smart working frena: luce e riscaldamento rischiano di pesare

Il caro energia non pesa soltanto sulle imprese e le famiglie in termini di rincari sulla spesa e sui carburanti, ma ha conseguenze anche sul lavoro, in particolare quello agile o smart working. Nonostante sia possibile usufruirne fino a fine dicembre 2022 per coloro che hanno figli under 14, sembra che sempre meno lavoratori ne facciano richiesta, proprio a causa dell'aumento delle bollette. 

Il costo della luce, che aumenta stando in casa a lavorare, rischia di penalizzare chi sceglie di lavorare da remoto, quindi dalla propria abitazione. 

 

Smart working in calo: i dati

Solo il 20% dei lavoratori oggi sarebbe favorevole a optare per lo smart working. A scriverlo è il Messaggero, che cita i dati dlel'Istituto nazionale pe rl'analisti delle politiche pubbliche: gli aumenti delle bollette energetiche, dunque luce e gas, rischiano di scotaggiare chi finora ha scelto lo smart working o pensava di mantenerlo, ossia circa 700mila dipendenti statali che possono usufruire della modalità di lavoro agile. Si tratta di una cifra che cresce se si prende in considerazione la platea di 6/8 milioni di lavoratori dipendenti su 18 milioni complessivi, secondo l'analisi del Politecnico di Milano, che però stima che ad oggi siano solo 4 milioni in lavoro agile. 

 

Cosa scoraggia

A confermare i limiti dello smart working oggi sono anche i sindacati, secondo cui ci vorrebbe una forma di rimborso sulle spese sostenute di tasca propria dai lavoratori in smart working. È pur vero che, a fronte di una difficoltà oggettiva nel pensare a forme di contratto che prevedano di dedurre parte dei costi di luce e riscaldamento per i lavoratori agili, questi ultimi possono godere di una "compensazione", ad esempio risparmiando sui costi di trasporto, come mezzi pubblici o carburanti, che lavorando da casa sono abbattuti. 
 

Pro e contro

Esistono, dunque, pro e contro nella possibilità di lavoro da remoto, come sottolinea anche l'Inapp, che cita il risultato di un sondaggio: il 90% dei dipendenti ritiene che questa formula di lavoro possa migliorare l'equilibrio tra impegni lavorativi e domestici, in particolare familiari, e nell'abbattimento proprio dei costi di spostamento, mentre per il 66% aumenta anche la produttività.

COPYRIGHT THEITALIANTIMES.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA