Il programma illustrato in Parlamento

Il giorno di Meloni alla Camera, leader indiscussa del centrodestra

Libertà, legalità, le “donne che hanno osato” e il fascismo per cui “non ho mai avuto simpatia”. Il discorso della premier che ha detto: “Sono un underdog”

Il giorno di Meloni alla Camera, leader indiscussa del centrodestra

Un discorso assolutamente politico e di assunzione di leadership. Giorgia Meloni ha illustrato alla Camera dei deputati, in un’ora e dieci minuti, non solo il programma e i capisaldi dell’azione del nuovo esecutivo, ma le idee e i principi che sono alla base del centrodestra che si appresta a governare il Paese. Un salto, che sembra conclamato, verso una destra più conservatrice e moderata, che fa pace con la storia e ammette che la pagina più buia dell’Italia è stata “la vergogna delle leggi razziali”. Ma ci sono, in particolare, alcune parole chiave che Meloni ha sottolineato più volte: la ‘libertà’, ad esempio, su cui si è soffermata a lungo. “Il centrodestra non limiterà mai i diritti civili e l’aborto e si vedrà chi davvero in campagna elettorale mentiva sulle nostre intenzioni”. Poi la “condanna di tutti i totalitarismi del ‘900” e la citazione del fascismo “per cui non ho mai avuto simpatia”. Discorso che continua con la parola ‘legalità’. L’omaggio al giudice Borsellino, a Giovanni Falcone, a sua moglie, agli uomini della scorta, e a quei cittadini comuni morti per difendere giustizia e stato di diritto: “Affronteremo il cancro mafioso a testa alta. Da questo governo la criminalità avrà solo disprezzo e inflessibilità”. 

 

Meloni ringrazia il presidente uscente Mario Draghi “per la massima disponibilità in un passaggio di consegne veloce e sereno con il nuovo governo nonostante, per ironia della sorte, fosse guidato dal presidente dell’unica forza che gli è stata all’opposizione”. Poi rimarca l’emozione di “essere la prima donna alla guida del governo di questo Paese”. “Quando ci penso, penso a tutte le donne che fanno fatica a vedere riconosciuto il proprio talento o la fatica di tutti i giorni. Ma anche a coloro che hanno costruito le scale che hanno permesso a me di salire qui”.  Ricorda Nilde Iotti, Tina Anselmi, Oriana Fallaci, Maria Montessori, un’eroina del Risorgimento come Cristina Trivulsio di Belgiojoso, ma anche le giornaliste Ilaria Alpi e Maria Grazia Cutuli. Donne a cui va il ricordo della neo-premier. Poi il pensiero per i giovani e il riferimento alla militanza politica cominciata appena adolescente. “Avrò sempre simpatia per loro, anche per quelli che inevitabilmente mi contesteranno”. 

 

Po l’omaggio al personale sanitario che durante la pandemia “ha salvato migliaia di vite umane”.  Il ricordo è andato alle 177 vittime del covid. Ha promesso chiarezza Meloni perché è “un dovere verso chi ha perso la vita e chi non si è risparmiato negli ospedali mentre altri facevano affari milionari con mascherine e respiratori”. In ogni caso, “non sarà replicato un modello che non ha funzionato”.

Maggiore prudenza, invece, la usa quando parla di economia. In questo momento la priorità del governo è il caro energia, che richiede “un impegno finanziario imponente che drenerà gran parte delle risorse reperibili e ci costringerà a rinviare altri provvedimenti, che avremmo voluto avviare già nella prossima legge di bilancio”. Probabilmente anche un messaggio rivolto al leader leghista e vicepremier, Matteo Salvini, che ieri è partito in quarta su pensioni e Flat Tax. Quanto al reddito di cittadinanza per la premier non è “la risposta per chi è indigente perché non è una soluzione, ma una sconfitta”. Mentre sul fisco è necessaria una “tregua” per consentire a famiglie e imprese di regolarizzare le proprie posizioni.

 

Meloni affronta anche il tema dei migranti. Il suo governo, assicura, non metterà mai in discussione il diritto di asilo, ma pretenderà che si rispetti il principio per cui “in Italia non si entra illegalmente”. Il modello è quello della “missione ‘Sophia’ della Ue che prevedeva pattugliamenti in mare, affiancati da accordi con le nazioni del nord Africa per il controllo delle coste e l’istituzione di hot spot in loco dove vagliare preventivamente le domande di accoglienza”. 

 

Sulle riforme istituzionali la presidente del Consiglio ha confermato di voler seguire la strada del presidenzialismo. Pensa si tratti di una “riforma che consente di passare da una democrazia interloquente a una democrazia decidente”. E parla, ovviamente, anche dei rapporti in Ue e nel mondo. “L’Europa è una casa comune” ma si deve “esser uniti nella diversità”. E ancora: “L’Italia è a pieno titolo in Ue e nella Nato e continuerà ad essere partner del valoroso popolo ucraino che si oppone all’aggressione della Russia”. C’è la consapevolezza che Putin continuerà a usare il gas come arma di ricatto ma che "cedere aggraverebbe il problema”. 

 

Meloni ha toccato molti temi ed è stata interrotta da numerosi applausi. Ma hanno colpito particolarmente le parole con cui ha chiuso il suo intervento: “Sono la prima donna incaricata come premier”, dice, “provengo da un’area culturale che è stata spesso confinata ai margini della Repubblica, e non sono certo arrivata fin qui fra le braccia di un contesto familiare e di amicizie influenti. Rappresento ciò che gli inglesi chiamerebbero l’underdog”. Ovvero “lo sfavorito, che per affermarsi deve stravolgere tutti i pronostici. Intendo farlo ancora, stravolgere i pronostici, con l’aiuto di una valida squadra di ministri, con la fiducia e il lavoro di chi voterà favorevolmente, e con gli spunti che arriveranno dalle critiche di coloro che voteranno contro”.

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