Il “manifesto programmatico”

Meloni alla Camera illustra la linea per cinque anni di mandato

La fiducia a Montecitorio, domani al Senato. Fuga in avanti di Salvini su migranti e porti. Macron e l’incontro con la neo-premier: Uniti su sfide comuni Ue

Meloni alla Camera illustra la linea per cinque anni di mandato

Forse limerà il suo discorso fino all’ultimo minuto, o forse lo ha già chiuso ieri sera. In ogni caso Giorgia Meloni presenterà oggi alla Camera dei deputati il “manifesto programmatico” del suo esecutivo, che sarà “la base di lavoro di un’intera legislatura” e rimarcherà la “natura fortemente politica del governo”. L’obiettivo è “dare seguito concreto agli impegni assunti con i cittadini italiani in campagna elettorale”. La neo-presidente del Consiglio si presenterà alle 11 in punto a Montecitorio per illustrare il programma di governo. Per le 19 è previsto il primo voto di fiducia. Poi, da domani, tocca a Palazzo Madama.  

 

Dunque, c’è attesa per l’agenda di Palazzo Chigi e per le parole che Meloni rivolgerà alla sua maggioranza e per quelle che riserverà all’opposizione. Ma la giornata appena trascorsa ha già fatto registrare un dato politico di non poco conto, ovvero la fuga in avanti di Matteo Salvini, ora ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile, nonché vicepremier. Alla vigilia della fiducia parlamentare, il leader del Carroccio ha voluto incontrare il comandante generale della Guardia Costiera, Nicola Carlone. Al centro del colloquio il dossier migranti, su cui il capo della Lega è tornato alla carica. Un incontro voluto per andare in pressing sulle deleghe, che non sarà piaciuto a Nello Musumeci (FdI), ministro del Mare e del Sud, e che costringe pure il neo titolare dell’Interno, Matteo Piantedosi, a prendere le misure sulle competenze che, in materia, spettano al suo dicastero.

 

In serata il leader di via Bellerio, durante la registrazione della trasmissione ‘Porta a porta’, ha rincarato la dose. “Faremo rispettare i confini”, ha detto lanciando i suoi messaggi anti Ong, cavallo di battaglia di quando era alla guida del ministero dell’Interno nel governo Conte I. Dunque, è pronto a ripartire con la battaglia dei porti che ha distinto il suo mandato dal 2018 al 2019, e ha inteso farlo sapere. Ma non si è limitato a questo. Salvini, prima ancora dell’illustrazione del programma nelle Aule parlamentari, ha stilato la lista delle cose da fare. Il Ponte sullo Stretto, per esempio, che “creerebbe 100 mila posti di lavoro”. E poi Flat tax al 15% e pensioni: “L'importante”, ha detto, “è bloccare una volta per tutte la legge Fornero, che innalza a 66 e 67 anni l’età per andare in pensione dal primo gennaio. La Lega sta studiando diversi modelli simulando l’avvio di quota 41 con 61 o 62 anni di età minima, senza penalizzazioni”.

 

Intanto, riguardo alle relazioni del nuovo governo con i partners europei, si conoscono maggiori dettagli dell’incontro avvenuto domenica sera tra la neo-premier e il presidente francese, Emmanuel Macron, che si trovava a Roma per partecipare ad un’iniziativa sulla pace. Un incontro definito “proficuo” e di cui l’inquilino dell’Eliseo ha parlato in questi termini: “Come europei, come paesi vicini, come popoli amici, con l’Italia dobbiamo continuare tutto il lavoro iniziato, riuscire insieme con dialogo e ambizione: lo dobbiamo ai nostri giovani, ai nostri popoli. Il primo incontro a Roma con Giorgia Meloni va in questa direzione”. 

 

Macron ha anche fatto una precisazione a proposito della dichiarazione che la premier francese, Elisabeth Borne, rese all’indomani della vittoria elettorale di Meloni. Dire che “la Francia vigilerà sul rispetto dei valori europei in Italia non è il termine giusto. Ciò che conta è, invece, la relazione bilaterale Francia-Italia e l’Europa. Quindi andremo avanti”.  

COPYRIGHT THEITALIANTIMES.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA