La conferenza ONU a Sharm el Sheikh

Meloni alla Cop 27. Faccia a faccia con al Sisi, Scholz e Sunak

Esordio sulla scena internazionale della premier italiana. Sul clima “serve sforzo comune”. Bilaterale con il presidente egiziano nonostante il caso Regeni

Meloni alla Cop 27. Faccia a faccia con al Sisi, Scholz e Sunak

Giorgia Meloni esordisce sulla scena internazionale alla Conferenza sul clima delle Nazioni Unite, la Cop 27 di Sharm El Sheikh, in Egitto. Accompagnata dal ministro dell’Ambiente, Pichetto Fratin, a margine del vertice la premier italiana ha avuto anche diversi incontri bilaterali, a partire da quello con il presidente egiziano. Dopo l’uccisone del ricercatore Giulio Regeni al Cairo nel 2016 Meloni è il primo premier italiano in visita nel Paese nord-africano. Un’ora di colloquio, tenuto riservato fino all’ultimo, in cui si è parlato di energia, forniture di gas e cooperazione industriale. Da Palazzo Chigi si precisa che da parte di Meloni è stato “sollevato il tema del rispetto dei diritti umani e sottolineata la forte attenzione dell’Italia sui casi Regeni e Zaki”. Ma quello con al Sisi non è stato il solo faccia a faccia. La presidente del Consiglio ha incontrato il presidente israeliano, Isaac Herzog, il neo-primo ministro inglese, Rishi Sunak, e il cancelliere tedesco, Olaf Scholz.

 

Dunque, la conferenza Onu è stata l’occasione per fare il punto su diversi dossier con alcuni   importanti interlocutori europei e non. Ma, soprattutto, si è trattato dell’appuntamento annuale della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC). Nel corso del suo intervento alla sessione plenaria la presidente del Consiglio ha confermato l’impegno dell’Italia sulla strada della decarbonizzazione. “Abbiamo triplicato il nostro impegno finanziario a 1,4 miliardi di dollari per i prossimi cinque anni, di cui 840 milioni di euro attraverso il nuovo Fondo per il clima italiano”, ha detto. “E’ la prima piattaforma di investimento nazionale specificamente dedicata allo sviluppo di tecnologie pulite e all’adattamento ai cambiamenti climatici nei Paesi in via di sviluppo”. La neo-premier ha poi sollecitato “una giusta transizione energetica”. “Sappiamo come sono i disastri climatici, lo abbiamo visto per il dissesto idrogeologico” ma c’è bisogno di “uno sforzo comune. Dobbiamo fare di più per proteggere il Pianeta”.

 

L’aspetto della collaborazione con l’Africa, il continente che seguendo l’ordine di rotazione ha ospitato la Cop 27, è stato particolarmente rimarcato.  “Intendiamo sviluppare la strategia di diversificazione energetica in stretta collaborazione con alcuni Paesi africani, con i quali abbiamo rafforzato la nostra cooperazione su sicurezza energetica, su rinnovabili e istruzione. Questo stimolerà la crescita verde, la creazione di posti di lavoro e lo sviluppo di una catena di valori sostenibili”. L’Italia in ogni caso opera in ambito Ue. Bruxelles prevede “la riduzione di emissioni nette di gas serra di almeno il 55% entro il 2030 e di raggiungere la neutralità climatica al più tardi entro il 2050. In questa prospettiva, l'Italia ha recentemente rafforzato la propria capacità installata di energia rinnovabile e accelererà questo trend in linea con gli obiettivi di RepowerEU”.

 

Antonio Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, ha lanciato il suo allarme sull’emergenza climatica: “L'umanità ha una scelta da compiere: cooperare sul clima o morire. E’ necessario andare verso una solidarietà sul clima o il mondo rischia un suicidio collettivo”. Eppure alla Cop 27 i grandi assenti sono stati Cina, India e Russia, i Paesi che producono più anidride carbonica al mondo. Difficile in queste condizioni costruire una reale collaborazione a livello globale per ridurre le emissioni. Il contesto non è l’ideale. Neanche per quanto riguarda il rispetto dei diritti umani nel Paese ospitante. La Conferenza si sta svolgendo in una Sharm el Sheikh blindata, dove ogni manifestazione di attivisti e rappresentanti di Ong è stata vietata. “La Cop più sorvegliata di sempre”, ha denunciato Amnesty International.

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