Guerra e pace

Ucraina, tra allarmi e tentativi di pace. Usa in campo per i negoziati

Kiev ammette che il missile caduto in Polonia era suo, ma da Washington arriva una doccia fredda: “Improbabile una vittoria. Si lavori ai negoziati”

Ucraina, tra allarmi e tentativi di pace. Usa in campo per i negoziati

La possibilità che l’Ucraina vinca la guerra è “molto bassa”. Parola di Mark Milley, capo di Stato maggiore statunitense, che tuttavia crede nella possibilità di “una soluzione politica in cui la Russia si ritiri".

A pesare, in questa fase del conflitto che dura ormai da 9 mesi, è il freddo con l’inverno che sta facendo “soffrire tremendamente" le forze russe, che hanno subito "altissime perdite", sia in termini di uomini che di mezzi sul campo.

Ma se da un lato secondo Milley non è possibile che Kiev vinca, il capo di Stato maggiore statunitense non crede probabile neppure che possano riuscirci i russi: questa ipotesi, infatti, è ritenuta "militarmente pari a zero", quantomeno nell’obiettivo di conquistare l'intero territorio ucraino o di "travolgere" il Paese invaso.

Da qui l’invito a intensificare i negoziati di pace.

 

L’arrivo del “grande inverno” ucraino

Secondo il generale l’inverno porterà inevitabilmente un "rallentamento delle operazioni tattiche" in Ucraina, a causa del clima più freddo. Per questo, mentre i carri armati e i razzi presumibilmente si fermeranno, "potrebbe esserci una finestra per i negoziati". Se la prospettiva, dunque, è quella di una mancata di vittoria per entrambe le parti, per Milley sicuramente i russi "hanno fallito da un punto di vista strategico e tattico in tutta l'Ucraina".

 

I tentativi di negoziato: il ruolo degli Usa

I tentativi di negoziazione, quindi, si intensificano e vedono gli Stati Uniti protagonisti. Solo pochi giorni fa è trapelata la notizia di un incontro tra uomini dei servizi segreti russi e statunitensi in Turchia, mentre la scorsa settimana era stato il consigliere alla sicurezza nazionale della Casa Bianca, Jake Sullivan, a suggerire al presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, di "mostrarsi aperto a possibili negoziati con la Russia", aprendosi a "richieste realistiche e priorità nelle trattative" e quindi rinunciando in modo netto a una riconquista della Crimea.

 

Il caso del missile in Polonia

Lo stesso Mark Milley avrebbe cercato di avere un dialogo con l'omologo russo, il generale Valery Gerasimov, immediatamente dopo il caso del missile caduto in Polonia, ma senza esito positivo. "Il mio staff non è riuscito a mettermi in contatto con il generale Gerasimov", ha detto Milley che invece ha parlato con il suo omologo ucraino, quello polacco e altri capi della difesa in Europa.

A proposito dell’incidente, intanto, l’Ucraina ha ammesso che si è trattato di un proprio missile, lanciato per intercettarne altri russi.

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