il futuro di The Donald

Trump riammesso su Twitter, ma alle prese con guai giudiziari

Dopo il sondaggio su Twitter, Elon Musk ha fatto riattivare l’account dell’ex presidente. Intanto nominato il procuratore speciale per le indagini federali

Trump riammesso su Twitter, ma alle prese con guai giudiziari

Solo pochi giorni fa l’ex presidente americano è tornato a parlare ai giornalisti, confermando l’intenzione di candidarsi alle prossime elezioni presidenziali del 2024. Nei prossimi due anni, dunque, le sue presenze e dichiarazioni si moltiplicheranno.

Ma sono bastati pochi giorni perché il suo nome tornasse sulle prime pagine dei quotidiani e protagonista sui social.

Da un lato, infatti, è stato “riammesso” su Twitter, dopo che il nuovo proprietario Elon Musk ha lanciato un sondaggio per capire cosa ne pensano gli utenti; dall’altro incombono due indagini federali sull’ex presidente: quella sui documenti classificati trattenuti nella sua residenza di Mar-a-Lago, in Florida, e quella sui presunti tentativi di interferire nella transizione all’Amministrazione Biden, dopo le elezioni del 2020, con i disordini nell'assalto al Capitol del 6 gennaio 2021.

 

Un sondaggio perché Trump torni su Twitter

Donald Trump era stato messo al bando dai social (Facebook, ma anche Twitter) proprio in occasione delle elezioni presidenziali del 2020, quando aveva alimentato i suoi sostenitori a non accettare il risultato elettorale che aveva visto vincere Joe Biden. Ora, però, potrebbe essere tempo perché “The Donald” possa tornare a “cinguettare”.

A deciderlo, però, sono stati gli utenti. Elon Musk, infatti, ha sottoposto il quesito sotto forma di sondaggio pubblico e ha dichiarato che il risultato ne avrebbe determinato la decisione finale scrivendo "Vox Populi, Vox Dei" (Voce del popolo, voce di Dio, ndr) sul proprio account.

All’invito hanno risposto in poche ore oltre 7 milioni di persone.

 

Un superprocuratore indaga sulla condotta di Trump

Intanto, però, arrivano sviluppi sul fronte dei guai giudiziari di Trump. Il procuratore generale americano Merrick Garland ha infatti nominato Jack Smith come procuratore speciale per indagare proprio sull'ex presidente americano. Si tratta dell’attuale procuratore al Tribunale dell'Aja per il Kosovo.

Come dichiarato dallo stesso Garland, a lui è affidata una "missione delicata", soprattutto perché riguarda l'interesse pubblico americano, che si traduce nella gestione di due inchieste: una dovrà accertare "se una persona o un ente abbia illegalmente interferito nel passaggio dei poteri successivo alle elezioni presidenziali del 2020"; la seconda riguarda l'inchiesta "sui documenti secretati e la possibile ostruzione di tale inchiesta". Il riferimento è al sospetto che Donald Trump possa aver custodito nella propria villa a Mar-a-Lago, in Florida, documenti sensibili riguardanti questioni di difesa.

Una legge del 1978, infatti, obbliga qualsiasi presidente americano a trasmettere tutte le sue e-mail, lettere e altri documenti di lavoro agli archivi nazionali, mentre Trump a gennaio 2021 aveva restituito 15 scatole, trattenendo – secondo l’accusa – altri documenti dell'archivio.

 

Chi è Smith

Laureato ad Harvard, Smith è politicamente indipendente. Ha lavorato a lungo presso il dipartimento di Giustizia, guidando la sezione 'integrità pubblica' e lavorando come procuratore statale e federale a New York e in Tennessee. Tra i casi più famosi dei quali si è occupato, ci sono la messa sotto accusa tra gli altri dell’allora governatore della Virginia, Bob McDonnell, e del deputato Rick Renzi, entrambi repubblicani.

Ora il suo compito sarà quello di coordinare l’attività dello 'special counsel', che lavorerà "immediatamente" e in modo autonomo, pur sotto il controllo dell'attorney general, cui spetta prendere la decisione finale.

Si tratta del terzo 'special counsel' nominato dal 2017, dopo Robert Mueller per le indagini sul Trump nel Russiagate e John Duram, scelto durante la presidenza di Trump nella controinchiesta sulle origini del Russiagate.

Tra i procuratori speciali più noti del passato, c'è Ken Starr, che però è scomparso lo scorso settembre, dopo aver istruito l’inchiesta sul “caso Lewinsky” che portò all'impeachment per l’ex presidente, Bill Clinton. In passato Trump aveva accusato Mueller di parzialità.

"In base ai recenti sviluppi, compreso l'annuncio dell'ex presidente di ricandidarsi alle prossime elezioni e l'intenzione dichiarata del presidente in carica di correre anche lui, ho concluso che è nell'interesse pubblico nominare un procuratore speciale", ha spiegato Garland in una conferenza stampa. "Questa nomina sottolinea l'impegno del dipartimento sia verso l'indipendenza sia verso la volontà di rendere conto in particolare nelle vicende sensibili", ha aggiunto.

Per Trump, comunque, non si tratta degli unici fascicoli: pendono le inchieste in Georgia sulle pressioni per ribaltare il voto del 2020, così come quella di New York sugli asset gonfiati della sua holding.

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