FIFA QATAR 2022

Messi, il sogno è cominciato in salita: incredibile caduta all’esordio

Il Mondiale è iniziato da pochi giorni, eppure le sorprese non sono mancate: l’Argentina è caduta contro l’Arabia Saudita. In goal Al-Shehri e Al Dawsari

Messi, il sogno è cominciato in salita: incredibile caduta all’esordio

Dopo la bellezza di trentasei gare da imbattuta, la magica Argentina di Scaloni è caduta pesantemente all’esordio in Qatar. Dopo essere passati in vantaggio, si sono fatti rimontare dal cuore dell’Arabia Saudita, supportata ovviamente da grande parte dello stadio. Una sconfitta che conferma il gap tecnico dimezzato tra le squadre, con maggiori sorprese alle porte.

 

Tanti sono stati gli errori dell’Albiceleste, quotata vittoriosa da chiunque, per poi inciampare nelle proprie insicurezze. A partire dal simbolo della squadra, Leo Messi. Seppur si tratti unicamente dell’esordio, con altre due gare da affrontare, avere, di fatto, le stesse responsabilità dello scorso Mondiale (reputato da tutti tra i peggiori per la squadra), non è di certo un fattore d’aiuto, specie per il livello non indifferente di Messico e Polonia.

 

Una nazione estremamente “bollente” come quella Argentina, in cui vige la sacralità del pallone, è un colpo forte a livello emotivo, soprattutto per la “Pulga”, che desidera come non mai alzare l’ultimo grande trofeo con la maglia della Nazionale.

 

Eccessivo orgoglio:

I ragazzi di Scaloni, rispetto al passato, sono scesi in campo con un atteggiamento diverso, alquanto inaspettato. Di solito abbiamo avuto la fortuna di ammirare un gruppo mentalmente solido, che rispettasse l’avversario attaccando dal primo all’ultimo minuto.

 

Questa volta invece, la gara, nella loro testa, si è fermata prima, rinunciando ad un certo punto alla vittoria, ormai assicurata. Almeno sulla carta. Sì perché, come succede spesso in grandi palcoscenici come la Champions League, anche durante la Coppa del Mondo si può assistere ai cosiddetti “miracoli” calcistici.

 

L’Arabia Saudita, pur avendo una rosa decisamente meno tecnica rispetto agli avversari, ha tirato fuori il carisma di chi desidera solamente divorarsi il campo, senza preoccuparsi di chi si ritrova davanti. Citando il film “Hustle”, di Adam Sandler, uscito su Netflix, la frase perfetta per etichettare questa prestazione sarebbe stata "L’ossessione batte il talento, lo batterà sempre.”

 

Voler dare una nuova speranza ai tantissimi tifosi presenti, grazie ad una vittoria storica è il giusto inizio di un percorso che potrebbe stupire. Certo, questa volta Messi e compagni hanno deciso di servirla su un piatto d’argento, lasciando ampio spazio ad una rimonta fuori quota

 

Dieci minuti di horror:

Come detto in precedenza, si sono portati quasi subito in vantaggio grazie ad un rigore di Messi, per poi vedersi annusare tre goal per posizione di fuorigioco. Tre reti che, probabilmente, hanno incredibilmente danneggiato gli umori degli attaccanti, che con il passare dei minuti, sono diventati sempre più incerti nei movimenti in profondità.

 

Lautaro su tutti, che dopo aver messo a segno una delle reti annullate, ha iniziato a patire il suo più grande difetto: la mancanza di lucidità negli atteggiamenti. Nervosismo, mancanza di combattimento e tanta, troppa, prevenzione. Non ha tirato fuori la giocata da “Toro”, lasciando di fatto i suoi senza riferimento avanzato per gran parte della ripresa. Poi è entrato Alvarez, che ha avuto solamente il tempo di divorarsi un goal a porta completamente sguarnita.

 

Parlando degli altri top offensivi, vi è da fare un elogio importante a Di Maria, che ancora una volta si è rivelato una pedina dalla qualità sublime. Tra stop delicati e inserimenti pericolosi, è stato sicuramente il migliore dei suoi. Messi invece non ha del tutto convinto. Ha sbloccato la gara dagli undici metri, indirizzando i suoi verso una possibile vittoria, per poi spegnersi lentamente, uscendo dal gioco. Tentare alcune giocate solitarie nei minuti di recupero è sembrata una forzatura eccessiva, non da lui. Deve ritrovare la serenità dentro di lui, per poterla poi portare nello spogliatoio

 

Adesso il girone si fa ancora più interessante, considerando che sia Polonia, che Messico, possono vantare due rose di livello alto, con giocatori importanti. Tutte le gare rimanenti quindi, diventano inevitabilmente scontri diretti, specie se le due squadre dovessero pareggiare. La difficoltà si alza, il Mondiale inizia ad entrare sin da subito nel vivo.

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