Successo politico di Roma

Ue, c’è l’accordo. Tetto al prezzo del gas a 180 euro a megawattora

Rispettati gli impegni presi tre giorni fa dai 27. I ministri dell’Energia hanno fissato il price cap. La battaglia italiana dei governi Draghi e Meloni

Ue, c’è l’accordo. Tetto al prezzo del gas a 180 euro a megawattora

Dopo una lunga trattativa al Consiglio Affari Energia dell’Ue l’accordo è arrivato. Il tetto al prezzo del gas è stato fissato a 180 euro a megawattora ed entrerà in vigore il prossimo 15 febbraio.  Dunque, come promesso nel corso del Consiglio europeo di giovedì, sono stati i ministri dell’Energia riuniti ieri a Bruxelles a mettere a punto soglia e modalità del price cap. Niente unanimità però. Ha votato contro l’Ungheria, mentre Austria e Paesi Bassi si sono astenuti. La Germania invece, che non ha mai mostrato una particolare disposizione al tetto, alla fine ha votato a favore. “Di vittoria italiana, costruita con molta pazienza, parla Giorgia Meloni. La presidente del Consiglio dà atto che la pratica “è stata istruita dal governo precedente” guidato da Mario Draghi. Si tratta di “una battaglia sulla quale l’Italia è andata avanti con determinazione”. 


Siamo stati il Paese che più di tutti ha sostenuto la necessità che i Paesi Ue si accordassero per fermare questa esplosione speculativa” dei prezzi, commenta il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin. “La presidente Meloni ha portato avanti la trattativa anche la scorsa settimana”. Se c’è un dato politico, “il più rilevante”, secondo il ministro italiano, è la “volontà di tutti di tenere unita l’Europa”. Il price cap “è un primo passo verso una soluzione che ci permetta di calmierare il sistema delle bollette”. Consentirà di evitare che si verifichino le “fiammate” dei costi registrate ad agosto. Ma contro l’intesa in Ue tuona Mosca. Il tetto “è inaccettabile”, fa sapere il Cremlino, perché “si tratta di una violazione del processo di mercato per la formazione dei prezzi”.

 

Ma come funzionerà il meccanismo di correzione?  Innanzitutto, si attiverà automaticamente quando il prezzo del gas all’ingrosso supererà i 180 euro per MWh per tre giorni lavorativi e sarà superiore di 35 euro al prezzo del Gnl (gas naturale liquefatto) sui mercati globali. Resterà per 20 giorni, ma sarà sospeso se dovesse mettere a rischio gli approvvigionamenti. Inoltre è stato stabilito che le grandi aziende energetiche nazionali dovranno procedere ad acquisti comuni per almeno il 15% dei rispettivi stoccaggi. Altro passaggio importante è quello che riguarda il disaccoppiamento tra il prezzo del gas e quello dell’energia elettrica. Sarà l’Agenzia per la cooperazione tra i regolatori nazionali dell’energia (Acer) a dover rendere disponibile entro fine marzo un nuovo parametro di riferimento dei prezzi per fare quest’operazione. D'altronde l’Acer è proprio l’agenzia europea che garantisce il corretto funzionamento del mercato unico europeo di gas ed elettricità.  

 

Intanto, nel giorno in cui l’Unione Europea si mostra unita, e fissa dopo mesi di tira e molla un punto fermo per fermare le oscillazioni spropositate del prezzo del prezioso idrocarburo sul mercato di riferimento di Amsterdam, le quotazioni scendono. Il calo finale è del 6% a 108 euro a megawattora, con livelli minimi di seduta a 106 euro. Cifre così basse sono state registrate solo l’11 novembre, e prima ancora a giugno, prima dei picchi di quest’estate. Ricordiamo a chi legge che la città olandese è sede del Title Transfer Facility (TtF), il mercato più importante nel Vecchio Continente per le quotazioni del gas, da cui dipendono poi le tariffe applicate dai singoli fornitori. 

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