220esimo giorno di conflitto

Guerra a Gaza: raid israeliani su Rafah e preoccupazioni americane

Attacchi aerei notturni nella Striscia di Gaza da parte di Israele causano ancora morti e distruzione. USA, critiche per l’alto numero di vittime civili

Guerra a Gaza: raid israeliani su Rafah e preoccupazioni americane

Nel cuore del conflitto che insanguina la Striscia di Gaza, la situazione umanitaria si aggrava. Mentre il mondo osserva con apprensione, le operazioni militari israeliane intensificano la loro presa su Rafah, lasciando dietro di sé una scia di morte e distruzione. La comunità internazionale si interroga sulle conseguenze di un’escalation che sembra non risparmiare nessuno, nemmeno i più vulnerabili.

 

Tragedia a Rafah: raid israeliani mietono vite

La città di Rafah è stata scossa da una serie di attacchi aerei israeliani che hanno provocato ulteriori perdite umane. Tra le vittime, si contano anche due medici, caduti mentre prestavano soccorso. Il Segretario di Stato USA, Antony Blinken, ha espresso preoccupazione per il bilancio sproporzionato tra civili e combattenti uccisi, sottolineando che un’eventuale invasione di Rafah potrebbe generare caos senza neutralizzare Hamas. La conta dei morti supera ora i 35.000.

Durante la notte, un bombardamento israeliano ha colpito una casa a Gaza, uccidendo una donna palestinese e ferendo altre dieci persone. Un evento che si aggiunge al crescente numero di feriti segnalati nel campo profughi di Bureij. Il Ministero della Sanità di Gaza, gestito da Hamas, ha aggiornato il tragico bilancio dal 7 ottobre: almeno 35.034 morti e 78.755 feriti. Nonostante la difficoltà di verifica indipendente, gli analisti considerano queste stime attendibili.

 

Negli Usa tutti contro l'operazione a Rafah

Gli Stati Uniti vedono una spaccatura interna sempre più evidente riguardo all'operazione militare israeliana a Rafah, con i Democratici esprimendo preoccupazioni sempre più forti. Il senatore progressista Chris Murphy ha avvertito Israele che gli errori strategici e morali potrebbero rafforzare Hamas, pur desiderando la scomparsa del gruppo e la protezione di Israele.

Le critiche si sono intensificate soprattutto dopo la minaccia israeliana di attaccare l'area densamente popolata a sud di Gaza, con il bilancio delle vittime civili superiore alle 35.000 unità. Anche il capo della diplomazia americana, Antony Blinken, ha espresso preoccupazioni, affermando che in alcuni casi Israele ha agito non in linea con la legge internazionale. Bernie Sanders ha condannato sia Israele che Hamas per le violazioni della legge internazionale e ha chiesto la sospensione degli aiuti militari degli Stati Uniti ad Israele.

Nel frattempo, anche l'Egitto ha sollevato preoccupazioni significative riguardo all'operazione militare a Rafah, a rischio di compromettere il trattato di pace con Israele, mentre Ursula von der Leyen ha ribadito il sostegno europeo a una soluzione a due stati per il conflitto israelo-palestinese, definendola l'unica via possibile per la pace nella regione e manifestando preoccupazioni per la situazione umanitaria a Gaza e per l'escalation delle tensioni a Rafah.

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