231esimo giorno di guerra

Escalation a Gaza: reazioni internazionali e conseguenze locali

La Corte Internazionale di Giustizia si pronuncia sulla richiesta del Sudafrica di fermare le azioni israeliane a Rafah. Nel frattempo, continuano i raid

 Escalation a Gaza: reazioni internazionali e conseguenze locali

Il conflitto in corso a Gaza ha raggiunto un punto critico, segnando il 231º giorno di violenze crescenti e preoccupazioni internazionali. Mentre Israele intensifica la sua campagna militare contro Hamas, la comunità globale osserva attentamente, soprattutto in vista della decisione imminente della Corte Internazionale di Giustizia (CIG) sulla questione. Questa guerra, che ha già causato numerose vittime e devastazioni, rimane un punto focale di tensione geopolitica, con vari paesi e organismi internazionali che chiedono interventi e soluzioni.

Dal 7 ottobre, la guerra ha causato la morte di almeno 35.800 persone nella Striscia di Gaza, con un incremento di 91 vittime nelle ultime 24 ore, come riportato dal ministero della Sanità della Striscia. Inoltre, 80.011 persone sono state ferite e migliaia risultano disperse sotto le macerie, presumibilmente decedute.

 

La sentenza cruciale della CIG su Rafah

Oggi, la Corte Internazionale di Giustizia (CIG), massimo organo giudiziario delle Nazioni Unite, si pronuncerà sulla richiesta del Sudafrica di ordinare a Israele di fermare immediatamente le operazioni militari a Rafah, una città nel sud della Striscia di Gaza. Questa richiesta fa parte di un caso più ampio in cui Israele è accusato di genocidio nei confronti del popolo palestinese. La settimana scorsa, i legali del Sudafrica hanno sollecitato la CIG ad adottare misure d'emergenza per fermare gli attacchi israeliani, sostenendo che tali azioni minacciano la sopravvivenza dei palestinesi a Gaza. Sebbene le sentenze della CIG siano definitive e vincolanti, la mancanza di poteri esecutivi significa che in passato i suoi pronunciamenti sono stati spesso ignorati.

Israele ha ripetutamente respinto le accuse di genocidio, definendo le sue operazioni a Gaza come misure di legittima difesa mirate esclusivamente ai militanti di Hamas, specialmente dopo gli attacchi mortali del 7 ottobre.

Avi Hyman, portavoce del governo israeliano, ha affermato che la decisione della Corte di giustizia dell’Aja, influenzata dal Sudafrica, di fermare l’offensiva a Gaza e l’attacco a Rafah non scoraggerà Israele nella sua lotta contro Hamas. Hyman ha enfatizzato che nessuna forza potrà impedire a Israele di proteggere i suoi cittadini e di perseguire Hamas nella Striscia.

Nella stessa direzione il ministro della Difesa Yoav Gallant, che ha dichiarato che l’impegno contro Rafah verrà intensificato, con operazioni che proseguiranno e si amplieranno grazie all’impiego di ulteriori forze di terra e aeree. L’obiettivo è infliggere un duro colpo ad Hamas, ridurne le capacità militari e creare le condizioni per il rilascio degli ostaggi.

 

La posizione italiana sull’attacco a Rafah

Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, durante la trasmissione “Cinque minuti”, ha espresso la contrarietà dell’Italia all’attacco a Rafah, sottolineando l’amicizia con Israele ma anche la preoccupazione per le possibili numerose vittime civili. Ha inoltre menzionato l’appello del G7 per un cessate il fuoco che favorisca la liberazione degli ostaggi israeliani e l’invio di aiuti alla popolazione palestinese. Tajani ha poi parlato del progetto “Food for Gaza” e del desiderio italiano di vedere due popoli e due Stati, ribadendo la necessità di un cessate il fuoco che migliori la situazione.

 

Conseguenze sul terreno e tentativi di mediazione

L'esercito israeliano ha dichiarato che aerei da combattimento hanno abbattuto un drone che si avvicinava al nord di Israele "da est". Secondo le informazioni fornite, il velivolo non è entrato nei cieli israeliani. L'attacco è stato successivamente rivendicato da un gruppo di miliziani sciiti, sostenuti dall'Iran, con base in Iraq, che ha già rivendicato numerosi attacchi con droni durante il conflitto. Nel nord di Gaza, aerei israeliani hanno colpito diverse abitazioni, causando almeno sette morti, come riferito dall'agenzia di stampa palestinese Wafa. Tra le aree colpite ci sono il quartiere di Fakhoura, vicino al campo profughi di Jabalia, e il quartiere di Sheikh Radwan, a nord di Gaza City, dove due membri di una famiglia rifugiata sono rimasti uccisi. Altre decine di civili palestinesi sono rimasti feriti in ulteriori attacchi aerei che hanno colpito due appartamenti nelle vicinanze.

 

Nel frattempo, Hamas ha affermato che le Forze di Difesa Israeliane (IDF) stanno avanzando verso l'ospedale Kamal Adwan nel nord di Gaza, secondo quanto riportato da Ynet News. Il personale medico e i feriti sono ancora presenti nell'ospedale, aumentando la preoccupazione per la sicurezza dei civili in una zona già fortemente colpita dalle ostilità.

Hamas ha reso anche noto di avere tra i suoi ostaggi il colonnello Asaf Hamami, catturato il 7 ottobre. Secondo le Brigate Al-Qassam, l’ala armata di Hamas, il colonnello è stato ferito durante la cattura. Tuttavia, non sono state fornite prove concrete né è stato chiarito se Hamami sia ancora in vita, come evidenziato dal Times of Israel. In precedenza, si riteneva che Hamami, comandante della Brigata sud della divisione Gaza, fosse deceduto durante la difesa del Kibbutz Nirim, con la sua morte annunciata dal rabbino capo a dicembre, basandosi su informazioni raccolte dai militari a Gaza.

 

Bm, l'Anp rischia un collasso finanziario

L'Autorità Nazionale Palestinese (Anp) è sull'orlo di un collasso finanziario imminente, come riportato dalla Banca Mondiale (Bm) in un rapporto recente. La Bm ha evidenziato che i flussi di entrate verso l'Anp si stanno esaurendo rapidamente, mentre l'attività economica nella regione crolla, soprattutto a causa del conflitto in corso nella Striscia di Gaza. La situazione fiscale dell'Anp si è deteriorata drasticamente negli ultimi tre mesi, aumentando notevolmente il rischio di un collasso finanziario. Il deficit dell'Anp è previsto raggiungere 1,2 miliardi di dollari nei prossimi mesi, più del doppio rispetto al deficit di finanziamento di 682 milioni di dollari registrato alla fine del 2023. Sebbene si preveda una contrazione economica tra il 6,5 e il 9,6%, le prospettive rimangono altamente incerte. La Bm ha indicato che l'aumento dell'assistenza estera e l'accumulo di ulteriori arretrati per i dipendenti pubblici e i fornitori sono le uniche opzioni di finanziamento disponibili per l'Anp.

 

Netanyahu parlerà presto di fronte al Congresso americano

Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu terrà un discorso davanti al Congresso degli Stati Uniti, come annunciato dal presidente della Camera Mike Johnson. Questa visita sarà un chiaro segnale di sostegno al governo israeliano da parte degli Stati Uniti. Allo stesso tempo, il direttore della CIA, William Burns, si incontrerà con il capo del Mossad David Barnea in Europa, nel tentativo di rilanciare i colloqui per il rilascio degli ostaggi detenuti da Hamas. Funzionari di Washington e dello stato ebraico hanno confermato l'incontro, che potrebbe coinvolgere anche rappresentanti del Qatar e dell'Egitto. Il gabinetto di guerra israeliano ha approvato la ripresa dei colloqui con Hamas per il rilascio degli ostaggi e il team negoziale ha ricevuto nuove linee guida per tentare una svolta.

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