un preoccupante degrado del dibattito politico

Alta tensione alla Camera: rissa sul Ddl Autonomia differenziata

Durante l’esame del disegno di legge, l’aula di Montecitorio è stata teatro di scontri violenti. Leonardo Donno (deputato M5S) è stato soccorso dai medici

Alta tensione alla Camera: rissa sul Ddl Autonomia differenziata

Una giornata di alta tensione ha travolto ieri l'aula della Camera dei Deputati durante l'esame del disegno di legge sull'Autonomia differenziata. Il dibattito, già acceso, ha raggiunto un punto critico quando il deputato del Movimento 5 Stelle, Leonardo Donno, ha cercato di consegnare una bandiera italiana al ministro Roberto Calderoli. Questo gesto ha scatenato una reazione furiosa da parte di alcuni deputati, culminando in una rissa che ha visto Donno cadere a terra, costretto poi a lasciare l'aula su una sedia a rotelle, assistito dai medici. L'incidente ha obbligato il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, a sospendere la seduta mentre si procedeva all'acquisizione dei filmati dell'accaduto.

 

L'incidente e le reazioni immediate

Il tentativo di Donno di avvicinarsi a Calderoli con il tricolore è stato accolto con veemente opposizione dai banchi della maggioranza. Secondo i racconti dei presenti, Donno sarebbe stato colpito alla testa con due pugni, un'aggressione che ha richiesto l'intervento medico immediato. L'assistente parlamentare coinvolto, anch'egli vittima di violenza, è stato colpito al volto e allo stomaco e condotto in infermeria dai colleghi. 

Donno ha successivamente rassicurato sul proprio stato di salute, spiegando ai giornalisti: "Ho preso un pugno che mi ha sfiorato la faccia dal deputato Iezzi. Altri, come Mollicone, Amich e Cangiano, hanno tentato di colpirmi. Poi sono arrivati i commessi, e io sono crollato, sentendo un forte dolore al petto e difficoltà respiratorie". Tuttavia, le versioni dei deputati coinvolti differiscono significativamente. Daniele Iezzi, della Lega, ha affermato: "Ho provato a dare cazzotti, ma non l'ho colpito. Donno ha tentato di aggredire Calderoli e ho reagito". Analogamente, Enzo Amich di Fratelli d'Italia ha negato qualsiasi contatto fisico con Donno, attribuendo l'accaduto a una provocazione.

 

Conseguenze e accuse reciproche

Con la calma temporaneamente ristabilita, le accuse tra le parti politiche si sono moltiplicate. Federico Mollicone, deputato di Fratelli d'Italia, ha descritto l'incidente come una "sceneggiata" orchestrata da Donno per ottenere visibilità, sostenendo che il deputato pentastellato non è mai stato realmente toccato a causa della protezione degli assistenti parlamentari. Le immagini acquisite sono ora al vaglio del presidente Fontana, il quale ha assicurato una revisione accurata dei filmati per chiarire le responsabilità.

 

Gli altri episodi di violenza e proteste

Non solo Donno, ma anche altri deputati sono stati protagonisti di atti violenti e simbolici. Fabio Pietrella di Fratelli d'Italia ha denunciato di essere stato colpito con delle stampelle da Toni Ricciardi del Partito Democratico. Inoltre, il deputato dem Nico Stumpo è stato espulso per aver lanciato una sedia, gesto confermato dal presidente di turno, Sergio Costa. La tensione in aula si era palesata fin dall'inizio della seduta, con esibizioni del tricolore, canti dell'Inno di Mameli e urla di "vergogna" che hanno costretto a sospensioni ripetute. Il clima si è ulteriormente surriscaldato con l'espulsione di Domenico Furgiuele della Lega, accusato di aver fatto il gesto della X Mas in risposta ai canti di "Bella ciao" provenienti dai banchi dell'opposizione.

 

Una giornata di scontri e polemiche

Il dibattito sul ddl Autonomia differenziata ha messo in luce profonde spaccature tra le forze politiche in Parlamento. Gli episodi di violenza e le reciproche accuse hanno dimostrato quanto le tensioni possano rapidamente degenerare in scontri fisici. Fontana, dopo aver rivisto i video degli scontri, ha promesso un'istruttoria per chiarire tutti i dettagli e stabilire le dovute responsabilità. Tuttavia, le polemiche sollevate dalla giornata di ieri segnalano un preoccupante degrado del dibattito politico, con il rischio che episodi simili possano ripetersi in futuro se non verranno prese misure adeguate per garantire un confronto civile e rispettoso delle istituzioni democratiche.

COPYRIGHT THEITALIANTIMES.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA