Il pieno sostegno occidentale a Kiev

Patto di Borgo Egnazia: Biden blinda Zelensky con un accordo decennale

Il G7 riafferma il sostegno politico, militare ed economico all’Ucraina, con Biden che sigilla in Puglia un accordo decennale di sicurezza con Zelensky

Patto di Borgo Egnazia: Biden blinda Zelensky con un accordo decennale

Il vertice del G7 che si sta tenendo a Borgo Egnazia in Puglia potrebbe segnare un punto di svolta significativo nella politica estera globale. Il summit ha confermato l'impegno incrollabile dell'Occidente nei confronti dell'Ucraina, mentre il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, e il leader ucraino, Volodymyr Zelensky, hanno annunciato un accordo di sicurezza decennale. Al contempo, il presidente cinese Xi Jinping ha promesso di non vendere armi alla Russia, segnando un potenziale cambiamento nei rapporti internazionali. Di seguito, un'analisi dettagliata delle decisioni cruciali prese durante questo incontro storico.

 

Il Patto di Borgo Egnazia: un sostegno incondizionato

Durante una conferenza stampa congiunta al margine del G7 di Borgo Egnazia, Volodymyr Zelensky ha annunciato che il presidente cinese Xi Jinping ha promesso di non fornire armi alla Russia. "Mi ha dato la sua parola," ha dichiarato Zelensky, sottolineando l'importanza di questa promessa nel contesto della guerra in corso. Il leader ucraino ha inoltre espresso le sue aspettative per "decisioni importanti" al summit, aspettative che non sono stanno deludendo.

Il vertice, presieduto dalla premier italiana Giorgia Meloni, vede infatti la partecipazione di tutti i principali alleati dell'Ucraina, i quali hanno riaffermato il loro impegno politico, militare ed economico. In particolare, gli Stati Uniti hanno siglato un ambizioso accordo di sicurezza decennale con Kiev. Questo patto mira a garantire una sicurezza duratura all'Ucraina, rafforzando le sue capacità militari e industriali in linea con gli standard della NATO. Anche l'Europa ha contribuito significativamente, approvando un prestito di 50 miliardi di dollari per sostenere la resistenza ucraina, utilizzando come garanzia i profitti degli asset russi congelati.

 

Una solidarietà internazionale incondizionata

L'accoglienza calorosa riservata a Zelensky dagli altri leader del G7 ha dimostrato una solidarietà internazionale senza precedenti. Ogni incontro, ha detto Zelensky, serve a fornire nuove opportunità di vittoria per l'Ucraina. Ha ringraziato in particolare Giorgia Meloni, con cui ha discusso i prossimi passi nella cooperazione in materia di difesa, incluso un nuovo pacchetto di aiuti militari e il rafforzamento del sistema di difesa aerea, con il dispositivo Samp-t messo a disposizione da Roma.

Oltre agli Stati Uniti, anche il Giappone ha stretto un'intesa bilaterale con Kiev, promettendo 4,5 miliardi di dollari solo per quest'anno e un impegno decennale. Questo fa seguito a una serie di accordi di sicurezza che l'Ucraina ha firmato con 15 Paesi, tra cui Italia, Francia, Germania e Regno Unito, dalla prima invasione russa.

 

Verso un futuro di stabilità e ricostruzione

La prima giornata di vertice ha visto anche la discussione di piani per la ricostruzione dell'Ucraina, con una conferenza prevista a Roma nel 2025. Gli aiuti militari e finanziari promessi al G7 rappresentano un ulteriore passo avanti per garantire la stabilità e la sicurezza dell'Ucraina a lungo termine. Joe Biden ha sottolineato che solo con il sostegno continuo degli Stati Uniti, Kiev può resistere. "Oggi è una giornata storica," ha dichiarato Zelensky, elogiando l'accordo firmato che rafforza la difesa ucraina e dimostra a Putin che l'Occidente resta unito.

 

Oltre al sostegno all'Ucraina, il G7 ha discusso anche le tensioni in Medio Oriente. La premier Meloni ha ribadito il sostegno del G7 alla soluzione proposta dagli Stati Uniti, basata su un cessate il fuoco di sei settimane a Gaza e sul rilascio degli ostaggi, con l'obiettivo finale di una soluzione a due Stati. La necessità che Israele si fermi a Rafah è stata unanimemente riconosciuta dai partecipanti.

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