dall’hotel Burgenstock di Lucerna

Summit svizzero per la pace in Ucraina, dialogo tra 101 nazioni

Zelensky sollecita una pace giusta attraverso il coinvolgimento mondiale. Gli Stati Uniti annunciano nuovi aiuti mentre si discute di sicurezza nucleare

Summit svizzero per la pace in Ucraina, dialogo tra 101 nazioni

La pace in Ucraina appare come un obiettivo lontano e complesso, ma il summit che si sta tenendo in Svizzera rappresenta un tentativo significativo di avvicinarsi a una risoluzione. Con la partecipazione di 101 delegazioni internazionali, l'incontro ha avuto l'intento di esplorare soluzioni diplomatiche, sebbene la Russia non fosse presente. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha enfatizzato l'importanza di un coinvolgimento globale per una pace giusta e duratura, mentre gli Stati Uniti hanno annunciato nuovi aiuti a Kiev.

 

L'apertura di Zelensky: un appello alla pace

Volodymyr Zelensky, il presidente ucraino noto per il suo abbigliamento militare, ha aperto il summit con un forte appello alla pace. Nel prestigioso hotel Burgenstock di Lucerna, luogo che ha ospitato figure di spicco da tutto il mondo, Zelensky ha assunto il ruolo di uomo di pace. Davanti alle delegazioni di 101 nazioni, il presidente ucraino ha sottolineato la necessità di un impegno collettivo per risolvere il conflitto attraverso il dialogo e il rispetto dei principi della Carta delle Nazioni Unite.

"La pace giusta deve rispettare la sovranità e l'integrità territoriale dell'Ucraina," ha affermato Zelensky, ribadendo che tali valori non sono negoziabili. Questa posizione è stata ulteriormente sostenuta dal capo dello staff di Zelensky, Andriy Yermak, il quale ha aggiunto che un piano di pace congiunto verrà presentato anche alla Russia in un futuro vertice, possibilmente in Arabia Saudita.

 

La sfida diplomatica: coinvolgere la Russia

Nonostante l'assenza della Russia al summit, il coinvolgimento di Mosca è inevitabile per qualsiasi accordo di pace duraturo. La prossima tappa del processo potrebbe essere un summit in Arabia Saudita, un'eventualità che richiede però che la Russia accetti i principi fondamentali della Carta dell'ONU, inclusa l'integrità territoriale dell'Ucraina. Tuttavia, la strada appare ancora lunga e incerta. Un alto funzionario europeo ha sottolineato come il Cremlino stia attualmente remando contro ogni proposta di compromesso.

Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha dichiarato che Mosca non ha intenzione di inviare messaggi conciliatori, preferendo un futuro incontro più sostanziale. Questo atteggiamento ostacola i progressi immediati, ma l'importanza del dialogo rimane cruciale, come sottolineato dalla presidente della Confederazione Svizzera, Viola Amherd. "Non saremo in grado di decretare la pace oggi, ma speriamo di avviare il processo," ha affermato Amherd, esprimendo la speranza che la comunità internazionale possa preparare il terreno per futuri negoziati.

 

I temi

Il summit ha affrontato temi di interesse globale che potrebbero favorire la costruzione della fiducia tra le parti in conflitto: sicurezza nucleare, sicurezza alimentare e questioni umanitarie, inclusa la liberazione dei prigionieri. Questi argomenti sono stati discussi in varie sessioni plenarie e di lavoro, riflettendo i punti salienti di diversi piani di pace proposti fino ad oggi. L'obiettivo è creare consenso e avvicinare le posizioni, anche se queste sono spesso molto diverse. 

Il ministro degli Esteri dell'Arabia Saudita ha avvertito che saranno necessari "difficili compromessi" per raggiungere la pace, mentre il presidente del Kenya ha evidenziato la necessità di affrontare le questioni globali, come i conflitti in Medio Oriente, nel Sahel e nel Corno d'Africa.

Le delegazioni sono impegnate nella stesura di un comunicato congiunto, ma non è ancora certo se tutti lo firmeranno. Zelensky ha lanciato un appello affinché Putin abbandoni il linguaggio degli ultimatum e adotti quello della maggioranza mondiale, che desidera una pace giusta. Sebbene la strada verso la pace sia ancora lunga e irta di ostacoli, il summit svizzero rappresenta un primo passo verso il dialogo e la ricerca di soluzioni condivise.

 

Prospettive future e speranze di pace

Il summit in Svizzera ha messo in luce le complesse dinamiche geopolitiche che circondano il conflitto in Ucraina. Con la partecipazione di nazioni da ogni angolo del mondo, l'incontro ha dimostrato che la comunità internazionale è disposta a impegnarsi per una soluzione pacifica. Tuttavia, il successo di questi sforzi dipenderà in gran parte dalla volontà di tutte le parti coinvolte di trovare un terreno comune e di fare compromessi difficili ma necessari.

Mentre i lavori continuano e si prevede un secondo vertice, forse in Arabia Saudita, la speranza è che questo processo possa infine portare a una pace duratura. La comunità internazionale, sotto la guida di leader come Zelensky, continuerà a lavorare per creare le condizioni necessarie per il dialogo e la cooperazione. Come ha dichiarato Zelensky, "Diamo una chance alla diplomazia," nella speranza che questo percorso porti a un futuro più stabile e pacifico per l'Ucraina e il mondo intero.

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