Equilibri politici e alleanze

Vertici UE, l’intesa slitta ma la von der Leyen resta la favorita

Ancora niente accordo tra i leader europei per la guida delle istituzioni comunitarie. Michel e Macron ottimisti ma prudenti sulla presidente uscente

Vertici UE, l’intesa slitta ma la von der Leyen resta la favorita

La cena di ieri tra i leader europei, organizzata per discutere i nuovi vertici dell'Unione Europea, si è conclusa senza l'atteso accordo definitivo. Nonostante non fosse prevista una decisione formale, l'aspettativa era che si raggiungesse almeno un'intesa di massima. Tuttavia, le divergenze politiche hanno impedito di trovare un consenso, lasciando il presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel, a dichiarare: "Non c'è ancora l'accordo". Le trattative continueranno, con l'obiettivo di chiudere entro la fine del mese. Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha espresso ottimismo, sostenendo che l'accordo sia vicino, ma la strada appare ancora in salita.

 

Verso una composizione complessa: i nomi in gioco

La rosa dei candidati per i principali incarichi dell'UE include figure di rilievo come Ursula von der Leyen, attuale presidente della Commissione Europea, la cui conferma sembra probabile, forte del successo del Partito Popolare Europeo (PPE) nelle ultime elezioni. Il socialista portoghese Antonio Costa è in corsa per la presidenza del Consiglio Europeo, mentre la liberale estone Kaja Kallas è considerata la favorita per il ruolo di Alto Rappresentante dell'Unione per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza. Infine, Roberta Metsola potrebbe essere riconfermata come presidente del Parlamento Europeo, sebbene questa scelta spetti ai membri del Parlamento stesso.

Le trattative si sono complicate quando il PPE ha proposto di cambiare il colore politico della presidenza del Consiglio a metà mandato, simile a quanto avviene per il Parlamento. Questa richiesta ha sollevato nuove questioni e potrebbe ritardare ulteriormente il raggiungimento di un accordo complessivo, che deve tener conto di un delicato equilibrio tra le diverse famiglie politiche e le aree geografiche dell'Unione.

 

Equilibri politici e alleanze

Le dinamiche interne ai vari gruppi politici complicano ulteriormente la situazione. Il premier polacco Donald Tusk, uno dei negoziatori per il PPE, ha dichiarato che la maggioranza esiste già, composta da PPE, liberali, socialisti e altri piccoli gruppi, escludendo dunque il bisogno di ulteriori compromessi. Tuttavia, il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha messo in guardia contro un supporto basato su partiti di destra e populisti, insistendo sulla stabilità della maggioranza attuale.

Il presidente francese Macron ha ribadito l'urgenza di chiarire presto il futuro dell'Europa, condividendo il senso di urgenza di molti altri leader. "Viviamo in tempi difficili ed è importante sapere presto cosa succederà in Europa", ha affermato, sottolineando come ogni variazione negli incarichi possa avere ripercussioni significative sull'equilibrio politico e operativo dell'Unione.

 

Il ruolo di Meloni e Orban

Un punto cruciale delle trattative riguarda il ruolo che giocherà il primo ministro italiano Giorgia Meloni, che ha incontrato l'ungherese Viktor Orban prima del vertice. Orban ha descritto la situazione come "ancora fluida", suggerendo che le dinamiche potrebbero ancora cambiare. Andrej Plenkovic, primo ministro croato, ha cercato di rassicurare, affermando che non vede opposizioni sostanziali contro von der Leyen.

Tuttavia, Orban ha criticato il PPE per essersi alleato con socialisti e liberali, definendo l'accordo come una spartizione delle cariche UE, ma riconoscendo implicitamente che l'appoggio dell'Eurocamera resta cruciale per la conferma di von der Leyen, considerando anche l'opzione di un'alleanza con i Verdi.

Le trattative sembrano destinate a proseguire ancora per qualche settimana, con Macron che spera di raggiungere un'intesa prima delle elezioni francesi del 30 giugno e 7 luglio. Nonostante le difficoltà, il presidente francese rimane fiducioso: "Ora dobbiamo lasciar marinare le cose", ha commentato, pur ammettendo che l'obiettivo non è quello di prolungare l'incertezza oltre il necessario.

 

In conclusione, sebbene Ursula von der Leyen rimanga la favorita per guidare la Commissione Europea, l'assenza di un accordo definitivo e le complessità politiche interne all'Unione rendono incerto il quadro dei nuovi vertici europei. Le prossime settimane saranno decisive per capire se le varie fazioni politiche riusciranno a trovare un compromesso che soddisfi tutti i principali attori in gioco.

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