la “madre di tutte le riforme”.

Riforme Costituzionali: il Senato approva il Premierato, Meloni esulta

L’Aula approva in prima lettura il ddl per l’elezione diretta del presidente del Consiglio. Ora la parola passa alla Camera. Le opposizioni protestano

Riforme Costituzionali: il Senato approva il Premierato, Meloni esulta

Il Senato della Repubblica ha dato il primo via libera al disegno di legge di riforma costituzionale che introduce l'elezione diretta del presidente del Consiglio. Con 109 voti favorevoli, 77 contrari e un astenuto, il testo passa ora alla Camera dei Deputati per la seconda delle quattro letture previste dalla procedura costituzionale. La seduta, iniziata alle 15:30, è stata caratterizzata da un'intensa partecipazione della maggioranza, decisa a garantire l'approvazione di quella che viene definita la "madre di tutte le riforme".

L'obiettivo dichiarato è quello di assicurare una maggiore stabilità al sistema politico italiano, riducendo il rischio di frequenti cambiamenti di governo. La ministra per le Riforme istituzionali e la semplificazione normativa, Maria Elisabetta Alberti Casellati, insieme ai ministri Luca Ciriani e Nello Musumeci, era presente in aula per sottolineare l'importanza di questa riforma. Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha presieduto la seduta, che non è stata priva di tensioni. In un momento di forte contrapposizione politica, La Russa è stato costretto a sospendere i lavori a causa di un acceso dibattito tra maggioranza e opposizione.

 

Premierato, un passo cruciale per la maggioranza

La premier Giorgia Meloni ha commentato positivamente l'approvazione del ddl in Senato, definendolo un "primo passo avanti che rafforza la democrazia". Questo successo rappresenta per il governo un importante traguardo, che rispetta l'accordo politico tra i partiti della coalizione di destra, come sottolineato dal capogruppo della Lega al Senato, Massimiliano Romeo. La seduta è stata trasmessa in diretta televisiva, una misura che ha contribuito a mantenere un certo ordine, nonostante le vivaci reazioni delle opposizioni.

Dopo il voto, i senatori del centrodestra hanno festeggiato sventolando bandiere tricolori e volumi della Costituzione, mentre i colleghi del centrosinistra, riuniti a piazza Santi Apostoli, hanno arringato le folle contro la riforma in vista del possibile referendum. L'inno nazionale ha risuonato nelle strade, sottolineando il carattere simbolico di questo momento politico.

 

La protesta delle opposizioni

Le opposizioni non hanno tardato a manifestare il proprio dissenso. Elly Schlein, leader del Partito Democratico, ha dichiarato che questa riforma "spacca l'Italia", evidenziando le profonde divisioni che essa genera nel Paese. La protesta si è fatta sentire anche a Montecitorio, dove durante la stessa giornata è stata approvata con 53 voti di scarto l'inversione dei lavori d'aula per velocizzare l'approvazione dell'autonomia differenziata. Le opposizioni, in segno di dissenso, hanno praticato l'ostruzionismo, rallentando i lavori con interventi a raffica.

La tensione politica è palpabile, con diverse forze di opposizione che invocano un referendum per impedire l'entrata in vigore della riforma. Figure come Stefano Patuanelli del Movimento 5 Stelle e Peppe De Cristofaro di Alleanza Verdi e Sinistra hanno espresso chiaramente questa posizione. Anche Carlo Calenda di Azione e Enrico Borghi di Italia Viva hanno criticato duramente il ddl, con Calenda che si dice preoccupato per le "conseguenze politiche" della riforma.

 

Ddl Premierato, contenuti e modifiche del testo

Il testo proveniente dalla Commissione parlamentare ha modificato in parte la proposta approvata lo scorso novembre dal Consiglio dei Ministri. Questi, in sintesi, i contenuti principali della riforma:

 

ELEZIONE DIRETTA: L’articolo 92 della Costituzione sarà sostituito per prevedere che il governo sia composto dal Presidente del Consiglio e dai ministri, con il Presidente del Consiglio eletto tramite suffragio universale e diretto per un mandato di cinque anni.

 

TETTO DI DUE MANDATI: Il Presidente del Consiglio potrà rimanere in carica per non più di due legislature consecutive, salvo il caso in cui nella legislatura precedente abbia ricoperto l’incarico per un periodo inferiore a sette anni e sei mesi. Le elezioni delle Camere e del Presidente del Consiglio avverranno contemporaneamente.

 

PREMIO ELETTORALE: La legge disciplinerà il sistema per l’elezione delle Camere e del Presidente del Consiglio, prevedendo un premio su base nazionale che garantirà una maggioranza dei seggi in entrambe le Camere alle liste e ai candidati collegati al Presidente del Consiglio, rispettando il principio di rappresentatività. Il premio di maggioranza, inizialmente previsto al 55% dei parlamentari nelle due Camere, sarà deciso direttamente nella legge elettorale successiva alla riforma del premierato. Si propone inoltre il ballottaggio tra i primi due candidati di coalizione se non si raggiunge una soglia minima del 42-43%.

 

NOMINA E REVOCA DEI MINISTRI: Il Presidente della Repubblica conferirà al Presidente del Consiglio eletto l’incarico di formare il governo e nominerà e revocherà, su proposta di quest’ultimo, i ministri.

 

SEMESTRE BIANCO: Non sarà più previsto per consentire al Presidente della Repubblica, in circostanze eccezionali, di sciogliere le Camere in qualsiasi momento.

 

Approvazione definitiva o referendum

Per l'approvazione definitiva di una legge di riforma costituzionale, il processo prevede due deliberazioni da parte di entrambe le Camere, a distanza di almeno tre mesi. Se nella seconda votazione entrambe le Camere approveranno il testo con una maggioranza qualificata di due terzi, la legge sarà promulgata senza necessità di referendum. Altrimenti, il ddl dovrà essere sottoposto a referendum popolare. Data l'attuale composizione del Parlamento, è probabile che il governo debba affrontare questo passaggio.

Il presidente della commissione affari costituzionali, Alberto Balboni, ha ribadito che una bozza della nuova legge elettorale sarà disponibile solo dopo la prima lettura, ossia dopo l'approvazione alla Camera. Nel frattempo, Forza Italia ha presentato quattro ordini del giorno per definire meglio i contorni della riforma.

 

In conclusione, mentre la maggioranza celebra questo importante risultato, le opposizioni si preparano alla battaglia referendaria, consapevoli che la partita politica è tutt'altro che conclusa. La riforma del premierato rappresenta un cambiamento radicale nel panorama politico italiano, destinato a suscitare accesi dibattiti nei mesi a venire.

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