LABURISTI VS CONSERVATORI

Elezioni UK: Sir Keir Starmer in pole position, ma dubbi sui numeri

Il leader laburista favorito nei sondaggi, ma l’esito delle elezioni resta incerto a causa del sistema elettorale e della frammentazione del voto britannico

Elezioni UK: Sir Keir Starmer in pole position, ma dubbi sui numeri

Oggi, milioni di britannici si recano alle urne per eleggere i nuovi membri della Camera dei Comuni. Le elezioni, che riguardano 650 seggi parlamentari, coinvolgono elettori provenienti da tutte le quattro nazioni del Regno Unito: Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord. Gli aventi diritto al voto sono circa 50 milioni su una popolazione totale di quasi 68 milioni.

I seggi sono aperti dalle 7 del mattino (8 in Italia) fino alle 22 (23 in Italia).

Secondo i sondaggi, il leader laburista Sir Keir Starmer è in vantaggio, pronto a sfidare i conservatori al potere da 14 anni. La campagna elettorale, durata sei settimane, è stata intensa e caratterizzata da dibattiti televisivi, attacchi personali e una forte presenza sui social media. Tuttavia, il divario di circa 20 punti percentuali tra i due principali partiti non si è ridotto: il Labour è accreditato del 40% mentre i Tories si fermano al 20%.

Il premier uscente Rishi Sunak, che aveva anticipato la data delle elezioni dal previsto autunno al 4 luglio, sembra destinato a perdere la scommessa più audace della sua carriera politica. "Queste elezioni non sono un referendum sul passato, ma un voto per il futuro", ha dichiarato Sunak, cercando di distanziarsi dai 14 anni di governo conservatore segnati da caos politico e declino economico. I Tories hanno visto succedersi cinque primi ministri in otto anni, tre dei quali nello spazio di pochi mesi, accompagnati da una girandola di ministri.

 

La trasformazione politica degli ultimi cinque anni

Le elezioni del dicembre 2019 avevano visto Boris Johnson trionfare con una maggioranza schiacciante grazie all'onda di Brexit. Da allora, il panorama politico britannico è cambiato radicalmente. Scandali come il "Partygate" – le feste illegali a Downing Street durante il lockdown – hanno minato la fiducia degli elettori nel partito conservatore. La pandemia, la guerra in Ucraina e l'inflazione hanno aggravato la crisi economica, portando a un crollo del tenore di vita senza precedenti dal dopoguerra.

Martedì sera, a sorpresa, Boris Johnson è sceso in campo a fianco di Sunak, avvertendo dei pericoli di un "governo di sinistra" e incitando i fedeli a non perdere la speranza. "Non è troppo tardi per evitare di cadere nell’abisso", ha dichiarato l'ex premier. Tuttavia, molti nel partito conservatore sembrano rassegnati alla sconfitta. Mel Stride, ministro delle pensioni, ha affermato che i laburisti "vinceranno la più grande maggioranza mai vista in Gran Bretagna".

 

La strategia di Starmer e l'incognita dei numeri

Mentre i sondaggi sembrano indicare una "punizione" per i Tories, gli elettori sono pronti a votare per il partito laburista, attratti dalle promesse di "cambiamento" e "stabilità" di Starmer. Il leader laburista ha lavorato per trasformare il partito, spostandolo su posizioni più centriste e moderate. Con l'aiuto di Rachel Reeves, cancelliere-ombra ed ex economista della Banca d'Inghilterra, ha presentato un programma economico credibile e ha cercato di corteggiare il mondo degli affari. Starmer ha dichiarato di aver trasformato "un movimento di protesta in un partito di governo".

Il vero punto interrogativo resta su come i numeri si tradurranno in seggi parlamentari. In un sistema uninominale come quello britannico, vincere anche per un solo voto in un collegio significa ottenere il seggio. I sondaggi indicano un possibile raddoppio dei seggi per il Labour, che potrebbe superare i 400, mentre i conservatori potrebbero crollare da 365 a meno di 100. Sarebbe la peggiore performance del partito da un secolo a questa parte.

 

Crescita dei partiti minori e importanza dell'affluenza

Negli ultimi giorni di campagna elettorale, sebbene il divario tra Labour e Tories sia rimasto invariato, i partiti minori hanno guadagnato terreno. Notevole è stata l'ascesa di Reform, l'ex Brexit Party guidato da Nigel Farage, che ha attratto elettori conservatori delusi. Tuttavia, a causa del sistema maggioritario, questi voti difficilmente si tradurranno in seggi, ma potrebbero comunque danneggiare i Tories. Anche il partito liberaldemocratico ha recuperato consensi, attirando voti di elettori di centro che non vogliono votare Labour ma desiderano punire il governo.

Il Labour potrebbe perdere alcuni voti a favore dei Verdi, soprattutto tra i giovani. Starmer ha espresso preoccupazione che gli elettori, confidando troppo nella vittoria, possano decidere di non andare a votare. L'affluenza sarà dunque decisiva per determinare l'esito delle elezioni.

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