i 12 vaccini pediatrici

L’ultima iniziativa di Borghi: via l’obbligo vaccinale per i bambini

Il senatore della Lega propone l’abolizione dei vaccini obbligatori per i bambini, suscitando forti reazioni politiche ma soprattutto scientifiche.

L’ultima iniziativa di Borghi: via l’obbligo vaccinale per i bambini

Il dibattito sull'obbligo vaccinale torna a infiammare il panorama politico italiano con una proposta controversa del senatore leghista Claudio Borghi. L'emendamento presentato punta a trasformare i vaccini per l'infanzia da obbligatori a raccomandati, sollevando un'ondata di polemiche e preoccupazioni. Mentre il centrodestra si mostra diviso, le opposizioni attaccano duramente, appellandosi alla scienza e alla sicurezza sanitaria. Vediamo nel dettaglio le reazioni e le implicazioni di questa proposta.

 

Il blitz no vax di Borghi

L'ultima iniziativa del senatore leghista Claudio Borghi ha scosso la scena politica italiana. Borghi ha presentato un emendamento per rendere "raccomandati" e non più obbligatori i 12 vaccini pediatrici, come quelli contro morbillo, rosolia, parotite e varicella. Attualmente, questi vaccini sono necessari per l'iscrizione alle scuole dell'infanzia. La proposta ha immediatamente suscitato reazioni contrastanti, creando un clima di tensione politica nel centrodestra e accendendo il dibattito tra i partiti.

L'ex ministro della Salute Roberto Speranza ha definito l'iniziativa "farneticazioni antiscientifiche", accusando Borghi di cercare consenso tra i no-vax. Anche Beatrice Lorenzin, promotrice della legge del 2017 sull'obbligo vaccinale, ha criticato duramente la proposta, descrivendola come "una vera e propria follia". Borghi, rivendicando l'emendamento, ha ricordato che l'obiettivo di abolire l'obbligo vaccinale era già stato promesso da Matteo Salvini nel 2018. Salvini, infatti, nel suo ruolo di vicepremier, aveva chiesto alla ministra della Salute Giulia Grillo di emanare un decreto per permettere ai bambini non vaccinati di frequentare la scuola fino ai 6 anni.

Secondo Borghi, l'obbligo vaccinale genera diffidenza nei confronti delle vaccinazioni. Egli sostiene che l'imposizione di tali misure durante la pandemia di COVID-19 ha portato molti a mettere in discussione la sicurezza e l'efficacia dei vaccini tradizionali. Citando una vasta letteratura scientifica, Borghi afferma che l'obbligo può ridurre la copertura vaccinale, motivo per cui solo Italia e Francia mantengono ancora questa normativa in Europa.

 

La reazione del mondo scientifico

La proposta di Borghi non è passata inosservata neanche tra gli esperti del settore medico. Alberto Villani, responsabile di Pediatria generale e Malattie infettive dell'ospedale Bambino Gesù, ha espresso forte preoccupazione. Villani ha sottolineato l'importanza della copertura vaccinale, ricordando gli oltre 550 casi di morbillo registrati nel 2024 e i 13 morti del 2017 causati dalla stessa malattia. "È un privilegio vivere in un paese che garantisce una completa copertura vaccinale," ha affermato Villani, definendo la vaccinazione un vero e proprio patrimonio da proteggere.

Villani ha inoltre sottolineato i rischi legati a malattie come la pertosse, che può essere fatale per i bambini non vaccinati. La comunità scientifica, secondo Villani, è compatta nel sostenere che l'obbligo vaccinale è essenziale per mantenere alti livelli di immunizzazione e proteggere la salute pubblica. "L'obbligo vaccinale è una misura di prevenzione fondamentale per evitare il ritorno di malattie ormai sotto controllo", ha aggiunto Villani, evidenziando come l'efficacia delle vaccinazioni sia ampiamente dimostrata da decenni di studi.

Il dibattito sull'obbligo vaccinale non riguarda solo la prevenzione individuale, ma anche la protezione collettiva. I vaccini sono uno strumento essenziale per raggiungere l'immunità di gregge, proteggendo così anche coloro che, per motivi medici, non possono essere vaccinati. "La scelta di non vaccinare i propri figli non è solo una questione personale, ma ha implicazioni dirette sulla salute pubblica", ha concluso Villani.

 

Le divisioni politiche

La proposta di Borghi ha anche provocato reazioni diverse all'interno della stessa coalizione di governo. Mentre Fratelli d'Italia mantiene un silenzio prudente, esponenti di Forza Italia e Noi Moderati si sono espressi contro l'abolizione dell'obbligo vaccinale. Raffaele Nevi di Forza Italia ha dichiarato che la libertà di non vaccinarsi non deve compromettere la sicurezza sanitariacollettiva, promettendo un'analisi approfondita della proposta basata su evidenze scientifiche. Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati, ha definito l'idea di eliminare l'obbligo vaccinale "una sciocchezza scientifica" con potenziali conseguenze pericolose, ribadendo che il programma di governo deve tutelare i minori e i più vulnerabili.

Anche dall'opposizione sono giunte critiche severe: il senatore dem Filippo Sensi ha condannato la proposta come una "pericolosa provocazione", mentre Francesco Boccia del PD l'ha definita "folle". Per Raffaella Paita di Italia Viva, la proposta di Borghi è "folle" e rappresenta un ritorno a ideologie medievali, pericolose per la salute pubblica. Riccardo Magi di +Europa ha definito la proposta "pericolosissima" e ha criticato la destra per il suo sostegno a posizioni antiscientifiche. Andrea Quartini del Movimento 5 Stelle ha espresso una posizione critica, definendo la proposta leghista come "populismo da strapazzo".

 

Conclusioni e prospettive

La proposta di Claudio Borghi ha riacceso un dibattito complesso che coinvolge politica, scienza e salute pubblica. Mentre il disegno di legge attende l'esame in commissione affari sociali del Senato, le polemiche non accennano a diminuire. La comunità scientifica e gran parte del panorama politico continuano a difendere l'importanza dell'obbligo vaccinale, sottolineando i rischi di una possibile regressione sanitaria. Il futuro di questa proposta resta incerto, ma il dibattito ha certamente riportato alla ribalta la questione cruciale della vaccinazione obbligatoria in Italia.

Il tema della vaccinazione obbligatoria è destinato a rimanere centrale nel dibattito politico e sanitario del paese. La crescente disinformazione e le teorie cospirazioniste hanno complicato ulteriormente la questione, rendendo indispensabile un approccio basato su evidenze scientifiche e comunicazione trasparente. Le istituzioni e la comunità scientifica dovranno lavorare insieme per contrastare la diffidenza verso i vaccini e promuovere l'importanza della prevenzione sanitaria.

In conclusione, la proposta di Borghi rappresenta una sfida significativa per il sistema sanitario italiano. Il mantenimento dell'obbligo vaccinale è visto da molti come un pilastro fondamentale per la protezione della salute pubblica. Le prossime settimane saranno cruciali per determinare l'esito di questa iniziativa e il futuro delle politiche vaccinali in Italia.

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