corsa alla casa bianca

Biden resiste e insiste: “Mi dimetto solo se me lo chiede Dio”

Intanto, i Democratici si organizzano per dettare una nuova linea di azione. Il leader della Camera, Hakeem Jeffries, ha convocato una riunione virtuale

 Biden resiste e insiste: “Mi dimetto solo se me lo chiede Dio”

In un periodo di intensa incertezza politica, le dinamiche interne al Partito Democratico si fanno sempre più complesse. La candidatura di Joe Biden alla presidenza degli Stati Uniti è sotto esame, con molteplici esponenti del partito che sollecitano il Presidente a ritirarsi. Nonostante le critiche e le pressioni crescenti, Biden si mostra risoluto nel continuare la sua campagna elettorale, rifiutando qualsiasi idea di abbandono se non per volontà divina. Questa determinazione è al centro delle discussioni tra i democratici, mentre si fanno strada ipotesi alternative come il ritorno di Barack Obama sulla scena politica in qualitàdi vicepresidente.

 

Biden resiste alle critiche

Joe Biden ha chiaramente espresso la sua intenzione di non ritirarsi dalla corsa alla Casa Bianca, dichiarando che lo farebbe solo "se me lo chiedesse il Signore onnipotente". Durante un'intervista con la ABC, la prima dopo un dibattito con Donald Trump giudicato negativamente, Biden ha sottolineato la sua determinazione e la sua convinzione di essere il candidato più qualificato per vincere le elezioni. Nonostante abbia cercato di minimizzare i problemi emersi e di smentire i sondaggi sfavorevoli, la sua performance non ha convinto tutti, soprattutto all'interno del suo stesso partito. La deputata del Minnesota Angie Craig è stata l'ultima di una serie di esponenti democratici a chiedere pubblicamente il suo passo indietro, esprimendo la necessità di una nuova generazione di leader.

Per affrontare la situazione, Hakeem Jeffries, leader dei democratici alla Camera, ha convocato una riunione virtuale con l'obiettivo di dettare una nuova linea di azione e valutare come procedere. Jeffries ha cercato di minimizzare l'impatto negativo del dibattito con Trump, definendolo un "brutto episodio" non rappresentativo di problemi più seri. Biden ha evitato di sottoporsi a un test cognitivo indipendente, sostenendo che la presidenza stessa rappresenta un test neurologico quotidiano. Ha inoltre rigettato i sondaggi che lo vedono in svantaggio rispetto a Trump, ricordando come anche nel 2020 le previsioni fossero contro di lui, salvo poi essere smentite dalla sua vittoria.

 

Reazioni e strategie future

La tenacia di Biden ha suscitato l'ironia di Donald Trump, che ha incoraggiato il Presidente a ignorare le critiche e a proseguire nella sua campagna. Tuttavia, dietro le quinte, cresce la frustrazione verso il ristretto circolo di consiglieri che mantiene Biden in una sorta di bolla protettiva. Un gruppo di donatori ha già promesso due milioni di dollari per finanziare una 'mini-primaria' nel caso in cui Biden dovesse ritirarsi. Tra le opzioni che stanno emergendo, il nome di Barack Obama i qualità di vice presidente è uno dei più discussi, mentre Michelle Obama viene vista come una candidata sicura per un eventuale nuovo ticket elettorale.

 

Il futuro della candidatura di Joe Biden resta incerto, con pressioni interne ed esterne che continuano a montare. La riunione convocata da Hakeem Jeffries sarà cruciale per definire le prossime mosse dei democratici, mentre l'ipotesi di un ritorno degli Obama sulla scena politica offre una nuova prospettiva alle dinamiche elettorali. Intanto, Biden rimane fermo nella sua decisione di proseguire, almeno fino a quando il "Signore onnipotente" non gli indicherà diversamente.

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