crescenti perplessità

Orban prosegue la sua missione in solitaria in Cina tra le polemiche

Il premier ungherese con le sue visite continua a sfidare Bruxelles, suscitando nuove tensioni politiche e diplomatiche all’interno dell’Unione Europea

Orban prosegue la sua missione in solitaria in Cina tra le polemiche

Viktor Orban, il premier ungherese, prosegue nel suo percorso controverso all'interno dell'Unione Europea. La sua ultima visita a Pechino, dove è stato ricevuto dal presidente cinese Xi Jinping, ha sollevato un nuovo vespaio di polemiche. "Il presidente mi ha assicurato che la Cina continuerà a impegnarsi per la pace. Non siamo soli! La missione continuerà..." ha dichiarato Orban su X, il social media. Tuttavia, questa dichiarazione contrasta con la realtà percepita a Bruxelles, dove l'Ungheria appare sempre più isolata.

L'Unione Europea ha infatti espresso ufficialmente la propria preoccupazione attraverso il portavoce della Commissione, Eric Mamer, il quale ha sottolineato che Orban non ha alcun mandato per rappresentare l'UE in queste visite. "L'Ungheria ha responsabilità specifiche come presidente di turno del Consiglio, ma ciò è distinto dalle azioni che compie come Stato membro con una propria politica estera", ha chiarito Mamer. I rimanenti 26 Stati membri osservano con crescente perplessità le mosse del premier ungherese, al punto che nella prossima riunione dei Rappresentanti Permanenti dei 27 verranno richiesti chiarimenti all'ambasciatore ungherese.

 

Crescente pressione dall'UE

La tensione potrebbe ulteriormente aumentare con l'avvicinarsi del Consiglio Affari Esteri, dato che Budapest continua a bloccare l'approvazione dell'European Peace Facility, un pacchetto di aiuti militari destinato all'Ucraina e già approvato dai restanti 26 paesi membri. Orban, durante un'intervista al quotidiano tedesco Bild, ha giustificato la sua posizione sostenendo che la situazione al fronte diventerà "molto più brutale" nei prossimi mesi e che è necessario passare "da una politica di guerra a una politica di pace". Queste parole hanno assunto un tono ancor più grave dopo il recente bombardamento russo che ha colpito diverse città ucraine, compreso un ospedale pediatrico.

Il premier ungherese parteciperà oggi al vertice annuale della NATO a Washington, un incontro che sarà seguito con attenzione dopo che il segretario generale Jens Stoltenberg ha rivelato che Orban aveva informato il suo staff della visita a Mosca. La posizione degli Stati Uniti, tuttavia, è critica: il portavoce del Consiglio di Sicurezza Nazionale, John Kirby, ha dichiarato che la visita di Orban in Cina "non è costruttiva" per gli sforzi di raggiungere una "pace giusta" in Ucraina.

 

La scommessa di Orban su Trump

In questo scenario complesso, Orban sembra scommettere sul ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca. La sua posizione sull'Ucraina e sulla Cina rispecchia un chiaro allineamento con le politiche dell'ex presidente americano. Orban ha infatti sottolineato la necessità di evitare una guerra commerciale con la Cina, aprendo contemporaneamente le porte dell'Ungheria alle aziende cinesi. Durante il suo incontro con Xi, il presidente cinese ha chiesto la creazione di condizioni per un dialogo diretto tra Kiev e Mosca, un obiettivo che però appare lontano, dato che la Cina ha finora ignorato le iniziative di pace proposte dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

 

Le prospettive future

Il futuro delle relazioni ungheresi all'interno dell'UE rimane incerto. La solitaria strategia di Orban, che mira a mantenere un equilibrio tra Oriente e Occidente, rischia di isolare ulteriormente Budapest sul piano europeo. La crescente preoccupazione dei paesi membri potrebbe portare a nuove frizioni, specialmente se l'Ungheria continuerà a percorrere una strada indipendente in materia di politica estera.

L'imminente vertice NATO potrebbe rappresentare un banco di prova cruciale per Orban, che dovrà affrontare le critiche e le aspettative sia dei partner europei che degli Stati Uniti. La sfida sarà trovare un equilibrio tra le esigenze di sicurezza dell'Europa e la sua visione di una politica estera autonoma, un compito arduo che richiederà abili manovre diplomatiche.

Orban continua a navigare in acque turbolente, cercando di rafforzare la propria posizione interna mentre affronta una crescente pressione internazionale. La sua capacità di conciliare questi due fronti opposti determinerà il futuro non solo dell'Ungheria, ma anche delle dinamiche interne all'Unione Europea.

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