una scelta cruciale

Europa: il nuovo scacchiere politico e le sfide per Giorgia Meloni

La premier dovrà scegliere se cedere alle pressioni interne o sostenere l’Ue. Il sostegno all’Ucraina divide l’Europa, con i Patrioti contro von der Leyen

Europa: il nuovo scacchiere politico e le sfide per Giorgia Meloni

La premier italiana giunge a Washington per le celebrazioni dei 75 anni della Nato poco dopo la sconfitta del Rassemblement National e la formazione del nuovo gruppo dei Patrioti al Parlamento europeo, dove sono confluiti anche la Lega di Matteo Salvini e, in particolare, 30 deputati lepenisti e nato su iniziativa del premier ungherese Viktor Orban che nel frattempo, in missione solitaria e non a nome dell'Ue, si fa immortalare con Vladimir Putin e Xi Jinping, 

 

Sovranismo in crescita a Bruxelles

La situazione politica in Europa è in rapida evoluzione, con l’emergere di nuove alleanze che sfidano l'assetto tradizionale dell'Unione Europea. Il gruppo Patrioti, guidato da figure come Marine Le Pen, Viktor Orban e Matteo Salvini, ha ormai rivelato apertamente il suo orientamento sovranista, filo-russo e anti-europeista. Fermamente contrario all'attuale leadership dell'UE, incarnata dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, manifesta il suo sostegno al ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, sperando che egli abbandoni l’Europa al suo destino, favorendo così Russia, Cina e altri paesi avversari dell'Occidente.

Non a caso, il punto di rottura all'interno dell'Unione Europea è rappresentato proprio dal supporto economico e militare all'Ucraina che ha creato una spaccatura netta: da un lato, il gruppo dei Patrioti pro-Putin, dall'altro, il Consiglio europeo, sostenuto dai Popolari di Weber e Tusk, dai Socialisti di Scholz e Sanchez e dai Liberali di Macron, con Ursula von der Leyen alla guida della Commissione. In mezzo a questo scontro si trova Giorgia Meloni, più isolata che mai, costretta a fare una scelta cruciale per il futuro del suo governo e dell’Italia.

 

La scelta di Meloni

Per la premier italiana Giorgia Meloni è arrivato il momento della verità. Deve decidere se agire come una leader politica di statura o cedere alle pressioni interne. Per il bene dell’Italia, Meloni dovrebbe votare a favore di Ursula von der Leyen il 18 luglio, mantenendo la posizione fermamente europeista e atlantista di Fratelli d’Italia, apertamente contraria a Putin come del resto il gruppo dei Conservatori (ECR), che Meloni presiede.

Tuttavia, Meloni deve confrontarsi con le minacce velate del suo alleato di governo, Matteo Salvini. Nonostante svariate smentite, Salvini avrebbe comunque avvertito l'alleata: “Per noi von der Leyen è insostenibile. Capisco che Giorgia ragioni da capo di governo, ma se alla fine la vota, vedrete, potrebbe essere la sua fine”. La preoccupazione di Meloni è che un eventuale voto favorevole a Ursula possa innescare una crisi di governo, mettendo fine prematuramente alla sua leadership.

Salvini, infatti, nel tentativo di consolidare la sua posizione, si oppone a ogni compromesso con i socialisti, definiti da lui “filoislamici e filocinesi”, ma sembra dimenticare che il suo alleato Orban ha recentemente sostenuto il socialista Costa in Consiglio europeo e ha incontrato il presidente cinese Xi Jinping. Tutte contraddizioni che dimostrano una certa incoerenza nella strategia politica di Salvini, mettendo in luce le tensioni interne alla coalizione di governo italiana.

La situazione attuale evidenzia come la presenza di Salvini nel governo stia diventando un problema sia a livello nazionale, con continui conflitti su ogni provvedimento, sia a livello europeo. L’UE osserva con preoccupazione queste dinamiche, consapevole che le scelte di Meloni avranno un impatto significativo sull'unità e la stabilità del blocco europeo.

 

Il futuro dell'Europa dipende dalle decisioni che i suoi leader prenderanno nei prossimi mesi. Giorgia Meloni si trova di fronte a una scelta cruciale: mantenere la sua integrità politica e sostenere Ursula von der Leyen o cedere alle pressioni di Salvini, rischiando di compromettere il suo governo e l'unità dell'UE. La risposta a questa domanda definirà non solo il futuro politico di Meloni, ma anche il destino dell'Europa in un momento di grandi sfide e cambiamenti.

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