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Versamenti fiscali post-covid: il governo batte cassa comunque

Calendario dal 20 luglio professionisti e imprese devono versare le imposte 2019 e le tasse, i contributi e le cartelle esattoriali sospese per il virus

19 luglio 2020 11:49
Versamenti fiscali post-covid: il governo batte cassa comunque

Alla fine, la tanto auspicata (e sperata) proroga dei versamenti per le imposte dovute sui redditi 2019 non ci sarà. È stato chiaro il ministero di Via XX settembre, nel question time in commissione Finanze alla Camera, svoltosi il 16 luglio 2020, che ha sottolineato come l’impatto di un ulteriore proroga, inciderebbe sulla previsione delle imposte autoliquidate della nota di aggiornamento del DEF, per circa 8,4 miliardi di euro. Beh, chiaro non proprio. Perché a dirla tutta, la mini-proroga al 20 luglio, disposta da un DPCM del 27 giugno 2020, serviva proprio per dare tempo all’esecutivo di approvare lo slittamento dei versamenti al 30 settembre (così, almeno, come era stato promesso).

 

A partire da lunedì 20 luglio quindi, per imprese e professionisti partirà un lungo periodo (almeno fino a dicembre) di scadenze fiscali che, con ogni probabilità, saranno impossibili da onorare, soprattutto per le imprese operanti nei settori più colpiti dalla crisi economica da coronavirus.

 

Scadenza versamenti 20 luglio 2020:

Si parte da lunedì 20 luglio 2020 con i seguenti versamenti:

  • saldo 2019 e 1° acconto 2020 per IRPEF (soggetti agli ISA);

  • saldo 2019 e 1° acconto 2020 per IRES;

  • saldo 2019 e 1° acconto 2020 per IRAP (per i contribuenti non interessati dalle disposizioni previste dall’art. 24 del DL 34/2020);

  • saldo 2019 e 1° acconto 2020 per Imposta sostitutiva sui redditi (contribuenti minimi e forfettari);

  • saldo 2019 e 1° acconto 2020 per i contributi INPS gestione commercianti e artigiani e gestione separata;

  • Versamento IVA annuale 2019;

  • saldo 2019 e 1° acconto 2020 per l’imposta sostitutiva sulle locazioni (c.d. cedolare secca);

  • diritto annuale CCIAA;

  • versamento dell’imposta di bollo sulle e-fatture per il periodo aprile-giugno 2020.

 

Scadenza versamenti 30 luglio 2020 non ISA:

Il 30 luglio è la volta dei contribuenti, non soggetti a ISA, che hanno scelto di versare le imposte sui redditi con la maggiorazione dello 0,40% mentre il 31 luglio scade, invece, la seconda rata IRPEF per chi ha scelto il pagamento rateale (si, è vero, chi paga con la maggiorazione, rateizzando le somme dovute, nel giro di due giorni deve provvedere al versamento delle prime due rate!).

 

Scadenza versamenti 20 agosto 2020:

E questo è solo l’inizio. Il 20 agosto, subito dopo la sospensione feriale dei termini dei versamenti, è la volta dei versamenti IRPEF, IRES e IVA e IRAP con maggiorazione dello 0,40% per i contribuenti soggetti ad ISA o della seconda rata per chi a luglio ha scelto il pagamento rateale.

 

Scadenza versamenti 16 settembre 2020:

Ma è a settembre che la situazione diventa praticamente insostenibile: il 16 settembre è infatti il termine per il versamento, in unica soluzione o in un massimo di 4 rate:

  • dei versamenti di ritenute e contributi previdenziali in scadenza nel periodo 2 marzo – 31 maggio sospesi dai DL 18/2020 e 23/2020;

  • delle somme dovute a seguito di avvisi bonari emessi dall’Agenzia delle Entrate in scadenza nel periodo compreso tra l’8 marzo e il 31 maggio;

  • delle somme dovute a seguito di accertamento con adesione, conciliazione, rettifica e liquidazione, recupero dei crediti d’imposta e per la definizione delle liti pendenti (c.d. “pace fiscale”), in scadenza nel periodo compreso tra il 9 marzo e il 31 maggio 2020;

 

Scadenza versamenti 30 settembre 2020:

Il 30 settembre è la volta delle somme dovute all’agente di riscossione per cartelle esattoriali e rate dei piani di dilazione concessi, in scadenza nel periodo compreso tra l’8 marzo e il 31 agosto 2020, da versare in unica soluzione.

 

Scadenza versamenti 30 novembre e 10 dicembre 2020:

La “chiamata alla cassa”, però, non termina qui: il 30 novembre è in scadenza il secondo acconto 2020 per IRPEF, IRES, INPS, imposta sostitutiva sulle locazioni e imposte sui redditi dei contribuenti minimi e forfettari, mentre il 10 dicembre sono dovute tutte le rate per le “rottamazioni TER” e saldo e stralcio, in scadenza nell’anno 2020.

 

Insomma, un vero e proprio ingorgo di scadenze che rischia di mettere a dura prova l’intero tessuto produttivo italiano, profondamente colpito dalla crisi economica conseguente all’emergenza sanitaria da coronavirus. Bisogna capire quanto dei prestiti sinora ricevuti (da chi aveva i conti in ordine, peraltro) se ne andranno per pagare le tasse e quanti restano per rimettere in piedi la propria attività, con il pericolo Covid ancora incombente soprattutto in Lombardia.

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