Il galateo ai tempi del Covid

Covid, decalogo per organizzare una cena “sicura” con 6 invitati

Con le regole più stringenti del nuovo Dpcm, ecco come rispettare la sicurezza, il distanziamento e il galateo, senza perdere il gusto di stare in compagnia

13 ottobre 2020 13:37
Covid, decalogo per organizzare una cena “sicura” con 6 invitati

Dopo le indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico, l’incontro con le Regioni e gli Enti locali, è arrivato anche il nuovo Dpcm per impone limitazioni alle cene private, per le quali è stata indicata una “forte raccomandazione” a evitare di invitare più sei familiari e amici non conviventi, con i quali possibilmente indossare la mascherina, tranne al momento di mangiare. Queste non comportano però un addio alle cene in famiglia, nonostante sia indispensabile il rispetto delle nuove norme per la tutela della salute propria e altrui. Ecco il decalogo con i suggerimenti per godersi una cena in sicurezza (e con un pizzico di ironia), grazie ai consigli di Nicola Santini, giornalista e scrittore esperto di costume e bon-ton. 

 

  • 1) Selezionare gli invitati

«La prima regola che il galateo impone da sempre è di selezionare con cura gli invitati, che oggi vale più che mai dovendoci limitare a sei invitati. Però, grazie ai social così usati anche durante il lockdown, abbiamo avuto modo di conoscere anche meglio amici, conoscenti e persino parenti: non c’è che da far tesoro di quanto imparato» esorta Santini, che aggiunge: «Per godersi la serata sarebbe bene anche selezionare gli invitati anche in base al loro senso civico oltre che alla piacevolezza della compagnia: oggi più che mai è importante che tutti rispettino le norme, quindi per esempio evitiamo chi non tollera la mascherina. Questo vale anche per i familiari: ora abbiamo la “scusa” di non poter organizzare grandi, affollati (o noiosi?) cenoni, quindi approfittiamone per sottrarci dal dovere di invitare i parenti serpenti!». 

 

  • 2) Non parlare solo di Covid

«La prima conseguenza è di evitare di organizzare una cena nella quale si finisca di parlare solo di Covid ed epidemia! Sconsiglio di non invitare sedicenti virologi ed esperti medici improvvisati, o ipocrondriaci, quindi chi ha paura sempre di tutto. Insomma: la parola d’ordine è lasciare fuori da casa la malattia e pensare a godersi una conversazione piacevole». 

 

  • 3) Riattrezzare la casa

Arrivando agli aspetti pratici « è chiaro che anche la casa va riorganizzata, per poter accogliere in sicurezza i propri ospiti. La prima regola è posizionare all’ingresso un dispositivo per sanificare e igienizzare le mani, senza aspettare che sia richiesto da chi arriva. E’ buona norma anche lasciare a disposizione nella toilette un certo numero di asciugamani monouso e un cestino dove riporli una volta utilizzati. Un buon padrone di casa dovrebbe sempre pensare in anticipo a quali potrebbero essere le esigenze degli ospiti». 

 

  • 4) Organizzare la tavola

Arrivando al momento della cena vera e propria, è importante poter rispettare il distanziamento a tavola, non è possibile pensare di mangiare tutti vicini. Piuttosto, meglio puntare su più inviti in diverse occasioni, ma con meno partecipanti per ciascuna serata. Se pensiamo ai familiari, invece che un solo cenone, si può sdoppiare in un pranzo e una cena, anche se è un po’ più laborioso da gestire». 

 

  • 5) Attenzione a pietanze e posate

«Occorre prestare attenzione al menù, pensando al tipo di pietanze da servire e a come farlo. Generalmente non è bene servire le portate già impiattate, anche se può essere più comodo per evitare che ciascuno si serva da un unico vassoio, usando le stesse posate, il tutto passato di mano in mano. Piuttosto, per una volta si può derogare dal galateo e potrà essere il padrone di casa a servire a ciascun invitato, in modo che sia l’unico a toccare vassoi e cucchiai». 

 

  • 6) La bottiglia? Col tovagliolo

«In questo caso un facile trucco per ovviare all’inconveniente che più persone maneggino una stessa bottiglia è bene pensare di avvolgerla in un tovagliolo, come fanno i sommelier quando è molto fredda. Lo si potrebbe fare anche con un vino non necessariamente da servire fresco, per evitare di maneggiare la bottiglia in più persone e doversi poi igienizzare ogni volta». 

 

  • 7) Buffet sì o no?

«Non è detto che il buffet sia da bandire a tutti i costi. E’ ammesso se c’è qualcuno che serve, per esempio con le pinze ed è l’unico a toccarle. Altrimenti è sufficiente, come il finger food, affiancare al cibo un numero sufficiente di posate (in genere maggiore degli invitati), in modo che ciascuno si serva, tenendo la propria forchetta o cucchiaio. Tra l’altro in questo momento e con il distanziamento, viene meno uno dei motivi per cui il galateo sconsiglia proprio il cibo da mangiare con le mani: il rischio, prima, era di portare alla bocca il cibo con le mani per poi magari trovarsi a stringere la mano a un altro invitato. Avendo ormai rinunciato ad abbracci e contatti ravvicinati, questo rischio non sussiste più perché ci si saluta da lontano». 

 

  • 8) Stoviglie usa e getta?

«Questo è un aspetto delicato. In linea teorica si potrebbero usare anche piatti, bicchieri e posate usa-e-getta, possibilmente in materiale compostabile per motivi ambientali, ma io ritengo sia meglio evitarli. Oltre al fatto che possono essere scomodi e certamente meno adatti a una cena a casa (ben diverso il discorso per un pic nic), è sempre meglio la porcellana o l’acciaio: è più elegante, ma anche più ecologico, perché si producono meno rifiuti. Naturalmente occorrerà maneggiare tutto con cautela dopo la cena, avendo cura di lavare in lavastoviglie». 

 

  • 9) Attenzione agli abiti

«Un errore frequente, che è diventato tale soprattutto adesso che occorre fare attenzione alla possibile diffusione del virus, è di ammassare giacche e cappotti, magari sul letto. Bisogna tener presente che gli ospiti potrebbero essere arrivati con i mezzi pubblici e dunque i loro indumenti potrebbero veicolare il coronavirus. Suggerisco di individuare uno spazio o un’area dove collocarli in modo distanziato e ovviamente non sul letto dove poi si andare a dormire, a meno che non voglia dover cambiare il copriletto o persino le lenzuola». 

 

  • 10) Disdire si può!

«Infine, abbiate il coraggio e soprattutto la serenità di disdire l’invito o di accettare una disdetta anche all’ultimo minuto. Se un ospite avverte che non si sente bene, è bene ricordare che la salute sua e di tutti è più importante di una cena. Lo stesso vale per chi magari avesse la tosse: per timore di fare brutta figura a non presentarsi all’invito, potrebbe costringere tutti a prenotarsi un tampone». 

 

Ecco tutte le misure contenute nel nuovo Dpcm 13 ottobre.

COPYRIGHT THEITALIANTIMES.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA