Olio di colza: cos'è e da cosa si fa, limiti consentiti, acido erucico

«L'olio di colza è un olio vegetale usato nell'industria alimentare per prodotti da forno, omogenizzati, ecco i limiti consentiti, rischi acido erucico»

L'olio di colza è tra gli oli vegetali più utilizzati dall'industria alimentare e non a caso, è molto difficile trovare una persona che nella sua vita non abbia mai letto sull'etichetta di un dolce o un gelato comprato al supermercato, la presenza dell'olio di colza tra gli ingredienti.

 

Ciò è dovuto al fatto che l'olio di colza, insieme all'olio di palma o l'olio di palmista, sono ingredienti che sempre di più, vengono impiegati dall'industria alimentare per prepare prodotti da forno, gelati, pappine per neonati, biscotti, gallette di riso, fette biscottate...

 

Ma questi tipi di olio possono far male alla salute?

 

 

Cos'è l'Olio di colza?

Che cos'è l'Olio di colza? L'olio di colza è un olio vegetale che si ottiene dalla lavorazione dei semi di colza modificati geneticamente.

 

Questo olio è usato tempo fa solo per la fabbricazione di candele, saponi, rossetti, olio per motori, inchiostro, biocarburanti ed insetticidi, prodotti da forno, dolci, gelati confezionati, prodotti per bambini, pappine, omogeneizzati, biscotti ecc.

 

Nel 1956, la Food and Drug Administration (FDA), aveva deciso di vietare l’olio di colza per il consumo umano, a causa degli alti livelli di acido erucico. 

 

Ma poi all'inizio degli anni ’70, i coltivatori di colza, sono riusciti a modificare geneticamente i semi in modo da ridurre l’acido erucico contenuto e l’olio di colza, è stato riammesso sul mercato. 

 

Poi una grande pubblicità ha fatto si che quest’olio venisse descritto e conosciuto dai consumatori come un olio salutare dal basso contenuto di grassi saturi cattivi e dagli alti contenuti di acidi grassi omega 3.

 

L'ultima versione dell’olio di colza prende il nome di olio di Canola ed è una variante senza acido erucico, arricchita con l'80% di acido oleico che lo rende simile alla composizione dell'olio di oliva.

 

 

Olio di colza e i rischi dell'Acido erucico Ministero della Salute e CNSA:

Per quanto riguarda l'olio di colza e i rischi dell'acido erucico ecco cosa dice la:

SEZIONE SICUREZZA ALIMENTARE
COMITATO NAZIONALE PER LA SICUREZZA ALIMENTARE (CNSA) 

PARERE N. 14 DEL 1 OTTOBRE 2015 

Parere sul rischio legato alla presenza di acido erucico negli alimenti e nei mangimihttp://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2429_allegato.pdf

 

 

L'olio di colza per il suo vasto utilizzo a livello globale e per la possibilità di modulare il contenuto di acido erucico, ha rappresentato l'ingrediente che ha riscosso la maggiore attenzione come fonte di acido erucico nelle filiere alimentari. 

 

L'acido erucico è contenuto come gliceride nei semi di Brassicacea e colza, senape, broccoli, cavolo, cavoletti di Bruxelles e cavolo vecchio di Rosolini che sono fonti naturali di acido erucico. 

 

In Europa i tenori massimi di acido erucico negli alimenti sono attualmente stabiliti dal Regolamento (UE) n 696/2014 del 24 giugno 2014 che modifica il Regolamento (CE) 1881/del 19 dicembre 2006.  L'acido erucico viene compreso fra le "Tossine vegetali naturali" nella parte 8 dell'allegato a tale regolamento: 

 

Acido erucico limiti massimi:

.8.1.1  Oli e grassi vegetali 50g/kg*

.8.1.2  Alimenti con aggiunta di oli o grassi, ad eccezione degli alimenti di cui al paragrafo  8.1.3 50g/kg*

.8.1.3  Alimenti per lattanti e alimenti di proseguimento 10g/kg* 

 

*il tenore massimo si riferisce al tenore di acido erucico, calcolato sul tenore totale di acidi grassi nella componente lipidica degli alimenti. 

 

Valutazione dell'esposizione alimentare e caratterizzazione del rischio:

In una caratterizzazione del rischio si può stimare un'assunzione teorica di background sulla base del database dei consumi alimentari dell'EFSA prendendo come caso peggiore un soggetto di 1-3 anni forte consumatore (95mo percentile) di biscotti (60 g giorno) contenenti olio di colza in percentuale sino al 9%. 

Considerato che il contenuto di acido erucico dell’olio di colza è pari a 1,21 g su 100g, il consumo abituale di tali biscotti porterebbe da solo a 60 mg/giorno, cioè all'80% circa della dose tollerabile.A questo andrebbe aggiunta l'assunzione di background attraverso gli alimenti, ad es. pesce o carne bovina. Si tratta, naturalmente di una stima molto cautelativa e puramente teorica. 

 

 

Il parere prosegue affermando che:

L'olio di colza per il suo vasto utilizzo a livello globale e per la possibilità di modulare il contenuto di acido erucico, ha rappresentato l'ingrediente che ha riscosso la maggiore attenzione come fonte di acido erucico nelle filiere alimentari.  Dalle varietà tradizionali di colza si ottengono oli che possono contenere quantità di acido erucico variabili tra il 30 ed il 50%. A seguito degli effetti dannosi osservati sugli animali da laboratorio dovuti al consumo di elevate quantità di acido erucico (v. 4.2), sono state selezionate altre specie ibride delle cultivar di Brassica napus e B. campestris (il ravizzone) aventi una bassa concentrazione di acido erucico.

I termini LEAR Low Erucic Acid Rapeseed) and Canbra (Canadian Brassica) sono stati coniati per indicare l’olio estratto dalle sudette specie aventi una concentrazione di acido erucico inferiore al 5%.  Successivamente, ulteriori progressi nelle tecniche di coltivazione hanno portato a selezionare altre varietà di colza a più basso contenuto di acido erucico.

Nel 1980 si è infatti giunti alla produzione della così detta “CANOLA” (CanadianOilLowAcid), termine con il quale vengono indicati i semi derivanti della varietà Brassica napus e B. campestris contenenti meno del 2% di acido erucico.  Queste varietà di colza costituiscono oggi quasi l’intero raccolto di colza prodotto nel mondo. Nel 1997, il tenore di acido erucico del 50% dell’olio di canola australiano non superava lo 0,3% con un valore massimo pari a 1,6%. 

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