L’aumento delle pensioni

Aumento pensione di invalidità 2020: come funziona. La circolare INPS

Aumento pensione invalidità civile 100% 2020 a 651,5 euro decreto Agosto, come funziona e a chi spetta, da quando importo, sentenza Corte Costituzionale

27 settembre 2020 09:08
Aumento pensione di invalidità 2020: come funziona. La circolare INPS

Ufficiale, pensione di invalidità aumento a 651,5 euro:

 

*** Incremento della pensione d'invalidità, disponibili chiarimenti e disposizioni INPS- 27 settembre 2020: con la circolare n.107 del 23 settembre 2020 l'INPS ha finalmente dato il via all'incremento al milione a partire dal diciottesimo anno di età per gli invalidi civili totali, sordi o ciechi assoluti titolari di pensione o titolari di pensione di inabilità.

 

C'è infatti una differenza tra la maggiorazione per gli invalidi civili totali, ciechi civili assoluti e sordi e l'incremento delle pensioni di inabilità di cui al comma 2 della legge 12 giungo 1984, n.222.

 

Sulla circolare infatti viene ribadito che: "A decorrere dal 20 luglio 2020, agli invalidi civili totali, ciechi assoluti e sordi titolari di pensione di inabilità è riconosciuta d’ufficio una maggiorazione economica tale da garantire un reddito complessivo pari, per il 2020, a 651,51 euro per tredici mensilità."

 

L'incremento per i titolari di pensione di inabilità non avviene in maniera automatica. La circolare INPS spiega che "in forza all'articolo 38, comma 4 della legge n.448/2001 come modificato dall'articolo 15 del decreto legge n.104/2020", i titolari di pensione di inabilità ai sensi della legge n.222/1984 articolo 2 di età superiore ai 18 anni è riconosciuto un incremento per tredici mensilità della misura della maggiorazione sociale di cui all'articolo 1 della legge 29 dicembre 1988, n.544 "fino a garantire un reddito mensile proprio pari a 516,46 euro al mese (c.d. incremento al milione)" sempre che sussistano i requisiti di età anagrafica e reddito, sia personale che cumulato.

 

In questo caso gli interessati di età inferiore ai 60 anni devono presentare istanza all'INPS sempre secondo le solite modalità per ottenere maggiorazione e relativo incremento.

 

Il beneficio viene riconosciuto a decorrere dal primo giorno del mese successivo a quello della richiesta e comunque non potrà essere anteriore al 1° agosto 2020.

 

Ai titolari di pensione di inabilità che presenteranno la domanda entro il 9 ottobre 2020, può essere riconosciuta la decorrenza del beneficio a partire dal 1° agosto se espressamente richiesto.

 

*** Ufficiale l'aumento della pensione di invalidità - ultime notizie 23 settembre:

Confermato l'aumento dell'assegno per gli invalidi civili totali che scatterrà a partire dai 18 anni e non più dai 60 come previsto finora dalla legge. La norma è retroattiva dal 20 luglio. Nel decreto Agosto viene, inoltre, aumentato ulteriormente il Fondo. Ovviamente per dare il via agli aumenti occorre che il fondo sia dotato di abbastanza risorse che al momento non sono sufficienti a coprire la nuova misura. Sicuramente si dovranno attendere la nuova Legge di Bilancio 2021 ed il Recovery Fund.

 

Il Premier Conte nella conferenza stampa dopo l'ok del CdM al decreto Agosto ha dichiarato:

«Aumentiamo le pensioni agli invalidi civili al 100%, a partire già dai 18 anni, così come agli inabili, ai sordi e ai ciechi civili assoluti. Si passa dai circa 285 euro attuali fino a 648 euro al mese (importo che fa riferimento al 2019), per tredici mensilità».

 

Nel decreto Agosto dal titolo Modifiche all’articolo 38 della legge n. 448 del 2001 è scritto quanto segue:

In merito ai benefici incrementativi delle pensioni in favore di soggetti disagiati, di cui all’art. 38 della legge n.448 del 2001, le parole “di età pari o superiore a sessanta anni” sono sostituite dalle seguenti: “di età superiore a diciotto anni”. Gli oneri derivanti dall’estensione della platea dei beneficiari sono 132 milioni di euro per l’anno 2020 e 400 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2021.

L'incremento è stato concesso perché la somma di 286, 81 euro, inizialmente prevista per gli assegni della pensione d'invalidità, è stata dichiarata “insufficiente” dalla Corte Costituzionale, con sentenza pubblicata in Gazzetta Ufficiale lo scorso 22 luglio 2020.  

Una decisione a cui il Parlamento ha deciso di uniformarsi con l'introduzione di un emendamento al decreto promosso da FdI all'interno del decreto Rilancio ed ora nel decreto Agosto.

 

Andiamo quindi a vedere come funziona l'aumento pensioni invalidi civili, a chi spetta e da quando.

Pubblicata inoltre dall'Agenzia delle Entrate la nuova guida agevolazioni disabili legge 104.

Aumento pensione d’invalidità: Sentenza della Corte Costituzionale 

Con la sentenza n.152 del 23 giugno 2020, la Corte Costituzionale ha stabilito che "l’importo mensile della pensione di inabilità, di attuali euro 286,81 è innegabilmente, e manifestamente, insufficiente ad assicurare agli interessati il minimo vitale".

 

Dunque non rispetta "il limite invalicabile" del nucleo essenziale del "diritto al mantenimento", garantito per "ogni cittadino inabile al lavoro" secondo l'articolo 38 della Costituzione.

 

Un importo di questo genere, hanno quindi sottolineato i giudici, è troppo basso per poter permettere alle persone con disabilità di condurre una vita dignitosa.

 

Poco più di 280 euro mensili non permettono, come si legge anche nella sentenza, a garantire il soddisfacimento di bisogni elementari comuni a tutti, come alimentarsi, vestirsi e anche pagare l’affitto di un’abitazione.


Infatti l’articolo 38 della Costituzione, comma 1, recita: «Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all'assistenza sociale.»

 

Aumento pensione d'invalidità: come funziona?

I giudici hanno paragonato la pensione d'invalidità ad altre forme assistenziali, come ad esempio l'assegno sociale per gli ultasessantasettenni, pari a 459,83 euro mensili; o ancora al reddito di cittadinanza, che corrisponde a 500 euro mensili (più 280 euro per voci accessorie).

 

È stato così deciso l'incremento dell'assegno, a patto però che vengano rispettati determinati requisiti, che fanno riferimento al grado di invalidità e al reddito.

 

Il Parlamento ha previsto, nel momento della conversione in legge del decreto Rilancio, un fondo "con una dotazione iniziale pari a 46 milioni di euro per l’anno 2020" destinato proprio a ottemperare "alla sentenza della Corte costituzionale, in favore degli invalidi civili totali, indipendentemente dal requisito dell’età pari o superiore a sessanta anni previsto dal comma 4 del medesimo articolo 38.” Ora tale Fondo aumenta ulteriormente con il decreto Agosto 2020.

 

Nella Gazzetta Ufficiale (Serie Speciale - Corte Costituzionale) n. 30 del 22 luglio 2020 è stata pubblicata la storica Sentenza 152, in cui la Corte Costituzionale dichiara l’illegittimità costituzionale dell’articolo 38, comma 4, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, nella parte in cui, con riferimento agli invalidi civili totali, dispone che gli aumenti previsti (il famoso aumento ad un milione di lire) sono concessi «ai soggetti di età pari o superiore a sessanta anni» anziché «ai soggetti di età superiore a diciotto anni». Pertanto l’aumento spetterà sulle pensioni invalidi civili sarà a partire dai 18 anni e non più dai 60.

 

All’articolo 38 era previsto proprio l’aumento (fino 516,46 euro minimo per tutti) per gli over 70 anni scendendo a 60 anni nel caso il cui il pensionato sia stato invalido civile, cieco civile, sordo ma ponendo il limite reddituale 6.713,98 euro annui.

 

Dal 2001 ad oggi 2020, i due limiti originari di 516,46 euro e di 6.713,98 euro sono stati via via incrementati.

 

Nel 2020, l'incremento della maggiorazione sociale che spetta ai pensionati invalidi civili al 100% a partire dai 60 anni di età è di massimo 651,51 euro, per 13 mensilità per chi ha un reddito personale entro gli 8.469,63 euro per il pensionato solo e massimo 14.447,42 euro per il reddito del pensionato se coniugato, quindi cumulato con quello del coniuge. 

 

In pratica solo il pensionato con zero reddito accede alla maggiorazione sociale di 651,51 euro per intero mentre per chi ha altri redditi, come ad esempio una pensione di reversibililità, reddito da lavoro part-time, pensione di invalidità previdenziale, l’incremento viene ricalcolato e scende progressivamente fino al suo azzeramento.

Il meccanismo di ricalcolo è spiegato nel dettaglio nella Circolare INPS 147/2019, tabella M5 Allegato 2.

 

La circolare INPS n.107 del 23 settembre 2020 ha inoltre chiarito che "se entrambi i coniugi hanno diritto all'incremento, questo concorre al calcolo reddituale". Per cui se l'accesso al beneficio comporta il raggiungimento del limite del reddito cumulato, uno dei coniugi non può usufruirne. Se invece il limite non viene raggiunto, l'importo da corrispondere al coniuge deve comunque tener conto del redidto cumulato con l'aumento già riconosciuto all'altro.

 

Per valutare i requisiti reddituali, vengono prese in considerazione i redditi di qualisiasi tipo: ad esempio quelli assoggetati a IRPEF oppure esenti e tassati alla fonte, sia del titolare che del coniuge.

 

Requisiti reddituali per Aumento pensione invalidità: quali redditi non concorrono al calcolo?

Come specificato dalla circolare INPS del 23 settembre 2020, non vengono conteggiati nel calcolo reddituale:

  • il reddito della casa di abitazione;

  • le pensioni di guerra;

  • l'indennità di accompagnamento;

  • l'importo aggiuntivo di 300 mila lire (154,94 euro) previsto dal comma 7, art.70, legge 23/12/2000 n.338; 

  • i trattamenti di famiglia;

  • gli indennizzi previsti dalla legge 25/02/92 n.210 in favore dai danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazioni di emoderivati.

 

Aumento pensione d’invalidità: a chi spetta?

L’aumento della pensione d’invalidità non riguarda tutti coloro che percepiscono assegni di invalidità civile.

 

Infatti per poter beneficiare di questa forma di sostegno è necessario non superare un determinato reddito personale che fa riferimento al solo titolare della pensione e non al coniuge.

 

L'aumento dell'importo però  spetta solo alle persone riconosciute “invalidi civili al 100%” al di sopra dei 18 anni di età, che siano totalmente escluse dal mondo del lavoro, ma con un limite di reddito ben inferiore.


L’incremento pertanto è concesso solo nel caso in cui:

  • abbiano compiuto almeno 18 anni;

  • gli invalidi civili abbiano una percentuale di invalidità al 100%

  • abbiano un reddito personale entro 8.469,63 euro per il pensionato solo e 14.447,42 euro per il pensionato coniugato. 

Se invece i redditi posseduti dovessero risultare inferiori a questo limite, l’incremento è corrisposto in misura tale da non comportare il superamento.

 

Pensione di invalidità civile 2020: da quando è previsto l’aumento?

 Questa è la domanda che in molti si stanno ponendo.

 

L’aumento della pensione di invalidità è stato finalmente confermato dalla circolare INPS del 23 settembre 2020.

 

Sulla circolare si legge infatti: «A decorrere dal 20 luglio 2020 agli invalidi civili totali, ciechi assoluti e sordi titolari di pensione di inabilità è riconosciuta d'ufficio una maggiorazione economica tale da garantire un reddito complessivo pari, per il 2020, a 651,51 euro per tredici mensilità.»

 

Per quanto riguarda i titolari di pensione di inabilità di cui alle legge 12 giugno 1984, n.222, dovranno invece presentare apposita domanda all'INPS per ottenere maggiorazione e incremento.

 

Sulla circolare viene specificato che "considerato che l’articolo 38, comma 4, della legge n. 448/2001 prevede l’applicazione dell’incremento di cui all’articolo 38, comma 1, alla maggiorazione di cui alla legge n.544/1988 che, ai sensi dell’articolo 1, comma 10, della medesima legge, può essere riconosciuta solo a domanda, gli interessati di età inferiore ai sessanta anni, ricorrendo i prescritti requisiti, devono presentare istanza per ottenere congiuntamente la maggiorazione e il relativo incremento, secondo le consuete modalità."

 

Il beneficio viene attribuito dal primo giorno del mese successivo alla domanda e comunque la decorrenza non può essere anteriore al 1° agosto 2020.

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