Bonus Sud assunzioni Dl agosto: cos'è come funziona, sgravi contributi

Bonus assunzioni Sud 2020 sgravi contributi 30% per 4 mesi per le aziende e imprese del Mezzogiorno che assumono a tempo indeterminato da ottobre a dicembre

29 agosto 2020 10:31
Bonus Sud assunzioni Dl agosto: cos'è come funziona, sgravi contributi

Bonus assunzioni Sud 2020:

 

Il governo ha approvato il decreto Agosto con piccole e grandi novità dell’ultima ora. Tra le ultimissime notizie l’approvazione definitiva da parte del Consiglio dei ministri del provvedimento, del cd. bonus Sud mentre è saltato il bonus ristoranti.

 

Il decreto Agosto è la terza e forse ultima misura che il governo metterà in campo per sostenere e rilanciare l’economia italiana dopo la pandemia, segue infatti il decreto Cura Italia e il decreto Rilancio.

 

La manovra estiva in deficit verrà finanziata con un terzo scostamento di bilancio da 25 miliardi di euro.

 

Bonus Sud: cos’è, come funziona e chi ha diritto ai nuovi sgravi fiscali

Tra le novità dell’ultimo momento è spuntato un nuovo bonus Sud, ossia sgravi contributi del 30% per le aziende che operano al Sud e che assumono stabilmente il personale a partire dal mese di ottobre e fino al 31 dicembre 2020, con un contratto stabile oppure stabilizzando un precario.  

 

Ampliata la platea dei beneficiari del vecchio bonus Sud 2020 a 360°, dunque, visto che la misura contenuta nella Legge di Bilancio 2020 era limitata ai giovani e disoccupati residenti nelle regioni meno sviluppate o in via di transizione, vale a dire Basilicata, Campania, Calabria, Puglia, Sicilia, Abruzzo, Molise e Sardegna.

 

Una fiscalità di vantaggio proposta dal ministro per il Mezzogiorno, Giuseppe Provenzano, per tentare di colmare il crescente divario produttivo con il Nord del Paese e le forti divergenze che si registrano sul mercato del lavoro. Al Sud, infatti, i lavori a tempo indeterminato sembrano diventare sempre più un miraggio, soprattutto per i non più giovani.

 

La fiscalità light pensata per il Mezzogiorno sarà del 30% fino al 2025, del 20% fino al 2027, del 10% fino al 2029.

 

La misura dovrebbe costare allo Stato 1 miliardo di euro quest’anno e 4 miliardi di euro l’anno prossimo.

 

Bonus Sud finanziato con fondi bonus ristoranti, saltato all’ultimo momento

I fondi per il nuovo bonus Sud 2020 sono stati trovati a discapito del bonus ristoranti (misura da circa 1 miliardo di euro), saltato all’ultimo momento, che avrebbe dovuto allargarsi ad abbigliamento, scarpe, mobili ed elettrodomestici.

 

Non si arrendono però i due viceministri M5s firmatari dell’iniziativa, Stefano Buffagni e Laura Castelli, sperando in un salvataggio in extremis.

 

Confermato invece il bonus ristoratori, contributo a fondo perduto per i ristoranti che acquistano prodotti Made in Italy, il bonus centri storici e lo slittamento dell’acconto di novembre per le tasse di professionisti ed autonomi.

 

Abolita la seconda rata Imu a carico delle strutture ricettive, degli stabilimenti, delle fiere, cinema e teatri. Le minori entrate dei comuni saranno compensate con un ristoro, ha assicurato il sottosegretario al ministero dell’Economia, Alessio Villarosa

 

Il piano di cashback legato agli acquisti cashless partirà il 1° dicembre, misura di punta dell’esecutivo in vista di una prossima riforma fiscale di più ampio respiro.

 

Confermati anche gli sgravi contributivi al 100% per sei mesi per le imprese che assumeranno personale a tempo indeterminato e per tre mesi per le aziende che assumeranno a tempo determinato lavoratori stagionali del settore turismo e degli stabilimenti balneari.

 

Tra le tante novità dell’ultima ora ci sarebbe anche la proroga di un mese del reddito d’emergenza per le persone in stato di bisogno, misura caldeggiata da Leu e dal sottosegretario all’Economia Maria Cecilia Guerra.

 

Dl Agosto: sciolto il nodo su blocco licenziamenti individuali

Si è finalmente trovata la quadra sul nodo licenziamenti individuali, con la deadline fissata a metà tra coloro che la volevano fino alla fine dell’anno e coloro che pensavano dovesse arrivare fino al 15 ottobre, data di scadenza dello Stato di emergenza.

 

La sintesi ha portato il blocco dei licenziamenti fino al 15 novembre, quando scadrà la copertura delle 18 settimane di cassa integrazione o decontribuzione per le imprese che hanno iniziato ad utilizzare la cig da subito. Da quella data in poi non potranno licenziare le aziende che continuano a godere della cig perché hanno iniziato ad usufruirne più tardi mentre resterà il divieto di licenziamenti collettivi fino a fine anno.

 

In sostanza la data del blocco licenziamenti diventa mobile, ossia varierà da azienda ad azienda in funzione della decisione individuale di utilizzare o meno le misure a sostegno del lavoro varate dall’esecutivo, dalla cassa integrazione agli sgravi contributivi.

 

Questa misura consente in un certo senso di non incentrare l’ondata di licenziamenti in una singola data, ma di spalmarla in più settimane, con la consapevolezza che prima o poi i nodi verranno al pettine e che il governo dovrà in ogni caso farsi carico della situazione che si verrà a creare.

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