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Bonus taxi 2020: a chi spetta, cos’è come funziona e come richiederlo

Bonus taxi 2020 cos’è e come funziona il buono per usufruire del servizio taxi o NCC, a chi spetta, requisiti e importi come richiederlo, decreto Agosto

3 settembre 2020 09:21
Bonus taxi 2020: a chi spetta, cos’è come funziona e come richiederlo

Il bonus taxi è una misura nata per sostenere il servizio di trasporto pubblico non di linea, che prevede dei “buoni viaggio” per permettere a determinate categorie di utenti di utilizzare taxi o Ncc (servizi di noleggio con conducente) per ridurre il rischiodi contagio da Covid-19.

 

Introdotto dal Decreto Rilancio e ridisegnato dal decreto Agosto, prevede un fondo da 35 milioni di euro per l'anno 2020.


Vediamo in cosa consiste il bonus taxi, il periodo di validità e chi potrà usufruirne.

 

Bonus taxi: cos’è e come funziona

Che cos'è il bonus taxi 2020? Il bonus taxi, inserito nel DL 19 maggio 2020, n.34 e modificato nel DL 14 agosto 2020, n.104 è un’agevolazione riservata a persone con disabilità e a famiglie più in difficoltà.

 

Come funziona il bonus taxi: la misura ha diversi obiettivi:

  • supportare i titolari di licenza taxi o autorizzazione Ncc, rilanciando il settore colpito dall'emergenza coronavirus;

  • offrire l’opportunità, ai cittadini più esposti ai rischi legati al Covid-19, di poter usufruire di questo tipo di servizio; 

  • decongestionare i mezzi pubblici.

 

Nella relazione tecnica al decreto Agosto si legge che questa misura permetterà di dare un contributo pubblico per ciascun titolare di licenza di circa 600 euro e riguarderà una potenziale platea di 1,8 milioni di persone.

 

Sempre stando a quanto riportato sul documento, attualmente le autovetture adibite al servizio di noleggio con conducente sono circa 28.000; mentre quelle adibite al servizio taxi circa 29.000.

Bonus taxi e Ncc: quanto spetta?

Il bonus taxi viene riconosciuto nella misura del 50% della spesa sostenuta e comunque per un importo non superiore a 20 euro per ciascun viaggio.

 

I buoni viaggio non sono cedibili, non costituiscono reddito imponibile del beneficiario e non rientrano nel calcolo dell’Isee.

Buono viaggio taxi e NCC: qual è il periodo di validità? Il bonus taxi potrà essere utilizzato dal 15 luglio fino al 31 dicembre 2020.

Bonus taxi: a chi spetta?

Secondo quanto contenuto nel decreto Rilancio e confermato dal decreto Agosto, le risorse del fondo sono destinate, fino al loro esaurimento, “a persone fisicamente impedite o comunque a mobilità ridotta, con patologie accertate, anche se accompagnate, ovvero appartenenti a nuclei familiari più esposti agli effetti economici derivanti dall’emergenza epidemiologica da virus COVID-19 o in stato di bisogno”.

 

Ma questi non sono gli unici requisiti richiesti per poter usufruire del bonus taxi.


Infatti è necessario essere residenti nei comuni capoluoghi di città metropolitane o città di provincia.

Buono viaggio taxi e NCC: i fondi saranno trasferiti ai comuni

Il decreto Agosto ha affidato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, insieme al Ministro dell’Economia e delle finanze, l’onere di gestire il fondo dei 35 milioni riservato al bonus taxi.

 

Infatti sul testo si legge che con un apposito decreto, da adottare entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto, si deve provvedere al trasferimento in favore dei comuni delle risorse stanziate, seguendo i seguenti criteri:

  • una quota pari al 50% del totale, per complessivi 17,5 milioni di euro, è ripartita in proporzione alla popolazione residente in ciascun comune interessato;

  • una quota pari al 30%, per complessivi 10,5 milioni di euro, è ripartita in proporzione al numero di licenze per l'esercizio del servizio di taxi, o di autorizzazioni per l'esercizio del servizio di noleggio con conducente, rilasciata da ciascun comune interessato;

  • una quota pari al restante 20%, per complessivi 7 milioni di euro, e' ripartita in parti eguali tra tutti i comuni interessati.

 

Bonus taxi come richiederlo:

Non c’è una procedura per richiedere il bonus taxi. A gestire le risorse saranno i singoli comuni.

 

Sul testo del decreto si legge che ciascun comune dovrà individuare, nei limiti delle risorse assegnate, i beneficiari e il relativo contributo, privilegiando i nuclei familiari ed i soggetti che non risultino già assegnatari di altre misure di sostegno pubblico.

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