Brexit 2020: IVA 2021, Intrastat cessioni di beni e prestazioni UK Ue

«Brexit 2020 IVA Intrastat cessioni/vendite di beni e servizi prestazioni Moss, cosa cambia e come funziona dopo uscita Gran Bretagna dall'UE nuovi obblighi?»

Brexit 2020 cosa cambia per l'IVA 2021, Intrastat cessioni e vendite di beni e prestazioni?

 

Con la Brexit, il Regno Unito ha lasciat l'Unione europea dalla mezzanotte del 31 gennaio 2020 ma ciò comporterà una serie di ripercussioni importanti sia per i 27 paesi facenti parte ancora dell’Unione sia per le imprese e professionisti che hanno istaurato o instaureranno collaborazioni commerciali con la GB.

 

Come si può immaginare, il sistema ERP, Enterprise resource planning che significa letteralmente "pianificazione delle risorse d'impresa”, intesa come sistema di gestione ed integrazione di tutti i processi di business rilevanti di un'azienda, vendite, acquisti, gestione magazzino, contabilità etc, richiede necessariamente alcune modifiche.

 

Tali modifiche però sono ora oggetto di accordi sottoscritti prima con Theresa May ormai ex Premier UK, ed ora con Boris Johnson, nuovamente nominato Primo ministro del Regno Unito alle elezioni del 12 dicembre.

 

Prepararsi alla Brexit 2020:

Il Regno Unito (UK) concretizzerà formalmente la cd. Brexit il 31 dicembre 2020, è da tale data quindi che la Gran Bretagna non farà più parte del territorio doganale e fiscale (IVA e accise) dell'Unione Europea.

 

La circolazione delle merci tra UK e l'UE verrà, dunque, considerata commercio con un Paese terzo e a partire da quella data, 31 gennaio 2020, si dovranno stabilire lo status doganale delle merci che entrano, escono o transitano attraverso il territorio doganale e fiscale dell'Unione e del Regno Unito, e le disposizioni giuridiche applicabili oltre al trattamento adeguato in relazione all'IVA e alle accise.

 

In vista della uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, l'ADM si sta effettuando una approfondita analisi dei rischi e dei rimedi, per ogni scenario possibile, in modo da poter funzionare come strumento di supporto alle imprese italiane.

 

Da ricordare inoltre che la Commissione europea ha già pubblicato numerose informazioni relative agli interessi strategici dell’UE. Anche la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha pubblicato un insieme di indicazioni sulle conseguenze e sui preparativi in caso di Hard Brexit.

 

Brexit, normative Ue invariate per tutto il 2020:

In base all'accordo Brexit sottoscritto tra Boris Johnson e l'Ue, l'uscita britannica dall'Unione Europea avverrà in modo ordinato per tutti cittadini e le imprese, attraverso un periodo transitorio che va dal 1° febbraio 2020 al 31 dicembre 2020. 

 

Fino al 31 dicembre 2020: resta invariato la normativa e le procedure UE in materia di libera circolazione delle persone, dei servizi, dei capitali e delle merci manterranno la propria vigenza nel Regno Unito. 

 

Dopo il 31 dicembre 2020: fatta eccezione per un diverso nuovo accordo, il Regno Unito non sarà più parte del territorio doganale e fiscale (IVA e accise) dell'Unione Europea. La circolazione delle merci tra UK e UE sarà considerata commercio con un Paese terzo

Entro questa data l'Unione Europea ed il Regno Unito s'incontranno per dettare regole chiare e più vantaggiose per le merci che entrano, escono o transitano attraverso il territorio doganale e fiscale dell'Unione e del Regno Unito. Il 2020 sarà pertanto un anno molto importante in quanto si dovranno ratificare i negoziati tra il Regno Unito e l’Unione Europea (e i suoi Paesi). 

 

Dal 2021: se gli accordi non saranno modifcati, le movimentazioni commerciali di prodotti sottoposti ad accisa da e verso UK post Brexit, prevalentemente bevande alcoliche, vino e birra, subiranno una importante modifica delle formalità procedurali da adempiere per avviare e condurre a termine senza irregolarità i trasferimenti dei beni. 

 

Brexit dal 2021: come cambia il fisco internazionale?

In primis va detto che uno dei primi effetti Brexit, sarà quello prima o poi di togliere o ridurre i diritti riservati ai membri UE del Regno Unito, e da quel momento il paese, sarà considerato come non UE con la conseguente cessazione di tutti i trattati attuali.

 

La UK sta procedendo a sottoscrivere nuovi trattati formali con gli altri paesi e l’Europa e solo in quel momento sarà inevitabile fare i conti con la questione delle imposte. 

 

Si, perché con l’indipendenza del Regno Unito, decisa dal popolo con il referendum Brexit del 23 giugno 2016, il paese non è più legato ai principi dell'UE ed ha qindi la possibilità di cambiare i processi fiscali ed il fisco internazionale come meglio crede.

Ogni ditta, società, impresa o professionista del Regno Unito nell'UE, dovrà conformarsi alle norme comunitarie applicabili alle società non UE, e le imprese europee che commerciano nel Regno Unito dovranno soddisfare le nuove regole del regime britannico. 

 

Ciò significa niente più cessioni intracomunitarie da e per il Regno Unito, in quanto le cessioni/vendite saranno considerate tutte esportazioni ed importazioni.

Ma c'è di più, perché l'operatore britannico che vorrà continuare a collaborare commercialmente con l'UE, sarà obbligato a nominare dei rappresentanti fiscali in uno dei paesi dell'UE, impattando anche sulle licenze e potenziali registrazioni IVA supplementari.

 

Brexit cosa cambia per l'IVA 2021: aumento e nuove aliquote?

Brexit e IVA 2021: cosa cambia? Da un punto di vista più positivo che pessimista, la Brexit potrebbe portare una Gran Bretagna indipendente e più flessibile anche dal punto fiscale.

 

Fino ad oggi, infatti, le aliquote IVA dovevano essere fissate tra il 15% al 25%, ora con la Brexit, il governo UK avrà più spazio di manovra e potrà decidere se fissare nuove aliquote IVA, estendere il campo di applicazione dell'esenzione IVA e decidere che tipo di aliquota applicare a determinati prodotti o servizi.

 

Ciò potrebbe determinare o un aumento dell’IVA sui prodotti domestici quali ad esempio sui cibi cd. “sani”, oggetti di lusso come bevande gassate, cioccolato ecc e allo stesso tempo, portare una riduzione o esenzione IVA su tanti altri importanti beni e servizi che godono già oggi, di una piccola riduzione di aliquota.

 

Brexit cosa cambia per le cessioni/acquisto di beni e prestazioni UK UE:

Brexit cosa cambia per le vendite e acquisti da e verso UK - UE? Fino ad oggi, le cessioni e gli acquisiti di beni e servizi tra il Regno Unito e gli altri paesi dell’Unione Europea, sono state OPERAZIONI INTRACOMUNITARIE con l'obbligo di versare l'IVA sui beni inviati e ricevuti, al fine di consentire la libera circolazione delle merci. 

 

Ora, con l’uscita ufficiale del Regno Unito dall’Unione Europea dal 2021, la Brexit decreta la fine dell’obbligo di presentare gli elenchi Intrastat e le cessioni e gli acquisti, devono essere trattati rispettivamente esportazioni ed importazioni, soggette quindi a dazi IVA e a dazi doganali da versare, per far entrare o uscire i beni tra i paesi dell'UE ed il Regno Unito.

 

Ciò potrebbe significare un aumento dei costi di importazione ed esportazione dei beni e tempi più lunghi per il rimborso IVA assolta sull’acquisto da parte dell’operatore britannico circa 6-8 mesi rispetto ai 4 richiesti per i soggetti residenti.

 

Prestazioni di servizio UK UE: Nulla invece cambierebbe per le prestazioni di servizio rispetto ad oggi, in quanto le prestazioni rese nei confronti di un operatore non residente determinano l’emissione di una fattura fuori campo IVA, in quanto l’operazione è tassata al committente. 

Allo stesso modo le prestazioni ricevute dall’operatore italiano assoggettate in Italia al cd. IVA reverse charge, per cui l’univo effetto, sarà quello di considerare l’operatore britannico come un soggetto residente di uno altro Stato non residente, senza più obbligo di compilare ed inviare l’Intrastat.

 

UK obbligo di nomina di un rappresentante fiscale in uno Stato membro:

A causa della Brexit, il Regno Unito non è più parte dell’Unione doganale dell'UE, per cui sarà obbligato a nominare un rappresentante fiscale in uno Stato membro, se vorrà continuare a realizzare operazioni di e-commerce diretto e in tutti casi soggetti al MOSS, Mini One Stop Shop, ossia, il regime IVA che facilita la riscossione dell'imposta da parte degli operatori esteri UE che forniscono servizi tramite mezzi elettronici.

 

Nel breve periodo, stando a quanto previsto dal Piano d’azione dalla Commissione europea, gli obblighi Moss, saranno estesi anche all’e-commerce indiretto, ossia, alle cessioni di beni materiali e poi alle installazioni, montaggio assemblaggio di un bene presso il cessionario residente di uno degli Stati membri e poi alle cessioni di beni transfrontaliere.

 

Brexit Imprese UK UE: IVA, fiscalità internazionale e flussi di cassa?

Brexit, cosa cambia per i flussi di cassa?

Con l’uscita della Gran Bretagna dall’UE, l’IVA sulle importazioni, potrebbe essere dovuta sulle molte merci dei fornitori UE, prima dell’uso o prima di proseguire le vendita delle merci nel Regno Unito.Questo potrebbe creare problemi di flusso di cassa, un aumento dei costi di liquidazione e la possibilità di ritardi di transito. A tale riguardo, nuove proposte da parte dell’HMRC potrebbe salvare i salvabile, prevedendo un regime simile a quello attuale stato di “operatore economico autorizzato” per contribuire a facilitare gli scambi transfrontalieri con l'UE.

 

Conti corrente Imprese: oggi molte imprese hanno diversi modi per poter liquidare l’IVA utilizzando conti ad hoc, con la Brexit, domani avranno probabilmete bisogno di aprire un nuovo conto, sul quale sarebbe richiesto presumibilmente anche una cauzione.

 

Come funziona la nuova Fiscalità internazionale? Con la Brexit, ci potrebbe essere delle modifiche circa gli adempimenti di registrazione dei rendimenti delle vendite e degli acquisti da parte dell'UE. Listini di vendita CE e Intrastat non saranno più necessari, ma potrebbero essere sostituiti con un nuovo sistema commerciale e da un novo regime di monitoraggio IVA Le imprese del Regno Unito che forniscono oggi, servizi elettronici a clienti privati UE potrebbe doversi registrare per l'IVA in altri paesi dell'UE, a meno che il MOSS, non venga mantenuto. Ciò potrebbe causare un aumento dei costi amministrativi per il business.

 

Come cambia il Diritto tributario? Attualmente la normativa IVA del Regno Unito è perfettamente allineata alle direttive IVA EU. Per cui le imprese del Regno Unito possono utilizzare il diritto dell'UE e contare sulle decisioni di casi giudiziari europea. Con la Brexit, il Regno Unito non può, ovviamente, più contare su questo diritto e ciò potrebbe ad esempio la doppia imposizione o nessuna tassazione sulle transazioni transfrontaliere.

 

Aliquote IVA UK: le aliquote IVA nel regno Unito fino adesso sono state soggette all’UE, per cui fissate obbligatoriamente in un range tra il 15% ed il 25%.  L’esenzione IVA o la riduzione aliquota IVA che vige oggi per alcuni beni e servizi potrebbe quindi cambiare con un ampliamento dei prodotti con IVA esente, attualmente negata dalla UE e un aumento dell’aliquota su altri prodotti.

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