Messina schiera Intesa in prima linea nell’aiuto a imprese e famiglie

L'amministratore delegato di Intesa Carlo Messina annuncia che l'operazione Ubi Banca andrà avanti anche con adesioni del 50 per cento più una azione

28 aprile 2020 12:23
Messina schiera Intesa in prima linea nell’aiuto a imprese e famiglie

E’ nelle crisi che viene fuori il carattere degli uomini, e anche e soprattutto la tempra dei banchieri. Carlo Messina, capo di Intesa San Paolo, ha subito riorientato la struttura della prima banca italiana a far fronte alla richiesta di liquidità di imprese piccole e grandi (solo nei primissimi giorni la richiesta del prestito di 25 mila euro agli sportelli è stata superiore a quella di tutte le altre banche messe insieme) e poi ha confermato tutti gli obiettivi ai quali stava lavorando, a cominciare dall’offerta per rilevare Ubi banca: “siamo il propulsore della crescita inclusiva e sostenibile del Paese”, ha detto in assemblea. E, in virtù di tale responsabilità oggettiva, ha avanzato precise proposte di politica economica per aiutare l’Italia a superare la prova più difficile di questa generazione, a partire dal progetto di far rientrare in Italia le ricchezze detenute soprattutto dagli imprenditori all’estero affinché siano convertite in bond sociali a sostegno della ripartenza economica. Ed ecco i punti principali dell’azione della prima banca italiana, secondo le comunicazioni del suo leader agli azionisti in assemblea. 

 

Il sostegno alle imprese  e alle famiglie. Nell’emergenza causata dall’epidemia Intesa Sanpaolo si è confermata come punto di riferimento nell’erogazione di credito a famiglie e imprese. Un’attività che, a partire dalla conferma dei 450 miliardi di euro, pari al 25% del Pil, di affidamenti, si è ulteriormente ampliata grazie ai nuovi impieghi, che nel solo mese di marzo hanno fatto crescere lo stock per una cifra pari a 5 miliardi di euro. Le erogazioni a medio e lungo termine, a sostegno degli investimenti di famiglie e imprese in Italia, nei primi 3 mesi dell’anno sono state pari a 14 miliardi di euro. Fin dalle primissime fasi dell’emergenza abbiamo promosso una moratoria per famiglie e imprese con la sospensione dei finanziamenti in essere. Al contempo abbiamo messo a disposizione un plafond da 15 miliardi per il nuovo credito, aumentato a 50 miliardi a seguito delle misure varate dal Decreto Liquidità.Siamo particolarmente vicini alle imprese italiane, protagoniste di un lavoro straordinario: siamo convinti che la forza del nostro sistema produttivo, la capacità di esportare, di raggiungere (in maniera unica al mondo) posizioni di leadership in una grande varietà di settori, se opportunamente sostenute, saranno un fattore formidabile della ripresa.

 

L'offerta per Ubi Banca. Grazie al sostegno dei nostri azionisti proseguiamo con maggior convinzione nell’offerta di scambio promossa nei confronti di UBI. Un’operazione che, nel contesto generato dall’epidemia da COVID- 19, acquisisce maggiore valenza strategica e per UBI Banca una prospettiva ancor più rilevante: elevata patrimonializzazione, robusta copertura dei crediti deteriorati, dimensione, diversificazione e capacità di investimento assumono ora ulteriore valore. L’operazione andrà avanti anche in presenza di adesioni al 50% più una azione del capitale di Ubi. La creazione di un campione italiano (leader a livello continentale, grazie alla posizione di settimo operatore per generazione di ricavi e terzo per valore di borsa dell’Eurozona) sarà in grado di generare ulteriori benefici per tutti gli stakeholder e per i territori di elezione di UBI e rappresenterà un solido supporto all’economia reale e sociale, con un rafforzamento complessivo del Paese.

 

Il piano per Ubi. Sono previsti ogni anno 10 miliardi di credito aggiuntivi, senza alcuna revoca dei fidi concessi. Garantiremo la valorizzazione del personale Ubi, che manterrà piena autonomia nell’erogazione del credito a livello locale. Rafforzeremo queste aree grazie all’assunzione di 2500 giovani, mentre le uscite saranno solo su base volontaria, come Intesa Sanpaolo ha sempre fatto con le sue persone. Nei territori in cui è presente Ubi e dove sono presenti i suoi azionisti, saremo in grado di portare la nostra capacità di remunerare gli azionisti in maniera significativa e sostenibile con dividendi distribuiti, pari a circa 13,5 miliardi in 5 anni, senza considerare i 3,4 miliardi di dividendi a valere sull’utile 2019, la cui distribuzione è stata sospesa sino ad ottobre raccogliendo le raccomandazioni della Bce.

 

Gli interventi di solidarietà. In questa fase di emergenza, abbiamo donato 100 milioni alla sanità italiana, mettendo in campo numerosi progetti, come quelli per l’Ospedale Giovanni XXIII e la Diocesi di Bergamo, di gran lunga la città più colpita dalla crisi sanitaria, a cui presto si aggiungeranno nuovi significativi interventi per la città di Brescia, oltre ai contributi alla ricerca medica del Fondo di Beneficenza. Vogliamo potenziare il nostro piano per il sostegno alle famiglie indigenti con la distribuzione di pasti, farmaci, indumenti e la disponibilità di posti letto, confermando l’impegno della Banca verso il nostro Paese, per contrastare le prospettive di aumento delle disuguaglianze e di crisi sociale.

 

La forza della squadra Intesa. I risultati raggiunti da Intesa Sanpaolo e la capacità di vincere queste sfide si basano sul nostro principale elemento di forza: la competenza e l'impegno delle persone che lavorano in Intesa Sanpaolo. Sono loro gli artefici del successo della Banca, ha scandito Messina, e il loro contributo di professionalità al Paese è di particolare importanza in questa fase di straordinaria emergenza, che confidiamo di superare insieme per tornare a crescere.Gli scandali delle due banche venete e delle quattro ex 'bridge bank' su questo particolare argomento - ha sottolineato- non hanno purtroppo insegnato niente e, al riguardo, sarebbe opportuno che quegli industriali o imprenditori che oggi ululano alla luna per difendere la propria banca locale, utilizzando come scudo un argomento a loro sconosciuto, la difesa dei posti di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori, riportino i loro importanti fondi accumulati all'estero, investendoli nelle loro attività,  senza utilizzare le garanzie di Stato che devono servire per le aziende sane o in difficolta' a causa del Coronavirus e della conseguente crisi economica".

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