Messina e i suoi 21 manager donano 6 milioni a Sanità emergenza Covid

Coronavirus, Intesa San Paolo: Carlo Messina e i suoi 21 manager donano sei milioni alla sanità alle prese col Covid-19. Un contributo personale e diretto

1 aprile 2020 13:29
Messina e i suoi 21 manager donano 6 milioni a Sanità emergenza Covid

Carlo Messina e i suoi 21 manager donano sei milioni alla sanità alle prese col Covid-19.

 

Intesa San Paolo è in trincea nella difficilissima situazione sanitaria ed economica del Paese, non soltanto come banca ma anche per il contributo personale e diretto della sua squadra di vertice: l’amministratore delegato Carlo Messina ha donato un milione a sostegno di specifiche iniziative sanitarie e cinque milioni, non pochi nemmeno questi, hanno donato complessivamente i ventuno manager che riportano direttamente a lui. E i consiglieri d’amministrazione, quasi colti di sorpresa, hanno fatto  sapere che seguiranno con le proprie donazioni personali. 

 

 

E’ questa la novità del Consiglio di amministrazione di oggi della prima banca italiana, poichè all’ordine del giorno c’era l’assegnazione a riserva di 3,4 miliardi di euro che sarebbero dovuto andare agli azionisti come dividendo, in ottemperanza alle indicazioni della Banca centrale europea (cosa che, ad esempio Unicredit ha bellamente ignorato, concedendo di fatto alle sue Fondazioni azioniste i dividendi come prestito senza interesse pari all’ammontare delle somme non erogate come tali). La Bce aveva raccomandato anche “moderazione” nell’erogazione di bonus ai dirigenti, ma Messina e la sua squadra hanno fatto ancora di più donandone una parte consistente per aiutare la sanità in gravi difficoltà per il Covid 19. Cosa che non risulta abbiano fatto, almeno sinora, gli alti dirigenti della Bce, a cominciare dalla Lagarde, dalla rappresentante di Berlino e dallo stesso Andrea Enria che a Francoforte presiede il consiglio di vigilanza e che dirama i criteri di comportamento dei dirigenti del credito.

 

 

Il Cda di Intesa ha poi evidenziato di aver erogato per le famiglie e le imprese dal 2014 al 2019 circa 260 miliardi di euro di nuovo credito a medio-lungo termine e di aver riportato in bonis circa 112.000 aziende italiane salvaguardando circa 560.000 posti di lavoro; di avere assicurato gli stipendi per le persone del gruppo, oltre ad aver assorbito capacità in eccesso di circa 10.000 risorse; di aver creato valore per  gli azionisti nel quinquennio 2014-2018 con dividendi per   13,4 miliardi di euro, di cui circa 5 miliardi all’azionariato costituito da famiglie e fondazioni, che si sono tradotti in erogazioni da parte delle fondazioni sue azioniste pari a oltre la metà di quelle effettuate da tutte le fondazioni bancarie italiane.

 

 

Non basta: perchè è importante ricordarlo in tempi difficili come questi, ha posto in essere una miriade di iniziative per la comunità nei primi due anni del Piano di Impresa 2018-2021. Ad esempio: iniziative per la riduzione della povertà infantile e il supporto alle persone in difficoltà fornendo circa 8,7 milioni di pasti, circa 519.000 posti letto, circa 131.000 medicinali e circa 103.000 capi di abbigliamento; supporto alle famiglie colpite da terremoti, disastri naturali e dall’emergenza climatica a Venezia e dintorni e alle famiglie e alle imprese colpite dal crollo del ponte a Genova, con remissioni o moratorie per i mutui sugli immobili danneggiati e con finanziamenti agevolati; avvio del Fondo Impact per l’erogazione di circa 1,2 miliardi di euro di prestiti alle categorie che avrebbero altrimenti difficoltà ad accedere al credito nonostante il loro potenziale, con il lancio della prima linea di credito non garantito dedicata a tutti gli studenti universitari italiani, che studino in Italia o all’estero (Per Merito) e iniziative per supportare le madri lavoratrici e le persone ultracinquantenni che hanno perso il lavoro o hanno difficoltà ad accedere al trattamento pensionistico; plafond creditizio Circular Economy di 5 miliardi di euro per il quadriennio del Piano, a supporto dello sviluppo sostenibile, lancio del primo Sustainability Bond focalizzato sull’economia circolare (per 750 milioni di euro), Laboratorio per la Circular Economy per la realizzazione di progetti di Open Innovation; analisi e accelerazione di iniziative di start-up;mprogramma “Giovani e Lavoro”, in partnership con Generation, finalizzato alla formazione e all’accesso al mercato del lavoro italiano di 5.000 giovani in un triennio, che ha già coinvolto oltre 1.000 aziende e oltre 700 studenti, con l’ 80% delle domande di impiego dei diplomati accolte; lancio dell’iniziativa P-Tech in partnership con IBM, con l’obiettivo di formare giovani professionisti nell’ambito delle nuove professioni digitali; infine, oltre un milione di visitatori ha animato i musei “Gallerie d’Italia” del gruppo e oltre 150.000 studenti hanno partecipato alle iniziative culturali gratuite.

 

 

Per il Covid-19 in particolare, Intesa Sanpaolo ha già posto in essere diversi e rilevanti interventi, in particolare mettendo immediatamente a disposizione delle imprese italiane crediti per 15 miliardi di euro, costituendo un plafond creditizio di 2 miliardi di euro per imprese e professionisti associati a Confcommercio con la finalità di garantire la gestione dei pagamenti urgenti e le esigenze immediate di liquidità, prevedendo la sospensione delle rate dei finanziamenti per famiglie e imprese colpite direttamente o indirettamente dall’emergenza, effettuando donazioni, con la messa a disposizione di 100 milioni di euro per le priorità sanitarie, l’utilizzo della piattaforma ForFunding per raccogliere donazioni a sostegno di iniziative sanitarie, il versamento di un contributo di 350 mila euro per accelerare la realizzazione di un ospedale da campo a Bergamo e di 50 mila euro per alleviare le necessità delle strutture sanitarie e delle famiglie nella fasi più delicate delle cure, la destinazione di un milione di euro del Fondo di Beneficenza (pari al 16% del totale) a progetti di ricerca medica sul virus, e ampliando gratuitamente la tutela sanitaria della Divisione Assicurativa del Gruppo ai propri assicurati che abbiano contratto il virus.

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