Stangata rinviata al 2021

Cartelle esattoriali accertamenti ingiunzioni: riscossione dal 2021

Il Consiglio dei Ministri ha prorogato al 31 dicembre 2020 la moratoria su cartelle esattoriali, accertamenti esecutivi, ingiunzioni, pignoramenti, ipoteche

20 ottobre 2020 08:22
Cartelle esattoriali accertamenti ingiunzioni: riscossione dal 2021

Cartelle esattoriali, novità:

 

*** Cartelle esattoriali ultime notizie 20 ottobre 2020: Il Consiglio dei Ministri con un decreto-legge ha prorogato le scadenze fiscali fino a fine anno, al 31 dicembre 2020, per non creare tensioni sociali.

 

Boccata d'ossigeno per 18 milioni di contribuenti.

 

Ecco le novità sulla proroga della moratoria sulle cartelle esattoriali.

 

Cartelle esattoriali accertamenti ingiunzioni: riparte la riscossione

Prorogato lo stato di emergenza fino al 31 gennaio 2021, segno che la situazione non è ancora tornata alla normalità, né sotto il punto di vista sanitario né da quello economico. Eppure, dopo il 15 ottobre è ripresa in pieno l’attività di riscossione dell’Agenzia delle Entrate, mandando in crisi 18 milioni di contribuenti che si ritroveranno a dover fare i conti con il Fisco, dopo aver beneficiato della lunga proroga causa Covid.

 

In arrivo accertamenti esecutivi e ingiunzioni, non solo nuove cartelle esattoriali ma anche versamenti delle quote delle vecchie cartelle esattoriali, avvisi di addebito e di accertamento, pignoramenti, fermi amministrativi ed ipoteche per un valore di 987 miliardi di euro, ha dichiarato il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, durante un’audizione in commissione Finanze al Senato. Obiettivo: recuperare 6,4 miliardi di euro.

 

Cartelle esattoriali ripartono dal 2021:

Prorogato lo stato di emergenza fino al 31 gennaio 2021, con un nuovo Dpcm ottobre che consente al governo di adottare misure volte a contenere e contrastare i rischi sanitari derivanti dalla diffusione del Coronavirus.

 

L’allerta sanitaria resta alta mentre si sta facendo di tutto per evitare un secondo disastroso lockdown. Per ora non sono state decise restrizioni agli orari di chiusura delle attività commerciali come bar e ristoranti, segno che l’esecutivo comprende le difficoltà che stanno incontrando gli imprenditori in questo periodo.

 

Dal 2021, l’Agenzia delle Entrate riprenderà la normale attività di riscossione delle cartelle esattoriali e non solo quelle. Riprenderanno gli accertamenti esecutivi e le ingiunzioni, le richieste di pagamento delle cartelle esattoriali, l’invio di nuove cartelle di pagamento, avvisi di addebito e di accertamento, rate dei piani di dilazione di pagamento, multe, ma anche pignoramenti, fermi amministrativi e ipoteche.

 

18 milioni di soggetti iscritti a ruolo si troveranno a dover risolvere il proprio contenzioso con il Fisco, con la maggior parte di questi, 15 milioni circa che non rientrano nella categoria dei titolari di impresa. Si tratta di un ulteriore colpo per le famiglie italiane piegate dalla pandemia e dalla crisi economica, sempre più a corto di liquidità.

 

Governo: stop alla moratoria fiscale, bisogna ricominciare a saldare

La proroga delle cartelle esattoriali era scattata all’inizio della pandemia, a marzo con il decreto Cura Italia che aveva congelato tutto fino al 31 maggio, data spostata al 31 agosto dal decreto Rilancio ed infine al 15 ottobre dal decreto Agosto.

 

Al governo sono arrivate varie richieste di un ulteriore posticipo fino alla fine dell’anno, non solo dalle varie associazioni di categoria ma anche da esponenti dell’opposizione, ma questa volta l’Esecutivo non sembra aver ascoltato oppure non sembra aver potuto accogliere le richieste per motivi strettamente economici. Le casse delle Stato, infatti, non possono più fare a meno di questi soldi, stimati in circa 50 miliardi di euro solo per le nuove cartelle esattoriali.

 

Ruffini: la riscossione riprenderà con gradualità

Il numero uno del Tesoro ha garantito che la ripresa dell’attività dell’Agenzia delle Entrate nella riscossione dei debiti fiscali avverrà con una certa gradualità, ma bisogna ricominciare a saldare.

 

''Sarà una ripresa progressiva che nel corso dei mesi andrà diluendo e smaltendo gli arretrati, ma allo stesso tempo riprenderà l'attività ordinaria'', ha confermato il direttore dell’Agenzia, Ernesto Maria Ruffini, ricordando che ogni anno circa 5.600 enti differenti affidano mediamente 29 milioni di singoli crediti da riscuotere, ricompresi in circa 16 milioni di cartelle di pagamento, avvisi di accertamento e avvisi di addebito. Questi 29 milioni di singoli crediti, che ammontano in media a circa 80 miliardi di euro, sono relativi a più di 8 milioni di contribuenti.

 

Si stima che dal 16 ottobre 2020 in poi verranno notificati 9 milioni di avvisi di pagamento rimasti in sospeso dall’8 marzo scorso: nove cartelle su dieci sono inferiori ai 5 mila euro, sette su dieci sotto i mille euro, con il 36% dei casi che riguarda tasse non pagate.

 

Facendo un po’ di calcoli si arriva a stimare che nelle casse dello Stato mancano al momento circa 50 miliardi di euro di gettito vista la sospensione durata circa 7 mesi.

 

Agenzia Entrate, Ruffini: 987 miliardi di euro non riscossi

Non ci sono solo i 9 milioni di cartelle esattoriali da notificare ma anche 130 milioni di cartelle, avvisi di addebito e avvisi di accertamento esecutivo già consegnate e solo da recuperare. Si tratta in totale di 220 milioni di singoli crediti ancora non riscossi per un valore di 987 miliardi di euro, ha dichiarato Ruffini durante un’audizione in commissione Finanze al Senato.

 

In particolare, sono 859 mila i singoli crediti oltre 100 mila euro per un valore di 626 miliardi di euro (il 63% dei carichi residui) e 47,5 milioni di crediti con un importo tra mille e 100mila euro pari a 305 miliardi di euro di carico residuo. I crediti sotto i mille euro sono 171 milioni, pari a 55 miliardi di euro.

 

Sui 987 miliardi di euro di tasse evase però oltre 400 miliardi sono irrecuperabili perché dovuti da soggetti falliti o da persone decedute, ha confessato il numero uno dell’Agenzia, aggiungendo che l’obiettivo è recuperare 6,4 miliardi di euro che serviranno a tenere in piedi la macchina statale con le sue ingenti spese, cresciute a dismisura per effetto della pandemia.

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