Gli ammortizzatori sociali selettivi

La Cassa integrazione cambia dal 2021: ecco perché e per chi

Stop alla cassa integrazione generalizzata e gratuita per tutti con la fine del 2020. Gualtieri: nel 2021 solo per i settori maggiormente in difficoltà

24 settembre 2020 13:00
La Cassa integrazione cambia dal 2021: ecco perché e per chi

Stop alla cassa integrazione generalizzata e gratuita per tutti con la fine del 2020, decisa per assorbire gli effetti economici devastanti della pandemia.

 

In attesa della nota di aggiornamento al Def, che con molta probabilità andrà in Consiglio dei ministri il 28 o il 29 settembre, il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ci aggiorna sulla situazione economica italiana, ipotizzando il ricorso alla cassa integrazione Covid-19 nel 2021 solo per i settori maggiormente in difficoltà.

 

Gualtieri: caduta PIL Italia 2020 a una cifra

Il PIL dell’Italia nel 2020 potrebbe registrare una rovinosa caduta a casa degli effetti legati alla pandemia da Coronavirus, con una frenata che potrebbe essere addirittura a doppia cifra. Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, sembra essere più ottimista rispetto agli altri economisti, ipotizzando un calo a una sola cifra per l’economia tricolore, sempre se livelli di contagio non peggiorano vista anche la riapertura delle scuole.

 

Sarà a una cifra e sarà nettamente migliore di altri previsori”, ha ribadito il numero uno del Tesoro spiegando che si tratta di una stima “prudente perché già sconta l’incertezza del quarto trimestre”.

 

Un ulteriore peggioramento dell’economia è sempre possibile ma solo se la situazione del contagio peggiorasse. Potremmo addirittura assistere ad “un esito finale migliore se non ci sarà questo rallentamento che diamo per scontato”, ha sottolineato il ministro.

 

Cassa integrazione generalizzata e gratuita finirà nel 2020

Il titolare del dicastero di via XX Settembre si è soffermato poi a parlare di cassa integrazione e di cosa accadrà nel 2021. La cassa integrazione Covid si è rivelata un ammortizzatore sociale di grande importanza durante il lockdown, visto che ha garantito la sopravvivenza di molte imprese e famiglie, seppur con i suoi limiti.

 

Ad oggi, infatti, sono ancora in molti a non aver ricevuto il tanto atteso assegno dell’Inps, con le inevitabili difficoltà del caso, prima di tutto la liquidità. I ritardi e i farraginosi meccanismi che ruotano attorno all’attuale forma di cassa integrazione sono inaccettabili, tanto da costringere il Governo a mettere in agenda una seria riforma degli ammortizzatori sociali per il 2021.

 

Con il decreto Agosto è stata concessa ai datori di lavoro la possibilità di richiedere un periodo di cassa integrazione per una durata massima di 9 settimane incrementate di ulteriori 9 settimane, da usufruirsi al massimo fino al 31 dicembre 2020. Con la fine del 2020, quindi, diremo addio alla cassa integrazione generalizzata e gratuita per tutti.

 

Cassa integrazione 2021, sarà solo per settori in difficoltà

Nel 2021 dovremmo assistere ad una ripresa dell’economia, ne è convinto il numero uno del Tesoro, che di fatto ha escluso il ricorso alla cassa integrazione generalizzata e gratuita per tutti per l’anno a venire, lasciando aperto qualche piccolo spiraglio per le imprese a rischio chiusura.

 

La cassa integrazione “già ora la stiamo superando”, ma per il 2021 si sta pensando alla versione “standard” e qualche “elemento specifico per sostenere i settori più in difficoltà”, ha ammesso Gualtieri.

 

Da considerare poi i vantaggi che i lavoratori stanno traendo dal taglio del cuneo fiscale, scattato a luglio per 16 milioni di lavoratori dipendenti, e di quella che si preannuncia come la più grande Riforma fiscale degli ultimi tempi, con la sua entrata in vigore a moduli grazie anche ai soldi che arriveranno dall’Europa con il Recovery fund.

 

Riforma fiscale non potrà essere finanziata con Recovery fund

Il ministro dell’Economia ha ribadito che le risorse del Recovery fund non potranno essere utilizzate per finanziare il taglio delle tasse perché "la riduzione delle imposte è una spesa strutturale, quindi non finisce quando finisce il Recovery”.

 

In particolare, però, le risorse in arrivo dall’Europa potranno finanziare l'entrata a regime di riforme che possono avere un costo temporaneo. Quindi non ci saranno miliardi coperti dal Recovery, ma aiuterà a sostenere e finanziare l'entrata a regime della Riforma fiscale, ad esempio migliorando il contrasto all'evasione e all'elusione fiscale o la digitalizzazione dei pagamenti.

 

Gualtieri: con il Mes il risparmio è garantito

In attesa dei soldi in arrivo nel 2021 dal Recovery fund per la ripresa post Covid, si continua a parlare di Mes, Meccanismo europeo di stabilità. Secondo Gualtieri utilizzando il Mes si avrebbe un deciso risparmio: avere delle ulteriori risorse a tasso zero (37 miliardi di euro a fondo perduto) è meglio che averle a tasso 1, soprattutto perché queste risorse sono disponibili senza condizionalità, “se ce ne fossero non varrebbe la candela”.

 

Se l’Italia accedesse al Mes, “avremmo dei soldi per finanziare le cose che già abbiamo deciso di fare in modo più conveniente, risparmieremmo qualche miliardo di interessi negli anni”. Facendo un po’ di calcoli, Gualtieri ha spiegato che con il “Sure in 15 anni risparmiamo 5 miliardi e mezzo, all’anno circa 380 milioni. Il Mes sono un po’ di più, il conto è quello”.

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