La Cig Covid 2021

Cassa integrazione 2021: proroga Cig Covid in legge di Bilancio novità

In preparazione la bozza della Manovra, che entro fine anno dovrà essere approvata dal Parlamento, con la proroga di 18 settimane di cig Covid per il 2021

28 ottobre 2020 15:40
Cassa integrazione 2021: proroga Cig Covid in legge di Bilancio novità

Cassa integrazione 2021:

 

***Cassa integrazione 2021 ultime notizie 28 ottobre 2020: approvato il decreto Ristori, che tra le tante cose stanzia 1,4 miliardi di euro per la proroga della cassa integrazione fino al 31 gennaio 2021.

 

Viene riconosciuto anche un esonero dal versamento dei contributi previdenziali ai datori di lavoro (con esclusione del settore agricolo) che hanno sospeso o ridotto l’attività a causa dell’emergenza COVID, per un periodo massimo di 4 mesi, fruibili entro il 31 maggio 2021.

 

L’esonero è determinato in base alla perdita di fatturato ed è pari:

 

  • al 50% dei contributi previdenziali per i datori di lavoro che hanno subito una riduzione del fatturato inferiore al 20%;

 

  • al 100% dei contributi previdenziali per i datori che hanno subito una riduzione del fatturato pari o superiore al 20%

Qui i dettagli del decreto Ristori.

 

Cassa integrazione 2021: proroga Cig Covid in legge di Bilancio novità

Si stanno definendo i dettagli della legge di Bilancio 2021, dopo il via libera del Consiglio dei Ministri alla Manovra finanziaria da 40 miliardi di euro del 18 ottobre scorso.

 

In preparazione la bozza, che entro fine anno dovrà essere approvata da entrambe i rami del Parlamento. Il testo finale prevede nuove misure a sostegno dell’occupazione e del mercato del lavoro, della sanità, della scuola, dell'economia e delle imprese, ma anche l’assegno unico, il taglio del cuneo fiscale e la moratoria sui mutui e sulle cartelle esattoriali.

 

Questa volta ci soffermeremo a parlare della cassa integrazione Covid nella prossima legge di Bilancio e di come cambierà nel 2021.

 

Manovra 2021: scontro governo – sindacati su cig covid e licenziamenti

Governo e sindacati continuano il confronto sulla cassa integrazione Covid e sul blocco dei licenziamenti previsti nella legge di Bilancio 2021, con le organizzazioni sindacali che chiedono all’esecutivo una proroga di entrambe le misure fino alla fine di marzo 2021, altrimenti si rischia una vera e propria strage: a rischio un milione di lavoratori.

 

Le varie sigle sindacali ritengono necessario un allungamento dei tempi fino a primavera visto che si prospetta una seconda pesante ondata di contagi che potrebbe nuovamente mettere a dura prova l’economia italiana, le imprese e di conseguenza i lavoratori.

 

In particolare, CGIL, CISL e UIL, chiedono che vengano prorogate le tutele per i lavoratori, compreso il blocco dei licenziamenti, così come sono stati prorogati i sostegni alle imprese ed all’economia.

 

Legge di Bilancio: cassa integrazione Covid per altre 18 settimane

Il governo ha stanziato in legge di Bilancio 5 miliardi di euro per la cassa integrazione Covid 2021, mentre un decreto a parte dovrebbe essere varato a novembre per coprire le ultime settimane del 2020.

 

L’ultima proroga della cig Covid è avvenuta con il decreto Agosto, ma alcune aziende, ossia quelle che hanno iniziato ad usufruire dell’ammortizzatore sociale sin da subito, dalla metà di marzo, si troveranno ad esaurire le 18 settimane totali previste a metà novembre.

 

Il premier Conte ha dichiarato più volte di non voler lasciare indietro nessuno, quindi sono state previste ulteriori settimane di cassa integrazione a copertura di tutta la fine del 2020.

 

Per il 2021, invece, sono previste altre 18 settimane di cassa integrazione, da utilizzare fino al prossimo giugno. La cig Covid 2021 sarà selettiva, ossia limitata alle aziende in difficoltà oppure ai settori in crisi maggiormente colpiti dalla pandemia. Non si ha ancora la certezza, ma potrebbe essere applicata con le stesse modalità del decreto Agosto:

 

  • gratuita per le aziende che hanno subito un calo del fatturato di almeno il 20%;

  • con un contributo del 9% per le aziende che hanno registrato una flessione del fatturato inferiore al 20%;

  • con un contributo del 18% per le imprese che non hanno registrato cali di fatturato. 

 

A partire dal 2021 la cassa integrazione covid non cambierà, a cambiare sarà solo il vincolo dei licenziamenti che continua ad animare gli animi dei sindacalisti sempre più convinti che le due misure debbano continuare ad andare di pari passo anche 2021.

 

L’incontro di ieri con il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, e con la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, non è riuscito a risolvere la questione visto che il governo ritiene sia arrivata l’ora di togliere lo stop ai licenziamenti, seguendo quelle che sono le indicazioni fornite dalla Corte dei Conti, ossia di non proseguire con strumenti di sostegno a pioggia, come previsti all’inizio della crisi sanitaria, ma con interventi mirati per chi ne ha davvero bisogno.  

 

La mappa dei licenziamenti città per città

Secondo uno studio Cerved realizzato per l’Anci, gli effetti produttivi negativi causati dal Covid19 sono significati un po’ dappertutto, ma in alcune aree del Paese sono ancora più pesanti, a seconda dell’economia locale che le caratterizza. Ad essere più penalizzate sono le città dove è presente l’industria dell’auto mentre tra le più fortunate ci sono quelle in cui sono presenti industrie farmaceutiche.

 

Secondo gli esperti le città medie con maggiore presenza di imprese fortemente colpite dalla pandemia sono Potenza (56,5% del fatturato), Chieti (56%) e Campobasso (54,7%), dove pesa l’automotive, ma anche Biella (55,7%), Prato (53%), Massa Carrara (52,9%), Frosinone (48,5%), Brescia (48%), Modena (47,4%) e Terni (46,3%).

 

Di contro le città meno colpite dalla pandemia sono Latina (37,8%), grazie al farmaceutico e all’agroalimentare, Imperia (30,3%), forte dell’industria olearia e della distribuzione alimentare moderna, Enna (26,8%), Nuoro (26,1%), Parma (23,5%), Benevento (22,9%), Brindisi (22,8%), Matera (21,3%), Perugia (21%) e Trapani (20,9%).

 

Stando alla situazione attuale, questa potrebbe diventare anche la mappa delle città più colpite dai licenziamenti nel caso in cui il governo non decida una proroga del blocco dei licenziamenti per il 2021.

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