Calcolo Ristori

Contributo a fondo perduto 2020: nuovi codici Ateco e esempi calcolo

Si parla in tutto di quasi un miliardo di euro, denaro che andrà ad alleviare le pene di 211 mila attività. Come si calcola indennizzo ed a quanto ammonta

17 novembre 2020 19:20
Contributo a fondo perduto 2020: nuovi codici Ateco e esempi calcolo

In arrivo in questi giorni i contributi a fondo perduto per le imprese interessate dalle chiusure e restrizioni all’attività per arginare la seconda ondata di contagi, direttamente sul conto corrente dei beneficiari, come promesso dal ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri.

 

Si parla in tutto di quasi un miliardo di euro, denaro che andrà ad alleviare le pene di 211 mila attività: di questi 726 milioni andranno a 154 mila bar, pasticcerie, gelaterie e ristoranti, oltre 100 milioni a 25 mila soggetti che forniscono alloggio, 48 milioni a quasi 9 mila attività sportive e di intrattenimento e divertimento. 130 i codici Ateco in tutto.

 

A livello regionale si calcolano 32 mila beneficiari in Lombardia, 20 mila nel Lazio, 17 mila in Veneto, Campania, Toscana ed Emilia Romagna, 13 mila in Sicilia e Puglia, 5 mila in Calabria e Marche.

 

Come si calcola il contributo a fondo perduto? Aiutiamoci con qualche esempio.

 

Ristori in arrivo direttamente sul conto corrente

I ristori alle imprese colpite dalle limitazioni per arginare il diffondersi della pandemia da Coronavirus sono nati con il decreto Rilancio, per poi essere confermati con il decreto Ristori ed ampliati con il decreto Ristori bis.

Di volta in volta si è perfezionato il meccanismo tanto che ad oggi i bonifici arrivano senza presentare domanda e direttamente sul conto corrente ma solo agli imprenditori e professionisti che già in passato hanno ottenuto gli indennizzi.

 

L’Agenzia delle Entrate ci tiene a specificare che è stato possibile erogare i contributi in soli nove giorni dall'emanazione del decreto Ristori, grazie alla procedura informatica gestita dal partner tecnologico Sogei, e senza richiedere alcun adempimento ai contribuenti coinvolti che vedranno accreditarsi le somme maggiorate direttamente sul conto corrente indicato nella domanda relativa al primo contributo a fondo perduto previsto dal decreto Rilancio.

 

Situazione ben diversa invece per coloro che non hanno mai ricevuto indennizzi e che oltre a presentare domanda dovranno attendere un po’ di più per ricevere i ristori, ma non oltre la fine dell’anno, assicura il ministro Gualtieri.

 

Contributi a fondo perduto: beneficiari e percentuali di indennizzo

Chi può beneficiare dei ristori? Tutto il discorso è partito con l’articolo 25 del decreto Rilancio, che recitava: hanno diritto agli indennizzi coloro il cui fatturato del mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato del mese di aprile 2019. Escluse le aziende con fatturato superiore ai 5 milioni di euro.

 

A quanto ammonta il contributo? L’ammontare del contributo a fondo perduto del decreto Rilancio era stato determinato applicando alla differenza tra l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 e l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019 come segue:

 

  • 20% per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a quattrocentomila euro;

  • 15% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a quattrocentomila euro e fino a un milione di euro;

  • 10% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a un milione di euro e fino a cinque milioni di euro.

 

Poi c’è stato il decreto Ristori che ha individuato in maniera quasi automatica tramite i codici Ateco le attività beneficiarie dei nuovi indennizzi per via delle primissime limitazioni alle imprese (Allegato 1 del decreto).

Con l’aumentare dei contagi sono aumentate anche le restrizioni, per arrivare sino ad un lockdown a zone che ha richiesto un aggiustamento del meccanismo ristori. È stato così approvato il decreto Ristori bis, che oltre ad aumentare l’importo degli indennizzi ha anche ampliato la platea dei beneficiari rispetto a quelli ricompresi nel primo decreto Ristori (Allegato 2 del decreto), alla luce delle chiusure imposte alle imprese nelle zone rosse a maggiore rischio. Aggiunti 19 codici Ateco per un totale di 130.

 

Allegato 2 con Codici Ateco decreto Ristori bis:

  • 47.19.10 - Grandi magazzini (200%);

  • 47.19.90 - Empori ed altri negozi non specializzati di vari prodotti non alimentari (200%);

  • 47.51.10 - Commercio al dettaglio di tessuti per l’abbigliamento, l’arredamento e di biancheria per la casa (200%);

  • 47.51.20 - Commercio al dettaglio di filati per maglieria e merceria (200%);

  • 47.53.11 - Commercio al dettaglio di tende e tendine (200%);

  • 47.53.12 - Commercio al dettaglio di tappeti (200%);

  • 47.53.20 - Commercio al dettaglio di carta da parati e rivestimenti per pavimenti (moquette e linoleum) (200%);

  • 47.54.00 - Commercio al dettaglio di elettrodomestici in esercizi specializzati (200%);

  • 47.64.20 - Commercio al dettaglio di natanti e accessori (200%);

  • 47.78.34 - Commercio al dettaglio di articoli da regalo e per fumatori (200%);

  • 47.59.10 - Commercio al dettaglio di mobili per la casa (200%);

  • 47.59.20 - Commercio al dettaglio di utensili per la casa, di cristallerie e vasellame (200%);

  • 47.59.40 - Commercio al dettaglio di macchine per cucire e per maglieria per uso domestico (200%);

  • 47.59.60 - Commercio al dettaglio di strumenti musicali e spartiti (200%);

  • 47.59.91 - Commercio al dettaglio di articoli in legno, sughero, vimini e articoli in plastica per uso domestico (200%);

  • 47.59.99 - Commercio al dettaglio di altri articoli per uso domestico nca (200%);

  • 47.63.00 - Commercio al dettaglio di registrazioni musicali e video in esercizi specializzati (200%);

  • 47.71.10 - Commercio al dettaglio di confezioni per adulti (200%);

  • 47.71.40 - Commercio al dettaglio di pellicce e di abbigliamento in pelle (200%);

  • 47.71.50 - Commercio al dettaglio di cappelli, ombrelli, guanti e cravatte (200%);

  • 47.72.20 - Commercio al dettaglio di articoli di pelletteria e da viaggio (200%);

  • 47.77.00 - Commercio al dettaglio di orologi, articoli di gioielleria e argenteria (200%);

  • 47.78.10 - Commercio al dettaglio di mobili per ufficio (200%);

  • 47.78.31 - Commercio al dettaglio di oggetti d’arte (incluse le gallerie d’arte) (200%);

  • 47.78.32 - Commercio al dettaglio di oggetti d’artigianato (200%);

  • 47.78.33 - Commercio al dettaglio di arredi sacri ed articoli religiosi (200%);

  • 47.78.35 - Commercio al dettaglio di bomboniere (200%);

  • 47.78.36 - Commercio al dettaglio di chincaglieria e bigiotteria (inclusi gli oggetti ricordo e gli articoli di promozione pubblicitaria) (200%);

  • 47.78.37 - Commercio al dettaglio di articoli per le belle arti (200%);

  • 47.78.50 - Commercio al dettaglio di armi e munizioni, articoli militari (200%);

  • 47.78.91- Commercio al dettaglio di filatelia, numismatica e articoli da collezionismo (200%);

  • 47.78.92 - Commercio al dettaglio di spaghi, cordami, tele e sacchi di juta e prodotti per l’imballaggio (esclusi quelli in carta e cartone) (200%);

  • 47.78.94 - Commercio al dettaglio di articoli per adulti (sexy shop) (200%);

  • 47.78.99 - Commercio al dettaglio di altri prodotti non alimentari nca (200%);

  • 47.79.10 - Commercio al dettaglio di libri di seconda mano (200%);

  • 47.79.20 - Commercio al dettaglio di mobili usati e oggetti di antiquariato (200%);

  • 47.79.30 - Commercio al dettaglio di indumenti e altri oggetti usati (200%);

  • 47.79.40 - Case d’asta al dettaglio (escluse aste via internet) (200%);

  • 47.81.01 - Commercio al dettaglio ambulante di prodotti ortofrutticoli (200%);

  • 47.81.02 - Commercio al dettaglio ambulante di prodotti ittici (200%);

  • 47.81.03 - Commercio al dettaglio ambulante di carne (200%);

  • 47.81.09 - Commercio al dettaglio ambulante di altri prodotti alimentari e bevande nca (200%);

  • 47.82.01 - Commercio al dettaglio ambulante di tessuti, articoli tessili per la casa, articoli di abbigliamento (200%);

  • 47.82.02 - Commercio al dettaglio ambulante di calzature e pelletterie (200%);

  • 47.89.01 - Commercio al dettaglio ambulante di fiori, piante, bulbi, semi e fertilizzanti (200%);

  • 47.89.02 - Commercio al dettaglio ambulante di macchine, attrezzature e prodotti per l’agricoltura; attrezzature per il giardinaggio (200%);

  •  47.89.03 - Commercio al dettaglio ambulante di profumi e cosmetici; saponi, detersivi ed altri detergenti per qualsiasi uso (200%);

  • 47.89.04 - Commercio al dettaglio ambulante di chincaglieria e bigiotteria (200%);

  • 47.89.05 - Commercio al dettaglio ambulante di arredamenti per giardino; mobili; tappeti e stuoie; articoli casalinghi; elettrodomestici; materiale elettrico (200%);

  • 47.89.09 - Commercio al dettaglio ambulante di altri prodotti nca (200%);

  • 47.99.10 - Commercio al dettaglio di prodotti vari, mediante l’intervento di un dimostratore o di un incaricato alla vendita (porta a porta) (200%);

  • ·96.02.02 - Servizi degli istituti di bellezza (200%);

  • 96.02.03 - Servizi di manicure e pedicure (200%);

  • 96.09.02 - Attività di tatuaggio e piercing (200%);

  • 96.09.03 - Agenzie matrimoniali e d’incontro (200%);

  • 96.09.04 - Servizi di cura degli animali da compagnia (esclusi i servizi veterinari) (200%);

  • 96.09.09 - Altre attività di servizi per la persona nca (200%).

 

A chi spettano i nuovi indennizzi? I nuovi contributi a fondo perduto verranno erogati:

 

  • a coloro che alla data del 25 ottobre 2020 hanno la partita IVA;

  • a coloro che hanno domicilio fiscale o sede operativa nelle aree del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di massima gravità (zone rosse);

  • a coloro che dichiarano di svolgere come attività prevalente una di quelle riferite ai codici Ateco riportati nell’Allegato 2 del decreto.

 

A differenza della volta precedente tra i beneficiari degli indennizzi sono ricomprese anche le aziende con fatturato superiore ai 5 milioni di euro (si applica il 10% di indennizzo sulla differenza di fatturato).

 

Queste le percentuali di indennizzo:

  • il 100% per taxi e autonoleggio;

  • il 150% per bar, gelaterie, pasticcerie, alberghi, affittacamere, villaggi turistici, campeggi;

  • il 200% per ristoranti, palestre, piscine, impianti sportivi, cinema, teatri, intrattenimento;

  • il 400% per discoteche, sale da ballo, night club e simili.

 

In ogni caso l’indennizzo non può superare i 150 mila euro.

 

Come si calcolano i nuovi ristori?

Vediamo insieme qualche esempio.

Considerando un ristorante che ha già ricevuto un indennizzo di 3.000 euro grazie al decreto Rilancio, si dovrà applicare la quota del 200% per calcolare il nuovo contributo sulla base della categoria di attività prevalentemente svolta. Ciò sta a significare che entro il 15 novembre 2020, il ristoratore in questione riceverà sul proprio conto corrente un assegno di 6.000 euro come indennizzo da parte dello Stato per le limitazioni imposte alla sua attività.

Se fosse stata una discoteca avremmo dovuto considerare una quota del 400% e quindi il bonifico sarebbe stato di 12.000 euro.

 

Se invece consideriamo un’attività che in passato non ha mai ottenuto indennizzi il calcolo si complica un po’. Prendiamo ad esempio un albergo con ricavi superiori a 3 milioni di euro, che ha registrato una contrazione di fatturato nel periodo aprile 2019 – aprile 2020 pari a 300.000 euro. Sulla base di quanto deciso nel decreto Rilancio dovremmo calcolare un ristoro pari al 10%, quindi di 30.000 euro (10% di 300.000= 30.000) ma sulla base del decreto Ristori bis dobbiamo applicare a questa cifra una quota del 150% riferita alla categoria, che porta il contributo finale a fondo perduto ad un totale di 45.000 euro (150% di 30.000= 45.000).

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