Crisi economica 2020: gli effetti a breve e a lungo termine

Si sta andando verso la peggiore recessione dal secondo dopoguerra, nonostante le misure per l'economia varate dai singoli governi e dalle Banche centrali

31 luglio 2020 15:03
Crisi economica 2020: gli effetti a breve e a lungo termine

Crisi economica 2020 ultime notizie e dati:

 

***Crisi economica ultime notizie 31 luglio 2020: l'Istat rileva per il secondo trimestre dell'anno una flessione del Prodotto Interno Lordo del 12,4% rispetto al trimestre precedente e del 17,3% in termini tendenziali. La variazione acquisita per il 2020 è pari a -14,3%.  

 

***Crisi economica ultime notizie 9 luglio 2020: continuano ad arrivare brutte notizie per l’Italia, con la Commissione europea che stima una flessione del PIL per il Belpaese dell’11,2% nel 2020 mentre l’Istat rivela che un’azienda su tre è a rischio fallimento entro la fine dell’anno (il 38,8%).

 

Crisi economica peggiore di sempre: effetti a breve e a lungo termine

Numeri impressionanti quelli della crisi economica mondiale 2020 scaturita dalla pandemia da coronavirus che ha coinvolto il mondo intero e che ancora preoccupa sul fronte contagi, arrivati a circa 7 milioni di persone. Si temono nuove ondate, ma la situazione è già critica, specialmente nelle economie in via di sviluppo.

 

Crisi economica 2020: cos’è?

Siamo nel bel mezzo di una crisi economica, anzi, in una delle crisi economiche peggiori degli ultimi 150 anni. Che cos’è una crisi economica? Con questo termine si intende il passaggio da una fase di prosperità economica ad una di recessione o stagnazione dell’economia con durata superiore ad un anno. Gli affari tendono a diminuire, la disoccupazione ad aumentare, la popolazione ad impoverirsi, i prezzi dei beni e servizi a calare per via della contrazione dei consumi, meno profitti per le imprese e quindi salari più bassi. La carenza di liquidità frena gli investimenti delle imprese, che si trovano costrette a chiudere molti impianti.

 

Quando parliamo di crisi economica ci viene in mente la Grande Depressione degli anni ’30, iniziata con il crollo della Borsa di Wall Street nel 1929 e protrattasi nel resto del mondo fino alla fine del secondo conflitto mondiale.

 

Come è nata la crisi economica 2020?

La crisi economica del 2020, scaturita dalla pandemia globale da coronavirus, sarà sicuramente un nuovo capitolo dei libri di storia economica. Le rigide misure di contenimento adottate dai governi per arginare i contagi hanno costretto molte imprese a chiudere o a ridurre l’attività mentre la popolazione confinata a casa ha ridotto drasticamente i consumi di beni e servizi.

 

Si sperava che con l’allentamento delle misure restrittive l’economia avrebbe ripreso a correre, ma così non è stato. Le imprese a corto di liquidità stanno facendo fatica a riprendersi mentre la popolazione incerta sul futuro tende a risparmiare, tutto questo si traduce in una timidissima ripresa dell’economia, con molti settori ancora al palo, come l’automotive e il turismo.

 

Banca Mondiale, nel 2020 il PIL mondiale crollerà del 5,2%

La Banca Mondiale ha rivisto al ribasso le stime di crescita economica mondiale per il 2020 diffuse dal Fondo Monetario Internazionale (FMI) ad aprile, che indicavano una contrazione del Prodotto Interno Lordo (PIL) del 3%. Secondo l’Istituto di Washington, invece, l’economia mondiale subirà un calo del 5,2%, una diminuzione del reddito pro capite del 3,6% creando fino a 100 milioni di nuovi poveri. Colpita al cuore l’area euro, con le previsioni che indicano una diminuzione del PIL del 9,1%.

 

Si sta andando verso la peggiore recessione dal secondo dopoguerra, nonostante le misure a sostegno dell’economia varate dai singoli governi e dalle Banche Centrali, a conferma che ci troviamo di fronte ad una situazione davvero grave che potrebbe portare ad un decennio difficile.

 

Crisi economica 2020: cosa succederà nel breve termine?

L’allarme lanciato dalla Banca Mondiale preoccupa soprattutto per le ripercussioni che si avranno negli anni a venire dal punto di vista sociale, con i paesi in via di sviluppo che pagheranno il prezzo più alto. Le economie più avanzate dovrebbero registrare nel 2020 una contrazione del PIL del 7% mentre i paesi emergenti una flessione del 2,5%, facendo registrare il primo segno negativo nella crescita economica dall’inizio della pubblicazione dei dati aggregati, nel 1960.

 

Nell’immediato ci sarà un aumento considerevole del numero di nuovi poveri che chiederanno sempre maggiore assistenza sanitaria ed economica allo Stato, facendo lievitare i costi di gestione della macchina pubblica, già innalzati dalle misure messe in campo per sostenere la crisi sanitaria da covid-19 e da quelle per supportare la ripresa economica. Il sistema farà fatica a reggere in molti Paesi e quindi verranno meno molti servizi per la popolazione, arrivando persino alla chiusura delle scuole.

 

Secondo alcuni calcoli dell’FMI le spese di bilancio per far fronte alla crisi ad inizio giugno rappresentavano l'1,4% del PIL nei paesi a basso reddito, il 2,8% nei paesi emergenti e l'8,6% nelle economie avanzate.

 

La pandemia “avrà ripercussioni, sul lungo periodo, anche sullo sviluppo del capitale umano”, dichiara Ceyla Pazarbasioglu, vicepresidente dell’Equitable Growth, Finance and Institutions della Banca Mondiale, invitando la "comunità globale ad unirsi per costruire una ripresa quanto più solida possibile, ed impedire a più persone di cadere nella povertà”.

 

Secondo la Banca Mondiale la crisi da coronavirus provocherà un calo consistente di PIL nel 90% dei 183 paesi presi in esame.

 

Crisi economica, le previsioni per il futuro:

Dopo la catastrofe economica del 1° semestre generata dalla pandemia, potremmo assistere ad una ripresa nella seconda metà dell’anno e ad un rimbalzo nel 2021, in uno scenario ottimistico che non contempla una seconda ondata di contagi. Le stime della Banca Mondiale indicano per il prossimo anno un incremento del PIL globale del 4,2%, con le economie avanzate che registreranno un +3,9% e i paesi in via di sviluppo un +4,6%.

 

Cosa succederà nel caso in cui si dovessero verificare nuovi contagi? I paesi saranno costretti ad adottare nuove misure di contenimento della pandemia, provocando altre pesanti ripercussioni sull’economia. Nuove restrizioni porterebbero l’economia globale a contrarsi dell’8% nel 2020, per poi registrare un timido incremento dell’1% nel 2021. In questo scenario, il PIL delle economie in via di sviluppo è visto crollare del 5%.

 

Le misure per uscire dalla crisi

I governi hanno dovuto inizialmente concentrarsi sull’emergenza sanitaria, mentre ora sono al lavoro per decidere quali misure sono necessarie per sostenere la ripresa economica.

 

Secondo gli esperti si deve puntare a stimolare i consumi ma anche a sostenere l’occupazione, assicurando alle imprese una piena ripartenza dell’attività produttiva con regole chiare e semplici.

 

Le banche centrali dovranno fare la loro parte garantendo l’immissione di liquidità nell'economia reale per un lungo periodo di tempo, facendo sì che ingenti risorse siano a disposizione delle aziende per riconvertirsi ed innovare, in un’ottica focalizzata sulla sostenibilità ambientale.  

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