Incentivi per i pagamenti elettronici

Bonus bancomat da 300 euro: a chi spetta, come richiederlo, da quando

Bonus bancomat da 300 euro cos'è e come funziona il rimborso sulle spese effettuate a partire dal 1° dicembre, sconto 10% su massimo spesa di 3.000 euro

16 settembre 2020 07:39
Bonus bancomat da 300 euro: a chi spetta, come richiederlo, da quando

Bonus bancomat ultime notizie

 

*** Bonus bancomat ultime notizie 16 settembre 2020: approvato ed in vigore il decreto Agosto che non prevede un bonus consumi ma solo incentivi agli acquisti effettuati con forme di pagamento elettroniche, nell’ambito del “piano cashless”, con uno stanziamento di 1,75 miliardi di euro per il 2021 tramite un meccanismo di premi e non di sconti.

Tutte le misure del decreto Agosto.

 

Tra le novità l'arrivo di un bonus bancomat da 300 euro dal 1° dicembre, ecco come funziona.

 

Bonus 300 euro bancomat e carta: al via i rimborsi

Dal 1° dicembre 2020 al via il cd. bonus bancomat da 300 euro l’anno per chi spende fino a 3.000 euro pagando con bancomat o carte, a fronte di un determinato numero di transazioni. In questo modo il governo cercherà di incentivare l’utilizzo delle cashless anche per il pagamento di importi non rilevanti. Si tratterebbe di uno sconto del 10% fino a 3.000 euro complessivi.

 

Il Ministero dell’Economia è a lavoro per mettere a punto un sistema che metta in contatto i principali operatori di pagamenti digitali (Visa, MasterCard, Nexi, Satispay, American Express, PagoPa, Sia, etc.) con l’Agenzia delle Entrate, cercando di superare i soliti problemi legati alla privacy.

 

Previste delle agevolazioni anche per gli esercenti e i professionisti che permettono l’utilizzo dei pagamenti digitali. Oltre al credito d’imposta del bonus Pos 2020 in vigore dal 1° luglio potrebbero arrivare delle detrazioni fiscali solo per le prestazioni pagate in digitale e un’esenzione fiscale per chi usa buoni pasto elettronici.

 

Bancomat e carte di credito: Italia tra le ultime in Europa

Sembra essere un paradosso: in Italia ci sono più Pos che nel resto d’Europa eppure siamo agli ultimi posti in classifica per transazioni elettroniche, nonostante le commissioni siano tra le più basse del Vecchio Continente. I Pos, Point of sale “punto di vendita”, sono quei dispositivi elettronici che consentono di effettuare pagamenti mediante moneta elettronica, ossia carte di credito e bancomat.

 

Secondo il presidente dell’ABI- Associazione Bancaria Italiana, Antonio Patuelli, in Italia il numero di operazioni annue pro-capite tramite Pos è pari a 111, contro una media dell’Area Euro più che doppia (265). Meglio di noi la Finlandia con 532 operazioni, i Paesi Bassi (505), il Regno Unito (453), l’Estonia (382) e il Belgio (373), peggio di noi solo Romania e Bulgaria.

 

Da considerare poi che nel nostro Paese i Pos sono ampiamente diffusi: sono pari a 3,2 milioni, oltre un terzo di quelli dell’intera Zona Euro. Per ogni 100.000 abitanti ci sono 5.200 Pos, a fronte dei 2.800 della media europea. Le commissioni sui pagamenti digitali, inoltre, sono pari all’1,1%, sotto la media Ue (1,2%).

 

Nonostante questi numeri i commercianti e professionisti lamentano i costi del servizio mentre i consumatori sono restii a cambiare abitudini soprattutto a causa dei timori arcaici legati alla sicurezza di questi nuovi metodi di pagamento.

 

Bancomat e carte di credito per combattere evasione fiscale

La lotta al contante è però necessaria, soprattutto per combattere l’evasione fiscale che costa allo Stato oltre 100 miliardi di euro l’anno, basti sapere che nei primi tre mesi di lockdown il Fisco ha visto diminuire il passivo di 27,5 miliardi di euro.

 

Da considerare poi che l’utilizzo del Pos serve anche a semplificare le procedure di acquisto e quelle di pagamento delle tasse per imprese e professionisti. Sulla base del cashless, infatti, si basa una possibile riforma del pagamento delle tasse per le partite IVA tramite un meccanismo di cassa che superi i tanto odiati acconti e saldi, con pagamenti mensili o trimestrali.

 

Intanto un piccolo passo in avanti è stato fatto, tagliando il tetto al contante da 3 mila e 2 mila euro a partire dal 1° luglio 2020, con un’ulteriore stretta prevista a partire dal 2022 a mille euro per i pagamenti cash.

 

Anticipato piano cashless. Cashback: cos’è e come funziona

Obiettivo del governo: rilanciare i consumi soprattutto attraverso le transazioni elettroniche come primo passa verso una più ampia e seria riforma fiscale, già nei piani dell’esecutivo nel 2021.

 

Il decreto Agosto però non , misura pensata inizialmente per spingere i cittadini ad un’ulteriore propensione al consumo. L’idea era quella di agevolare fiscalmente le spese effettuate entro la fine dell’anno dagli italiani fino a 5 mila euro tramite bancomat o carte di credito, ma solo per i settori più penalizzati dal covid-19, bar e ristoranti ma anche elettrodomestici, calzature e abbigliamento

 

Si sono trovate invece le risorse per rifinanziare il Piano cashless previsto nella Legge di Bilancio 2020 e poi rimandato a causa della pandemia, pari a circa 1,75 miliardi di euro per il 2021, quasi il doppio rispetto a quanto stanziato per il bonus Befana che sarebbe dovuto arrivare a gennaio 2021 con un meccanismo di cashback.

 

Cos’è il cashback? Letteralmente vuol dire soldi indietro, si tratta di un meccanismo tramite il quale si riceve il rimborso di parte della spesa sostenuta per gli acquisti effettuati con strumenti che garantiscono la tracciabilità. 

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