Decreto Fiscale 2020: cos'è e quali sono le ultime novità fiscali?

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Decreto fiscale 2020 cos'è, cosa prevede testo pdf pubblicato in Gazzetta Ufficiale, ultime notizie: Il testo del decreto fiscale collegato alla legge di Bilancio 2020 composta da 5 Capitoli e 60 articoli è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed è pertanto in vigore dal 27 ottobre 2019.

 

Nel testo pdf del Dl fiscale 124/2019 presenti tra le tante misure inserite dal governo, quelle di contrasto all’evasione fiscale in Italia da parte di cittadini ed imprese.

 

Le novità del DL Fiscale 2020 sono tante e, tra queste, ce sono 3 novità di particolare peso:

 

1) la stretta sulle compensazioni fiscali,

 

2) le multe ai commercianti per il POS;

 

3) il carcere per i gradi evasori e la confisca dei beni.

 

Sempre in questa direzione, è la decisione di affidare i controlli anti-evasione alla Guardia di Finanza con la quale l’Agenzia delle Entrate condividerà d’ora in poi i dati delle fatture elettroniche, che potrà utilizzarli anche per indagini diverse da quelle tributarie.

 

Un’altra novità contenuta nell'articolo riservato alla lotteria degli scontrini 2020 rinviata al 1° luglio 2020, sono le multe per i commercianti che si rifiuteranno di inserire il codice fiscale dell’acquirente e trasmetterlo all'Agenzia delle Entrate al fine di ottenere il codice scontrino per partecipare alle estrazioni dei premi esentasse. Le multe previste vanno dai 500 ai 2.000 euro. 

 

Decreto Fiscale 2020: sanzioni POS obbligatorio dal 1° luglio

Dl fiscale 2020 sanzioni POS obbligatorio dal 1° luglio 2020: per tutti coloro che dal 1° luglio 2020 non accettano pagamenti elettronici tramite POS è prevista una multa pari a 30 euro, maggiorata del 4% del valore della transazione negata al consumatore.

 

La novità delle sanzioni Pos obbligatorio 2020 è contenuta all'articolo 23 del DL 124/2019 ed entra in vigore dal 1° luglio 2020.

 

Decreto Fiscale 2020: limite contanti

Il Decreto Fiscale 2020 interviene anche sul limite contante 2020 e cambia le soglie.

 

La nuova soglia dell'uso del contante cambia dal 2020 nel seguente modo:

  • dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021: il limite contante passa da 3.000 euro a 2.000 euro;

  • dal 1° gennaio 2022 il limite contante passa da 2.000 euro a 1.000 euro.

 

Decreto Fiscale 2020, multe per i commercianti che boicottano la lotteria

Previste nel Decreto Fiscale 2020 multe ai commercianti che boicottano la lotteria degli scontrini, al suo debutto dal 1° gennaio in contemporaneo con l'entrata in vigore dello scontrino elettronico 2020 per tutti i commercianti.

 

La lotteria degli scontrini, infatti, obbliga il commerciante ad una serie di adempimenti, tra cui l’acquisizione e la comunicazione all’Agenzia delle Entrate del codice fiscale del contribuente che serve poi ad ottenere il codice per partecipare alla lotteria.

 

Secondo le novità previste dal Decreto Fiscale 2020, al commerciante che si rifiuta di comunicare i dati della vendita è prevista una multa tra i 100 a 500 euro.
Inoltre, i premi vinti dai contribuenti saranno esentasse.

 

Nuovo bonus seggiolini anti abbandono da 30 euro:

Nel decreto fiscale 2020 spazio anche al nuovo Bonus seggiolini anti abbandono al fine di incentivarne l’acquisto. 

 

Nello specifico l'articolo 52 stabilisce un contributo di 30 euro per ogni nuovo dispositivo di allarme, il fondo è fino ad esaurimento.

 

Decreto fiscale 2020: novità fattura elettronica

L’articolo 15 del testo del decreto legge 124/2019 pubblicato in Gazzetta Ufficiale prevede la riconferma delle agevolazioni in tema di fattura elettronica e sistema tessera sanitaria.

 

Il Decreto Fiscale 2020, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, prevede in tema sanitario:

  • esenzione della fattura elettronica sanitaria dei dati già inviati tramite sistema TS.

  • a partire dal 1° luglio 2020, sia l’invio dei dati al sistema TS che all’Agenzia delle Entrate per la trasmissione dei corrispettivi giornalieri potrà essere effettuata con una unica operazione tramite registratore telematico.

 

Decreto Fiscale 2020: dichiarazione IVA precompilata

Il Decreto Fiscale 2020 e la dichiarazione IVA precompilata 2020.

 

L’articolo 16 prevede che dal 1° luglio 2020 in via sperimentale, che l’Agenzia delle entrate mette a disposizione dei soggetti passivi dell’IVA residenti e stabiliti in Italia, in apposita area riservata del sito internet dell’Agenzia stessa, le bozze dei seguenti documenti:

  • registri di cui agli articoli 23 e 25 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633;

  • comunicazioni delle liquidazioni periodiche dell’IVA.

 

Decreto Fiscale 2020: novità sul bollo fatture elettroniche

Un'altra novità introdotta dal Dl fisco 2020 all’articolo 17 riguarda l'imposta di bollo sulle fatture elettroniche.

 

In caso di omesso, insufficiente o tardivo versamento del bollo sulle fatture elettroniche inviate tramite il SdI, Sistema di interscambio, infatti, l'Agenzia delle Entrate comunicherà oltre all'ammontare dell'imposta dovuta da versare anche le sanzioni per tardivo versamento e degli interessi.

 

Qualora il contribuente non provveda al versamento, in tutto in parte, delle somme comunicate nel termine di 30 giorni dalla ricezione della comunicazione, l’ufficio dell’Agenzia delle entrate provvederà all’iscrizione a ruolo degli importi non versati.

 

Maxi sanzioni da 1000 euro per ogni F24 scartato:

Sempre nel decreto fiscale 2020 è prevista una novità che ha fatto storcere il naso a parecchi contribuenti e professionisti di settore: la maxi sanzione da 1000 euro sui modelli F24, introdotta dal comma 6 articolo 3 DL 124/2019:

Nel caso di mancata esecuzione delle deleghe di pagamento per effetto dell’attività di controllo di cui all’articolo 37, comma 49 -ter , del DL 223/2006, si applica la sanzione di euro 1000 per ciascuna delega non eseguita.
Non si applica l’articolo 12 del D. Lgs. 472/1997.

D ciò si evince quindi che è prevista una sanzioni fissa di 1000 euro qualora vi sia il semplice scarto di un modello F24 errato, con divieto di applicazione dell'istituto del cumulo giuridico.

 

Decreto Fiscale 2020: dati fatture elettroniche e Guardia di Finanza

Decreto fiscale 2020 dati delle fatture elettroniche utilizzati anche alla Guardia di Finanza: in base a quanto previsto all'articolo 14 del testo definitivo del decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2020, sarà possibile per la GdF utilizzare i dati delle fatture elettroniche nell’ambito di indagini anche in settori diversi da quello prettamente fiscale, come ad esempio l'ambito amministrativo.

 

I file contenenti i dati delle fatture elettroniche memorizzati fino al 31 dicembre dell'8° anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione di riferimento ovvero fino alla definizione di eventuali giudizi, possono essere utilizzati:

  • a) dalla Guardia di finanza nell’assolvimento delle funzioni di polizia economica e finanziaria di cui all’art. 2, comma 2, del decreto legislativo 19 marzo 2001, n. 68;

  • b) dall’Agenzia delle entrate e dalla Guardia di Finanza per le attività analisi del rischio e controllo ai fini fiscali.

 

Inoltre da evidenziare che il termine di 8 anni allunga inevitabilmente i tempi normalmente previsti per il controllo/accertamento fiscale che adesso è di 5 o 7 anni a seconda dei casi.

 

Decreto fiscale 2020: non passa il pignoramento Rimborso 730

Decreto Fiscale 2020 novità, la stretta su rimborsi 730 Irpef: secondo quanto previsto dalla prima bozza di testo del Decreto Fiscale 2020 collegato alla Legge di Bilancio, il cui testo definitivo è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, era previsto il pignoramento rimborso Irpef 730 di dipendenti e pensionati in caso cartelle non pagate.

 

In pratica con questo piano di lotta all’evasione fiscale il Governo Conte mirava ad imporre un nuovo meccanismo per ridurre questo fenomeno e lo avrebbe voluto fare attraverso un automatismo che avrebbe riguardato 745mila contribuenti che ogni anno fruiscono di 14,3 milioni di rimborso 730.

 

Per effetto delle "Disposizioni di efficientamento della riscossione" contenute nel decreto fiscale che accompagna la legge di Bilancio 2020,  contribuenti avrebbero visto decurtare il loro rimborso 730 in presenza di somme dovute al fisco per cartelle di pagamento notificate e non saldate.

 

Un pignoramento del rimborso 730 perché automaticamente compensato con le somme dovute al fisco, a patto che queste non risultino inferiori a 100 euro oppure rientrino in un piano di pagamento rateale.

 

Tale meccanismo alla fine è stato eliminato dal testo definitivo del decreto fiscale 2020.

 

Decreto fiscale 2020 compensazioni 5.000 euro con visto:

Decreto fiscale 2020 stretta sulle compensazioni: cosa cambia? Per quanto riguarda il tema delle compensazioni tra crediti e debiti operate dagli stessi contribuenti dal 2020 arriverà una importante novità.

 

Secondo quanto previsto dal decreto fiscale 2020, i contribuenti per poter compensare crediti e debiti d'imposta sopra i 5 mila euro l'anno, avranno l'obbligo di presentare un F24 tramite i servizi telematici delle Entrate, ciò consentirà allo Stato di ottenere un gettito di 1.084 milioni nel 2020, e 878 milioni nel 2021 e nel 2022.

 

La novità 2020 consiste quindi nell'estensione ai crediti da imposta dirette Irpef, Ires, Irap, addizionali o sostitutive del meccanismo già utilizzato per l'Iva per cui la compensazione può essere effettuata solo dietro presentazione della dichiarazione dalla quale emerge il credito, utilizzando per il pagamento tramite modello F4 esclusivamente la procedura telematica dell'Agenzia delle Entrate. Sono esplicitamente escluse le compensazioni effettuate dai sostituti d'imposta per dipendenti e pensionati.

 

Tradotto in soldoni, significa che il contribuente che intendere recuperare in compensazione un credito IRES, IRPEF o IRAP superiore a 5.000 euro dovrà:

Come sottolineato dal Sole24Ore, ciò vuol dire che imprese e professionisti per compensare i crediti delle imposte dirette dovranno aspettare almeno fino a dicembre, visto che la scadenza per l'invio del modello Redditi ormai è stata spostata in via definitiva al 30 novembre.

 

Decreto fiscale 2020 carcere evasori e confisca beni:

Un'altra novità contenuta nel testo del decreto fiscale 2020 è l'inasprimento delle pene per i grandi evasori che evadono oltre la soglia dei 100.000 euro, per i quali è previsto il carcere fino ad 8 anni, al di sotto della sogli la punibilità rimane a 6 anni.

 

Il carcere per i grandi evasori fino a 8 anni di reclusione diventerà operativa solo dopo la conversione in legge del decreto, lasciando quindi aperta la porta a ulteriori modifiche in Parlamento.

 

I reati fiscali coinvolti sono di:

  • dichiarazione fraudolenta;

  • emissione di fatture per operazioni inesistenti.

Prevista inoltre anche la possibilità di disporre intercettazioni da parte degli investigatori o di fare ricorso alla custodia cautelare, quando ad esempio il reato è omessa dichiarazione delle imposte sui redditi oppure sull'IVA. Per maggiori informazioni leggi le nuove sanzioni penali tributarie 2020.

 

Confisca dei beni per gli evasori fiscali.

In pratica in caso di condanna penale per evasione di imposte sui redditi e Iva, il fisco procederà alla confisca di beni "per sproporzione".

 

La norma punta a colpire le organizzazioni criminali che fondano la propria capacità operativa sull'abilità di accumulare, occultare e reimpiegare proventi illeciti. Tale confisca, di fatto estende le norme antimafia, e scatta quando il condannato non può giustificare la provenienza dei fondi accumulati.

 

Decreto Fiscale 2020: controlli su chi compra auto usate dall’estero

In base a quanto previsto dall'articolo 9 del testo definitivo del DL Fiscale 2020 "Frodi nell’acquisto di veicoli fiscalmente usati" il governo interviene obbligando per coloro i quali non sono soggetti al versamento dell'IVA con modello F24 Elide, a verifica preventiva da parte dell’Agenzia delle Entrate che di fatto equipara i titolari di partita Iva, imprese, arti e professioni ai consumatori finali.

 

Ciò significa che saranno aumentate le verifiche dell’Agenzia delle Entrate, su chi compra auto fiscalmente usate in altri Paesi dell’Unione europea anche se soggetti esonerati dal versamento IVA.

 

Decreto Fiscale 2020: no all'esenzione IVA scuole guida

Il nuovo decreto fiscale 2020 ottempera anche alla decisione della Corte di Giustizia UE in merito all'esclusione dall'esenzione IVA per le scuole guida e cambia la normativa italiana.

 

In merito alla decisone della Corte, l'Agenzia delle Entrate con la risoluzione numero 79 di settembre 2019, aveva annunciato la conferma dell'obbligo per le autoscuole di versare l'IVA, finora escluse da questo adempimento.

 

Ora con la pubblicazione del testo del Dl Fiscale "disposizioni urgenti in materia fiscale" collegato alla Legge di Bilancio, l'obbligo per le scuole guida di applicare e liquidare l'IVA SENZA retroattività.

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