Rafforzamento patrimoniale imprese: cos'è come funziona e requisiti

Il governo si appresta a varare il Decreto Rilancio, che tra le tante misure prevede una forma di rafforzamento patrimoniale per le imprese. Ecco i dettagli

24 maggio 2020 16:12
Rafforzamento patrimoniale imprese: cos'è come funziona e requisiti

L’emergenza sanitaria legata al Coronavirus sta mettendo in ginocchio molte imprese del nostro Paese, alle prese con un’economia debole già prima della pandemia.

 

Il governo ha varato il Decreto Rilancio, che tra le tante misure prevede una forma di sostegno a favore di quelle impresee che decideranno di affrontare un rafforzamento patrimoniale.

 

Il Decreto Rilancio al varo dell’Esecutivo

In vigore con il tanto atteso Decreto Rilancio, una serie di misure introdotte dall’esecutivo per sostenere le famiglie, le imprese ed i lavoratori in quella che si prospetta come una crisi economica senza precedenti. La pandemia e il conseguente lockdown, infatti, hanno fermato le industrie, lasciando senza lavoro tantissime persone.

 

I numeri sull’economia che stanno arrivando sono da brividi. Il PIL italiano ha registrato nel 1° trimestre dell’anno una frenata del 4,7%, la flessione più ampia mai registrata prima dal dall’inizio del periodo di osservazione dell’attuale serie storica ossia dal primo trimestre del 1995.

 

Scioccanti anche i dati diffusi sempre dall’Istat sulle vendite al dettaglio e sulla produzione industriale di marzo. I consumi hanno registrato una flessione del 20,5% mentre la produzione delle imprese una contrazione del 28,4% rispetto a febbraio 2020. 

 

Si prospetta una recessione pesante, ma non solo in Italia, in tutto il mondo come anticipato anche dal Fondo Monetario Internazionale. Secondo l’FMI, infatti, l’economia globale si contrarrà del 3,3% nel 2020, con le economie avanzate che registreranno una frenata del PIL del 6% mentre i Paesi emergenti una contrazione dell’1%. Le previsioni per l’Italia parlano di un -9,1% nel 2020.

 

Misure per le imprese tra 5 e 50 milioni di euro

Tra le tante cose, il Decreto Rilancio prevede anche misure a sostegno delle imprese di medie dimensioni che decideranno di rafforzare il proprio capitale sociale. In estrema sintesi si parla di medie imprese tra 5 e 50 milioni che hanno perso almeno il 33% del fatturato. Prevista una detrazione d’imposta, in caso di aumento di capitale non inferiore ai 250 mila euro realizzato entro la fine dell’anno, del 20% della somma investita nel capitale sociale, fino ad un massimo di 2 milioni di euro.

 

Nello specifico, nella Bozza del Decreto è previsto che possano accedere a questo tipo di sostegno le società per azioni o società a responsabilità limitata che non operano nel settore bancario, finanziario o assicurativo e aventi sede legale in Italia che: 

  • presentino un fatturato annuo relativo al 2019, come risultante dal bilancio o dalla dichiarazione fiscale compreso tra 5 e 50 milioni di euro a seconda di varie specifiche;

  • abbiano subito, a causa dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 nei mesi di marzo e aprile 2020 (nel periodo gennaio – aprile 2020), una riduzione complessiva del fatturato rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente in misura non inferiore al 33%;

  • abbiano eseguito (dopo l’entrata in vigore del decreto legge) ed entro il 31 dicembre 2020 un aumento di capitale a pagamento non inferiore a 250 mila euro.

Le imprese devono soddisfare molte altre condizioni per ricevere questo tipo di aiuti, come trovarsi in situazione di regolarità contributiva e fiscale; trovarsi in regola con le disposizioni vigenti in materia di normativa edilizia ed urbanistica del lavoro, della prevenzione degli infortuni e della salvaguardia dell'ambiente; nessuna condanna a carico degli amministratori, dei soci e del titolare effettivo negli ultimi cinque anni, per reati  societari, tributari, contro il patrimonio, contro la pubblica amministrazione.

 

Questi incentivi non sono cumulabili con quelli emessi a favore delle start-up e delle PMI innovative.

 

Incentivi per le imprese più grandi 

Le imprese con oltre 50 milioni di fatturato, invece, dovranno rivolgersi a CDP per ottenere benefici dal rafforzamento patrimoniale. La Cassa Depositi e Prestiti, infatti, è stata chiamata a gestire un Patrimonio Destinato del Mef – Ministero dell’economia e delle finanze. 

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