I ristori

Decreto Ristori bis: partite Iva, fondo perduto codici Ateco, congedi

Non solo indennizzi anche cancellazione seconda rata Imu, credito d’imposta per affitti commerciali, sospensione versamenti contributivi, congedi, bonus

6 novembre 2020 07:52
Decreto Ristori bis: partite Iva, fondo perduto codici Ateco, congedi

Dovrebbe arrivare sul tavolo del Consiglio dei Ministri entro stasera il decreto Ristori bis, prima che scatti il nuovo lockdown a zone annunciato dal premier Conte per frenare i contagi Covid.

 

Le risorse saranno adeguate, attorno a 1,5-2 miliardi di euro, assicura il presidente del Consiglio, aggiungendo che gli stanziamenti ci sono ma se servirà sarà pronto a chiedere alle Camere un nuovo scostamento di bilancio.

 

Si lavora per ampliare la platea dei beneficiari individuati già nel primo decreto Ristori sulla base delle restrizioni imposte con il nuovo Dpcm 3 novembre, pensando al contempo anche all’indotto.

 

Tra le misure contenute nel decreto Ristori bis per le categorie danneggiate non ci saranno solo contributi a fondo perduto ma probabilmente anche la cancellazione della seconda rata Imu, la conferma del credito d’imposta per gli affitti commerciali, la sospensione dei versamenti contributivi, congedi per i genitori con i figli in DAD, rinnovo del bonus babysitter. Previsto anche uno stop agli adempimenti fiscali e nuovi bonus per le Partite IVA nelle nuove zone rosse.

 

Lockdown a zone annienterà 1,6 miliardi di euro di consumi

Al via da domani, 6 novembre 2020, il lockdown a zone approvato con il Dpcm del 3 novembre, che tra le tante cose prevede un coprifuoco nazionale dalle 22 alle 5 e chiusure dei negozi a seconda della zona di appartenenza della Regione. Serrata totale per le attività nelle zone rosse a rischio alto, ad eccezione di alimentari, farmacie e prodotti di prima necessità e chiusura dei centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi nelle zone gialle a rischio moderato.

 

Nei prossimi 30 giorni è prevista la sospensione dell’attività di circa 90mila pubblici esercizi, il 27% del totale, con 1,6 miliardi di euro di consumi in meno e 306mila lavoratori costretti a casa, rileva la Fipe-Confcommercio, la Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi – sottolineando che la situazione dei pubblici esercizi era già drammatica prima dell’ultimo provvedimento, con 10mila imprese in meno tra marzo e ottobre 2020, rispetto allo scorso anno.

 

L’associazione chiede al Governo di ampliare la dotazione economica del decreto Ristori ma anche di siglare un patto con il sistema bancario perché senza un’iniezione immediata di liquidità, “l’ecatombe imprenditoriale e occupazionale rischia di diventare irreversibile”.

 

Decreto Ristori bis da 2 miliardi per ampliare platea beneficiari indennizzi

In coda al lockdown a zone arriverà un decreto Ristori bis che mira ad integrare il precedente con nuovi beneficiari sempre sulla base del codice Ateco, come rosticcerie e pizzerie al taglio, penalizzate dal coprifuoco nazionale delle 22. Nella lista anche musei e bus turistici, per la chiusura totale dei primi sul territorio nazionale e gli effetti del coprifuoco sull’altro, ma anche tour operator e agenzie di viaggio, ambulanti, produttori di abiti da cerimonia e imprese del settore degli spettacoli pirotecnici, solo per citarne alcuni.

 

Siamo già all’opera per mitigare le ripercussioni negative che queste restrizioni avranno sull’attività economica, sui redditi e sul tessuto produttivo”, ha affermato il premier Conte in conferenza stampa, ribadendo di voler far arrivare gli indennizzi direttamente sui conti correnti degli operatori economici colpiti da queste misure tramite l’Agenzia delle Entrate. Il tutto il prima possibile ed in misura adeguata ad alleviare le sofferenze di quelle imprese costrette a chiudere o a ridurre la propria attività.

 

Ci sono poi tutte quelle categorie toccate indirettamente dalla stretta, l’indotto, con il ristoro che potrebbe arrivare dal fondo anti-Covid della manovra, pari a 4 miliardi di euro ma destinato a salire. Si pensa in particolare ai grossisti con forniture esclusive legati ad esempio al settore del turismo, alla filiera agroalimentare, al commercio all’ingrosso di carta e cartone.

 

Contributi a fondo perduto: percentuali in aumento con Ristori bis

Il decreto bis non solo aumenterà la platea dei beneficiari dei ristori ma vedrà anche un aumento delle percentuali di indennizzo. Secondo alcune indiscrezioni, bar, pasticcerie e gelaterie nelle zone rosse potrebbero arrivare ad ottenere risarcimenti per il lockdown pari al 200%, invece del 150% ricevuto nei mesi passati, proprio come tutte le altre attività sottoposte a chiusura, poiché a loro sarà consentito il solo asporto e la consegna a domicilio.

 

Altri ipotizzano invece un meccanismo di ristoro diviso in due tempi, che prevede un acconto a forfait per tutte le attività coinvolte dal lockdown a zone da corrispondere subito e un saldo successivo da calcolarsi sulla base dell’effettivo calo di fatturato registrato nel periodo di chiusura da erogare successivamente.

 

Si vuole evitare a tutti i costi che la fretta nel prendere questo tipo di decisioni possa portare ad elargire fondi con criteri inadeguati.

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