Bonus risparmio energetico

Bonus stufa a pellet 2020: cos'è come funziona, Ecobonus 110% novità

Bonus stufa a pellet 2020 cos'è come funziona detrazione fiscale 50% o 65% Ecobonus 110% documenti bonifico parlante, sconto fattura novità bonus bancomat

16 ottobre 2020 09:05
Bonus stufa a pellet 2020: cos'è come funziona, Ecobonus 110% novità

Bonus bancomat 2020:

 

*** Bonus bancomat 2020 ultime notizie 16 ottobre:

Grazie al bonus bancomat 2020 per le spese effettuate a partire dal 1° dicembre, i cittadini otterranno un rimborso di 300 euro su un massimo di spesa di 3.000 euro, in pratica si tratta di uno sconto del 10% sul totale delle spese, ad esclusione di quelle online.


Oltre al bonus bancomat 2020 previsto anche un super cashback con premio da 3.000 euro per i primi 100.000 cittadini che faranno più transazioni i

 

Superbonus 110 ultime notizie 1 ottobre:

Nel decreto Rilancio 2020 in sede di conversione in legge sono state approvate le seguenti novità Ecobonus 110%:

  • estensione Ecobonus 110 per cento: approvata la proposta di aumentare la detrazione Ecobonus e Sismabonus al 110% cd. “superbonus” , misura fortemente voluta dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro, anche alle seconde case (villette mono e bifamiliari e condomini), al terzo settore e alle associazioni e società sportive dilettantistiche limitatamente agli spogliatoi. Restano escluse le abitazioni più lussuose, le ville e i castelli.

  • Il superbonus viene inoltre esteso fino al 30 giugno 2022 solo per gli interventi di efficienza energetica per le case di edilizia popolare. Si potrà beneficiare della detrazione solo per interventi effettuati su un massimo di due unità immobiliari, fermo restando il riconoscimento, senza limitazioni, delle stesse detrazioni per gli interventi effettuati sulle parti comuni dell'edificio. 

 

Ecobonus 110%: quando spetta?

Il nuovo bonus 110% e si applica alle spese sostenute dai contribuenti dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021. La detrazione potrà essere spalmata in cinque quote annuali di pari importo o tramite sconto in fattura o cessione del credito.

 

Tale percentuale è applicabile a tutti gli interventi oggi incentivati con l’ecobonus «a condizione che siano eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi» elencati di seguito. Pertanto al esempio il bonus 110% è fruibile solo se agganciato a questi interventi trainanti ad alta efficienza energetica.

 

Per poter accedere al 110%, gli interventi devono assicurare, oltre al rispetto dei requisiti tecnici minimi indicati dalla legge, il miglioramento di almeno 2 classi energetiche dell’edificio. Nel caso in cui non sia possibile, sarà sufficiente il conseguimento della classe energetica più alta, «da dimostrare mediante l’attestato di prestazione energetica (Ape), rilasciato da tecnico abilitato nella forma della dichiarazione asseverata».

 

Ecco gli Interventi di riqualificazione energetica che se associati all'Ecobonus danno diritto al 110%:

  • isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali che interessano l’involucro dell’edificio - sia unifamiliare sia condominiale, pare di capire - con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio (il cappotto termico, con spese non superiori a 60mila euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio);

  • interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici o alla microcogenerazione (ammontare delle spese non superiore a 30mila euro moltiplicato per il numero di unità immobiliari che compongono l’edificio, incluse le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito);

  • interventi sugli edifici unifamiliari per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a pompa di calore, inclusi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici o alla microcogenerazione (ammontare delle spese non superiore a 30mila euro, compreso lo smaltimento e la bonifica dell’impianto sostituito).

 

Bonus stufa a pellet 2020:

Bonus stufa a pellet 2020 al 50% o 65%: in base a quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2020 il bonus stufa a pellet è stato prorogato per un altro anno.

 

Per cui chi vuole usufruire della detrazione stufa a pellet deve provvedere a dichiarare nella dichiarazione dei redditi tramite modello 730 e nuovo modello Redditi ex Unico mentre lo sconto Irpef del 50% o del 65% a seconda che la spesa sostenuta dal contribuente rientri rispettivamente nella detrazione del bonus ristrutturazioni o Ecobonus per il risparmio energetico, è in vigore solo fino alla fine dell'anno.

 

Andiamo a vedere quindi le novità bonus stufa a pellet 2020 che saranno introdotte con la Legge di Bilancio 2020 ed il Decreto fiscale 2020, vediamo quali.

 

Stufa a pellet cos'è e come funziona?

Che cos’è una stufa a pellet?

  • La stufa a pellet è un sistema di riscaldamento molto simile ad una tradizionale stufa a legna che per riscaldare l’ambiente circostante, utilizza come combustibile solido: il pellet, un prodotto ecologico ed economico in quanto costituto da scarti di lavorazione del legno come ad esempio la segatura.

  • La stufa a pellet, quindi, oltre ad essere molto vantaggiosa dal punto di vista dei prezzi di acquisto e di installazione rispetto a quelli applicati alle tradizionali caldaie, risulta conveniente anche dal punto di vista dei bassi costi di gestione e dei consumi. 

  • In commercio, esistono diverse tipologie di stufa a pellet e in media i costi medi di acquisto si aggirano da un minimo di 700 euro fino ad un massimo di 3.000 euro per i modelli multifunzioni mentre i prezzi per acquistare il pellet sono: un sacco da 15 Kg in media costa sulle 4 euro.

 

Conviene comprare una stufa a pellet?

Diciamo che la convenienza nell’acquistare una stufa a pellet anziché una gas o elettrica, dipende da vari fattori quali ad esempio:

  • l’ampiezza dell’ambiente da riscaldare e i consumi;

  • se si accende solo la sera o per tutto il giorno. 

Comunque sia, bisogna ricordare che quest’anno è ancora possibile beneficiare delle detrazioni fiscali sull’acquisto della stufa a pellet pari al 50% o al 65% a seconda che l’acquisto rientri nel bonus ristrutturazioni edili o nell'Ecobonus per il risparmio energetico, scaricabili entrambi dalla dichiarazione dei redditi. Vediamole nel dettaglio nel prossimo paragrafo. 

 

Stufa a pellet 2020 detrazione 50 o 65%:

Per i contribuenti che acquistano una stufa a pellet hanno la possibilità di beneficiare nel 2020 di una importante agevolazione fiscale che consente di ottenere un consistente sconto Irpef sul prezzo complessivo.

 

Ciò significa che se quest’anno acquisto una stufa a pellet posso detrarmi in 10 quote annuali a partire dalla prossima dichiarazione dei redditi, il 50% o il 65% della spesa totale.

 

In particolare, la percentuale di sconto Irpef da applicare sul prezzo di acquisto e installazione della stufa a pellet, dipende dal tipo di detrazione fiscale di cui si beneficia, infatti, se l’acquisto avviene a seguito di una ristrutturazione edile, allora si ha diritto alla detrazione bonus ristrutturazione al 50% mentre se viene fatto per accrescere l’efficientamento energetico dell’abitazione, che deve essere debitamente documentato dal tecnico, si ha diritto alla detrazione Ecobonus al 65%.

  • Bonus stufa a pellet 2020 detrazione o sconto 50%: è l’agevolazione che spetta ai contribuenti se l’acquisto della stufa avviene a seguito di interventi di ristrutturazione edilizia agevolabili con il bonus ristrutturazioni. Se l’acquisto e l’istallazione della stufa rientra nel suddetto bonus, allora il contribuente ha diritto ad uno sconto Irpef del 50% sulla spesa totale detraibile in 10 rate annuali di pari importi su una spesa massima di 96 mila euro.

  • Bonus Stufa a pellet 2020 al 65%: è l’agevolazione fiscale che spetta ai contribuenti nel caso in cui l’acquisto e l’istallazione della stufa a pellet, serve a migliorare l’efficienza energetica della casa. Qualora la spesa sia agevolabile con l’Ecobonus poiché gli interventi eseguiti sono di riqualificazione energetica, la spesa stufa a pellet è detraibile dalla dichiarazione dei redditi tramite 730 o medello Redditi ex Unico, per il 65% a patto che il rendimento energetico, ottenuto con la stufa a pellet o altro sistema, sia superiore all’85%. Il 65% è fruibile anche sotto forma di sconto immediato.

 

Bonus stufa a pellet 2020 limiti e requisiti:

Il limite massimo di spesa detraibile è pari a 30 mila euro di spesa, a patto che vengano rispettati i seguenti requisiti:

  • rendimento utile nominale minimo conforme alla classe 3 della norma europea EN 303-5, quindi più alto dell’85%;

  • rispetto dei limiti di emissione fissati dal Decreto Legislativo 152/2006 o dalle delibere regionali;

  • uso di biomasse combustibili ammissibili;

  • per le abitazione ubicate nelle seguenti zone climatiche C, D, E, F, le porte, finestre etc devono rispettare i limiti massimi di trasmittanza termica fissati ai sensi del D.lgls. 192/2005.

Forse ti interessa anche la detrazione fiscale condizionatori e climatizzatori.

 

Stufa a pellet spesa detraibile: documenti e come pagare

I contribuenti interessati a beneficiare della detrazione spesa stufa pellet 2020, e fruire quindi delle agevolazioni fiscali del 50% o del 65% a seconda che l’acquisto sia agevolabile con il bonus ristrutturazioni o Ecobonus, occore seguire alcune importanti istruzioni e regole stabilite dall’Agenzia delle Entrate:

 

1) la detrazione spetta solo se l’installazione della stufa a pellet è eseguita da un tecnico qualificato e autorizzato a rilasciare il certificato di conformità sulle capacità termiche del prodotto;

 

2) se il pagamento della stufa a pellet avviene attraverso il cd. bonifico parlante bancario o postale, ossia, uno speciale bonifico in cui devono essere indicati obbligatoriamente i seguenti dati:

  • Dati anagrafici di chi acquista e di chi vende, codice fiscale o partita Iva;

  • Causale di versamento: nel bonifico va inserito il giusto riferimento normativo: se l’acquisto beneficia della detrazione fiscale del 50%, il bonifico di pagamento è per lavori di ristrutturazione edilizia (art. 16-bis DPR 22 dicembre 1986 n. 917. Pagamento della fattura n. XY del giorno/mese/anno. Se invece beneficia della detrazione spesa del 65% la dicitura è: Lavori di riqualificazione energetica. Detrazione 65%, ai sensi dell’art.1, commi 344-347, Legge 27 dicembre 2006, n. 296. Pagamento della fattura n. XY del giorno/mese/anno.

3) Trasmettere all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori la dichiarazione del produttore sulle capacità termiche della stufa a pellet.

 

4) Dividere la spesa complessiva scontata del 65% o del 50% in 10 quote annuali di pari importo e portare a detrazione la prima quota sulla prima dichiarazione dei redditi utili, compilando i relativi quadri del modello 730/2019 o modello Redditi 2019 ed indicando i dati catastali dell’immobile oggetto di ristrutturazione o riqualificazione energetica.

 

5) Produrre tutta la documentazione relativa alla stufa a pellet compreso il certificato di conformità ed il bonifico che dimostra l’acquisto, al Caf, commercialista o a chi presta l’assistenza fiscale. I documenti vanno poi conservati per eventuali accertamenti fiscali da parte dell’Agenzia delle Entrate.

COPYRIGHT THEITALIANTIMES.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA