Dl Semplificazioni 2020: appalti pubblici accelerati e senza gara

Snellire e velocizzare gli appalti pubblici per il rilancio economico del Paese. Questo il piano del Governo contenuto nel Dl Semplificazioni 2020

8 luglio 2020 10:20
Dl Semplificazioni 2020: appalti pubblici accelerati e senza gara

DL Semplificazioni 2020 appalti e gare, ultime novità:

 

***Dl Semplificazioni 2020 ultime notizie 8 luglio 2020: via libera del Consiglio dei ministri al Dl Semplificazioni, ma bisognerà aspettare ancora qualche giorno per la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale, in quanto "l'intesa è tecnica”.

 

Abbiamo fatto alcune modifiche, ma abbiamo bisogno di qualche giorno per la versione finale", ha dichiarato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte definendola la "madre di tutte le riforme", un “trampolino di lancio di cui l'Italia ha bisogno per il rilancio del Paese”.

Sbloccate 130 opere strategiche per il paese.

 

Dl Semplificazioni 2020: appalti pubblici accelerati e senza gara

La realizzazione delle opere pubbliche deve ripartire in fretta, ad una velocità doppia rispetto al passato, per una ripresa economica che ci possa portare fuori dalla recessione causata dalla pandemia.

 

Il governo stima, infatti, che ogni euro investito in un cantiere ne genera 4-5 nell'indotto, con il settore costruzioni che come gli altri sta registrando pesanti perdite e fatica a riprendersi.

 

Appalti pubblici: servono procedure più snelle e veloci 

Il nuovo Decreto Semplificazioni, che potrebbe essere approvato in settimana dal Consiglio dei ministri, prevede novità importanti sui contratti per la realizzazione di opere pubbliche, allo scopo di rendere le procedure per gli appalti più snelle e veloci.

In particolare, l’esecutivo sta vagliando alcune misure per agevolare il settore, in deroga per circa un anno al codice degli appalti, fino a luglio o dicembre del 2021.

 

La bozza del Dl Semplificazioni 2020 contiene 48 articoli, suddivisi in tre capi: semplificazioni in materia di contratti pubblici e edilizia; semplificazioni procedimentali e responsabilità; misure di semplificazione digitale e per il sostegno e la diffusione dell’amministrazione digitale. 

 

La prima voce mira a velocizzare i cantieri, riducendo le procedure a 2 soglie rispetto alle 5 attuali, per le opere fino a 150 mila euro e oltre i 150 mila euro. Nel primo caso, anche se sembra non esserci ancora un accordo definitivo sulla soglia, i lavori sarebbero assegnati senza gara, per affidamento diretto. Nel secondo caso, invece, è prevista una trattativa diretta con almeno 5 operatori.

 

Diversa la situazione per i contratti sopra la soglia comunitaria dei 5 milioni di euro, per i quali resta la necessità di fare un bando, ma applicando procedure accelerate anziché ordinarie. Le procedure accelerate si applicherebbero anche a una serie di opere di rilevanza nazionale individuate dalla presidenza del Consiglio e dal Ministero dei Trasporti per superare la fase di emergenza.

 

Resterà in vigore la normativa antimafia, per arginare i rischi di infiltrazione, ma la certificazione sarà controllata ex post fino a luglio 2021.

 

Critica l’Ance: bisogna fare attenzione alla concorrenza

Preoccupato per la concorrenza il presidente dell'Ance - Associazione nazionale costruttori edili, Gabriele Buia. “In questo decreto che leggiamo, se il testo sarà mantenuto, non possiamo concordare su queste accelerazioni per procedure fino a 5 milioni di euro", poiché "questo passaggio toglie la possibilità di concorrenza, toglie la possibilità di partecipare. Non si può dire che possono partecipare solo cinque imprese. Noi abbiamo necessità di allargare la partecipazione, altrimenti si lede la concorrenza”.

 

Non è la gara d'appalto il problema, aggiunge poi Buia, "ma sono le procedure a monte, non le vediamo nelle bozze. Al Governo chiederemo di intervenire sulle procedure a monte". Solo il 9% delle opere pubbliche risultano ferme per complessità del quadro normativo di riferimento in materia di appalti pubblici. Il 43% risultano bloccate prima dell’apertura dei cantieri per cause procedurali amministrative, il 36% per cause finanziarie, mentre il 19% non arrivano alla gara a causa di decisioni politiche. Per un terzo dei casi, si presenta più di una causa di blocco.

 

Secondo i dati dell’Agenzia per la coesione territoriale, in media ci vogliono 4,4 anni per realizzare un’opera pubblica, mentre per le grandi opere servono quasi 16 anni.

 

Critiche al Dl Semplificazioni anche da parte di Filippo Delle Piane, presidente di Ance Genova e vicepresidente dell’Ance nazionale. “Se per far funzionare le cose devi derogare a tutte le regole che hai imposto, forse devi pensare che quelle regole non vanno. Non sarebbe più logico avere regole che funzionano e quelle applicare, salvo che in situazioni di emergenza come il crollo del Morandi?

 

Delle Piane teme per le imprese del settore, che con molta probabilità “non riusciranno a uscire da questa situazione. Gli scenari più pessimisti ipotizzano il 20% a livello nazionale”.

 

Ottimista invece il presidente Ali - Autonomie Locali Italiane, Matteo Ricci, sottolineando che gran parte dei lavori pubblici vengono fatti dagli enti locali. “Con il codice degli appalti attuale – ha osservato Ricci - rischiamo di mettere in moto i cantieri nei prossimi due anni, mentre abbiamo bisogno di farli partire nei prossimi due mesi. Ho visto un’anteprima del Decreto Semplificazioni: da amministratore dico ‘magari si andasse avanti in quella direzione’. Perché così saremo finalmente in grado di spendere velocemente le risorse. Facendo dei lavori pubblici un elemento di traino della ripresa: parlo di scuole, manutenzioni stradali, ciclabili, arredo urbano”.

 

Riforma appalti per sbloccare 70 miliardi nel 2020

La riforma degli appalti punta a sbloccare circa 70 miliardi di euro quest’anno e più o meno la stessa cifra nei prossimi due anni, arrivando così in tre anni a liberare i 220 miliardi di opere previste dalle leggi degli anni passati e non ancora realizzate.

 

Secondo i dati del Rapporto annuale sulle infrastrutture strategiche e prioritarie il fabbisogno di infrastrutture strategiche dell’Italia ammonta a 273 miliardi di euro, di cui 219 per opere prioritarie, e risulta assistito da una copertura finanziaria pari a 199 miliardi di risorse pubbliche e private, il 73% del costo complessivo.

 

I soldi sembrano esserci, dunque, non resta che far partire i lavori pubblici, volano per la crescita economica del Paese in quanto portano denaro nel tessuto imprenditoriale, occupazione, consumi e maggiori investimenti.

 

Altre importanti novità

La bozza del Dl Semplificazioni prevede anche altre importanti novità, che vanno dalla trasformazione digitale della Pubblica amministrazione, attraverso autocertificazioni che si potranno fare via app e banche dati che si parlano, alla revisione della responsabilità erariale e dell'abuso d'ufficio, limitati alla sola colpa grave e dolo.

 

Ridotti i tempi di durata del procedimento per la Valutazione di impatto ambientale (Via), che in alcuni casi arrivano addirittura a dieci anni.

 

Previsto anche un Fondo per la prosecuzione delle opere, per evitare stop a causa di temporanea mancanza di fondi. Secondo alcuni dati soltanto l’11% dei lavori finanziati è stato ultimato, la metà risulta in fase di progettazione mentre solo il 21% è in corso.

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