Evasometro conti correnti: cos'è e come funziona il controllo?

«Cos'è l'Evasometro 2019? Come funziona, cosa controlla l'algoritmo dell'Agenzia delle Entrate Risparmiometro, chi è a più rischio controllo evasione fiscale»

L'Evasometro è il nuovo strumento di verifica e controllo in dote all'Agenzia delle Entrate, è partito ufficialmente.

 

Dal 2 settembre 2019, l'algortitmo cd. Risparmiometro è quindi applicato non solo alle aziende ma anche sui privati cittadini, con l'obiettivo di stanare i furbetti dell'evasione fiscale.

 

L'evasometro, va quindi ad aggiungersi agli altri strumenti di cui dispone l'Amministrazione Finanziaria ma attenzione perché tale applicazione è stata introdotta dal governo Monti nel 2012 con il nome di risparmiometro, ma solo ora, dopo ben 7 anni, è diventato finalmente operativo.

 

Lo scopo primario dell'Evasometro 2019 è recuperare tra i 10 e i 15 miliardi, insieme alla fatturazione elettronica e allo scontrino digitale.

 

Cos'è l'Evasometro 2019?

Che cos'è l'Evasometro 2019? L'Evasometro 2019 è il nuovo strumento in dote all'Agenzia delle Entrate atto alla verifica e al controllo dei conti correnti, e non solo, dei cittadini privati e delle società, aziende, professionisti ecc.

 

L'Evasometro, non è però uno strumento del tutto nuovo, infatti, è stato introdotto nel 2012 dall'allora Governo Monti con il nome di Risparmiometro / Evasometro ma solo oggi, dopo 7 anni, è diventato operativo e regolarmente utilizzato dall'Amministrazione Finanziaria, con l'obiettivo ben preciso di scovare gli evasori fiscali.

 

Pertanto l'Evasometro e Risparmiometro sono le facce della stessa medaglia.

 

Evasometro come funziona:

Come funziona l'Evasometro 2019:

  • il meccanismo dell'evasometro si fonda sull'utilizzo di uno speciale algoritmo in grado di incrociare i movimenti bancari dei contribuenti con i redditi che sono stati comunicati da loro stessi al fisco attraverso la dichiarazione dei redditi.

  • I controlli avvengono quindi utilizzando una grandissimo database, chiamato SuperAnagrafe, e facendo incrociare i dati delle comunicazioni bancarie con altri dati utili, come ad esempio le informazioni contenute nei 730 e i nomi di chi è ritenuto a rischio evasione. 

  • Qualora l'algoritmo evidenzi casi di spese eccessive rispetto a quanto dichiarato, scattano ulteriori verifiche della Guardia di Finanza. 

  • Al contribuente in sede di contraddittorio, spetta poi il compito di spiegare le presunte anomalie, fornendo la documentazione necessaria ovvero "dati e notizie rilevanti ai fini dell’accertamento nonché avviare, in caso di accertamento, il procedimento per adesione".

  • Nel caso in cui poi, le prove portate dal contribuente, non fossero ritenute sufficienti a spiegare l'incongruità rilevata, allora l'Agenzia delle Entrate, potrebbe procedere ad applicare la cd. tassa sui risparmi solo per quella parte che, secondo l'Evasometro ed i controlli dell'Agenzia delle Entrate, è ritenuta troppo altra rispetto ai redditi dichiarati in precedenza.

  • Con Il risparmiometro si inverte l’onere della prova: se sul conto corrente ci sono pochi movimenti è possibile che sia alto il rischio di evasione.

 

Evasometro: cosa controlla l'Agenzia Entrate

Cosa controlla l'Evasometro 2019?

L'Agenzia delle Entrate con il cd. Evasometro/Risparmiometro verifica non solo i risparmi, giacenze medie sul conto corrente, i flussi mensili in entrata e uscita, i saldi iniziali e i saldi finali dell’anno, ma anche altre fonti di reddito, quali:

  • conto corrente;

  • carta di credito;

  • conto deposito;

  • prodotti finanziari;

  • obbligazioni.

Con questo tipo di verifiche, pertanto, le anomalie sui redditi dichiarati si possono estendere a tutti i prodotti finanziari che un cittadino possiede.

 

Da ricordare inoltre che qualora l'algoritmo rilevi uno scostamento del 20% al contribuente viene sempre data la possibilità di difendersi. Per maggiori informazioni su tale eventualità leggi anche il nostro articolo di approfondimento Risparmiometro come difendersi dai controlli conto correnti e dall'invito a comparire dell'Agenzia delle Entrate.

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