FCA chiede aiuti di Stato SACE per 6,3 miliardi. Monta la polemica

Monta la polemica attorno alla decisione di FCA di chiedere un prestito garantito a SACE, con agevolazioni Decreto Liquidità, novità decreto Semplificazioni

18 maggio 2020 15:01
FCA chiede aiuti di Stato SACE per 6,3 miliardi. Monta la polemica

Monta la polemica attorno alla decisione di FCA di chiedere un prestito garantito a SACE da 6,3 miliardi di euro, usufruendo delle agevolazioni previste dal Decreto Liquidità.

 

Pd, Azione e 5Stelle criticano la mossa dell’azienda, che nel 2014 ha scelto di portare la sede legale in Olanda e quella fiscale in Gran Bretagna. Conte replica: “E’ un’azienda italiana che occupa tantissimi lavoratori”.

 

FCA chiede a SACE finanziamento da 6,3 miliardi di euro

FCA Italy ha avviato una procedura con il Governo italiano per l’ottenimento di una garanzia da SACE per il perfezionamento di una linea di credito destinata esclusivamente al sostegno della filiera dell’automotive in Italia, composta da circa 10.000 piccole e medie imprese. A tale riguardo, spiega l’azienda in una nota rispondendo ad alcune indiscrezioni stampa, è stato avviato un dialogo con il primo gruppo bancario italiano, Intesa Sanpaolo.

 

FCA conferma dunque di aver avviato una procedura con il Governo italiano (il Ministero dell’Economia e Finanze - MEF, e il Ministero dello Sviluppo Economico - MISE) per l’ottenimento di una garanzia da SACE, l’agenzia italiana per il credito all’export (parte del gruppo a partecipazione statale Cassa Depositi e Prestiti S.p.A.), il tutto secondo quanto previsto dal c.d. Decreto Liquidità recentemente emanato.

 

In base alle disposizioni del Decreto l’ammontare della linea di credito dovrebbe essere pari al 25% del fatturato consolidato delle società industriali del gruppo FCA in Italia e cioè fino a 6,3 miliardi di euro.

 

Questa nuova linea di credito con gli Aiuti di Stato nel decreto Rillancio garantirà la ripartenzadel comparto automotive che riveste un ruolo chiave nell’industria italiana. Da solo equivale a circa il 6,2% del PIL italiano e da occupazione a circa il 7% dell’intero settore manifatturiero.  

 

I numeri di FCA in Italia

FCA rivendica l’importanza del proprio ruolo in Italia nel settore, spiegando di essere il fulcro del comparto insieme ai suoi fornitori. È la più grande società industriale in Italia, che impiega in maniera diretta 55.000 persone in 16 stabilimenti produttivi e 26 poli dedicati alla Ricerca e Sviluppo.

 

Inoltre, più di 200.000 posti di lavoro nelle 5.500 società fornitrici italiane altamente specializzate, sono direttamente legati al successo della continuità operativa della Società. Altri 120.000 posti di lavoro in 12.000 imprese di tutte le dimensioni sono coinvolti nei concessionari e nell’assistenza ai clienti a supporto dell’industria automobilistica italiana. Inoltre, il 40% del fatturato annuale dal settore italiano della componentistica automotive - pari a 50 miliardi di euro – deriva dalle commesse di FCA.

 

Il posizionamento di FCA sarà poi rafforzato nei prossimi anni dall’ampio piano di investimenti già presentato e confermato come testimoniano i recenti avvii della produzione dei nuovi modelli Fiat 500 elettrica a Torino e Jeep Renegade e Compass PHEV a Melfi.

 

In base ad un innovativo meccanismo, applicato inizialmente alla filiera automotive, tutte le erogazioni derivanti dalla linea di credito sarebbero gestite attraverso conti correnti dedicati, accesi con Intesa San Paolo al solo scopo di supportare la gestione operativa dei pagamenti alla filiera italiana dei fornitori, sostenendone i livelli di liquidità e garantendo al contempo la ripartenza delle produzioni e gli investimenti negli impianti italiani.

 

Conte spegne la polemica: “È un'azienda italiana che occupa tantissimi lavoratori”

“Senza imbarcarci in discussioni su che cosa è un paradiso fiscale credo si possa dire con chiarezza una cosa: un’impresa che chiede ingenti finanziamenti allo Stato italiano riporta la sede in Italia”, scrive in un tweet il vicesegretario del Pd, Andrea Orlando trovando appoggio anche in alcuni esponenti di Azione e 5Stelle. FCA, infatti, ha scelto nel 2014 di portare la sede legale in Olanda e quella fiscale in Gran Bretagna.

 

Immediata la replica del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Il premier ha spiegato che “FCA è un'azienda italiana che occupa tantissimi lavoratori". “Non stiamo parlando di privilegi. FCA sta a monte di una catena dove ci sono fabbriche italiane, c’è lavoro italiano e si produce in Italia. C’è un problema di competizione di ordinamenti. Inghilterra o Olanda, dobbiamo chiederci: perché vanno lì? Noi dobbiamo rendere più attraente il nostro ordinamento giuridico. Stiamo introducendo modifiche societarie nel dl Semplificazioni per scongiurare la maggiore competitività di altri Paesi dell’Ue, che per me è inaccettabile. Non intendiamo più concedere questi vantaggi ai nostri competitor”, osserva Conte.

 

Riguardo a Fca e decreto Semplificazioni il presidente del Consiglio Conte ha detto “Se Fca beneficia dei finanziamenti significa che rientra nelle disposizioni del decreto. È vero, la capogruppo risiede all’estero. Però le fabbriche e i lavoratori producono in Italia”.

“Il tema - ha aggiunto Conte – lo affronteremo più specificamente nel decreto Semplificazioni. Vogliamo rendere il nostro Paese maggiormente attrattivo per le aziende, anche dal punto di vista fiscale”.

 

Dalla parte di FCA i sindacati

Dalla parte di FCA i sindacati. Per il leader della Uilm, Rocco Palombella "si tratta di un prestito finalizzato ad alimentare fornitori e investimenti a mercato fermo". I sindacalisti lamentano in coro l'assenza di provvedimenti a favore del mercato auto nel Decreto Rilancio del governo.

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