Contributo a fondo perduto: guida agenzia entrate domanda e invio

Decreto Rilancio contributi a Fondo Perduto 2020 al via le domande dal 15 giugno cosa sono come funzionano, a chi spettano soggetti esclusi bonus 600 euro

12 giugno 2020 10:10
Contributo a fondo perduto: guida agenzia entrate domanda e invio

Con il decreto Rilancio 2020 sono in arrivo i contributi a fondo perduto a favore di imprese e professionisti. L'aiuto potrà variare da 1000 euro fino a un massimo oltre i 50 mila euro.

 

In base a quanto previsto dal testo del decreto Rilancio pubblicato in Gazzetta Ufficiale e dal provvedimento Prot. n. 0230439/2020 del 10 giugno dell'Agenzia delle Entrate, il governo, ha previsto l'accesso al famoso Fondo perduto solo a beneficiari in possesso di determinate condizioni.

  • Il fondo perduto è riconosciuto «a favore dei soggetti esercenti attività d’impresa e di lavoro autonomo e di reddito agrario, titolari di partita iva». 

  • Sono escluse le imprese che hanno cessato l’attività alla data del 31 marzo scorso;

  • L’impresa che ne fa richiesta deve avere registrato nel mese di aprile 2020 un calo dei ricavi di almeno un terzo rispetto allo stesso periodo del 2019.

  • per le società costituite da poco (tutte le attività nate a partire dell’1 gennaio 2019)e per le aziende che ricadono nelle zone rosse chiuse prima del lockdown, l'accesso al fondo perduto non dipende dall’andamento del fatturato nel 2020.

In pratica il decreto Rilancio Fondo perduto prevede per imprese e i professionisti con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel 2019 che abbiano subito una perdita nei ricavi a causa dell'epidemia, la possibilità di accedere ad un contributo in soldi erogato direttamente sul proprio conto corrente dallo Stato che non dovrà essere restituito.

 

Gli interessati a richiedere i contributi a fondo perduto 2020 introdotti dal Dl Rilancio, devono presentare un’apposita istanza, anche tramite intermediario, dal 15 giugno al 24 agosto 2020, il contributo poi sarà pagato direttamente dall’Agenzia delle Entrate con accredito sul conto corrente del soggetto richiedente. 

 

Guida alla domanda fondo perduto agenzia entrate pdf:

 

Contributo a Fondo perduto soggetti inclusi:

Il decreto Rilancio riconosce la possibilità di fruire del contributo a fondo perduto a:

  • soggetti, imprese o professionisti, che non hanno superato, nell’anno 2019, ricavi o compensi di importo complessivo non superiore a 5 milioni di euro. 

  • spetta qualora si sia subita una riduzione di almeno 2/3, nel mese di aprile, rispetto allo stesso mese dell’anno precedente;

  • altresì spetta anche ai contribuenti che hanno iniziato l’attività dal 1° gennaio 2019. 

 

Fondo Perduto chi sono i soggetti esclusi

I soggetti esclusi dal benficio del Fondo perduto sono:

  • soggetti la cui attività risulti cessata alla data del 31 marzo 2020. 

  • i contribuenti che hanno diritto alla percezione delle indennità previste dagli articoli 27, 38 o 44 del decreto Cura Italia (D.L. n. 18/2020). Ma l'esclusione non è per tutti. Per gli esercenti arti e professioni iscritti alla gestione separata INPS che hanno già percepito con riferimento al mese di marzo dell’anno 2020, il bonus 600 euro, hanno diritto ad ottenere automaticamente lo stesso importo, con riferimento al successivo mese di aprile sembra che siano esclusi dal fondo perduto mentre per gli artigiani e commercianti, che hanno beneficiato del bonus di 600 euro con il decreto Cura Italia, potrebbero essere ammessi. Si attendono comunque chiarimenti ufficiali.

 

Contributo a fondo perduto: quanto spetta?

Quanto spetta di contributo a fondo perduto? In base a quanto previsto dalla bozza di testo del decreto Rilancio, e in quanto tale passibile a modifiche, l'ammontare del contributo è calcolato applicando una determinata percentuale alla differenza tra l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 e l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019, ovvero:

  • 20% per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a 400.000 euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto; 

  • 15% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 400.000 euro e inferiori a 1.000.000 euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto; 

  • 10% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 1.000.000 euro e inferiori a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto. 

 

L’ammontare del contributo a fondo perduto è riconosciuto per un importo non inferiore: 

  • a 1.000 euro per le persone fisiche;

  • a 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

 

Contributo a fondo perduto: domanda scadenza e pagamento

Come fare a richiedere i contributi a fondo perduto:

  • I contribuenti interessati a richiedere il contributo a fondo perduto dovranno presentare un’apposita domanda, anche tramite intermediario. 

  • La domanda fondo perduto deve essere presentata dal 15 giugno al 24 agosto.

Il contributo spettante sarà poi corrisposto direttamente dall’Agenzia delle Entrate con accredito diretto sul conto corrente del soggetto richiedente. 

 

Contributi a fondo perduto antimafia e sanzioni:

Per presentare la domanda contributi a fondo perduto all'Agenzia delle Entrate, occorre compilare il modulo online ed allegare la cd. autocertificazione di regolarità antimafia.

 

Con tale autocertificazione il dichiarante, ai sensi della vigente normativa antimafia, dichiara che nei propri confronti non sussistono le cause di  divieto, di decadenza o di sospensione  previste dall’art. 67  del  D.Lgs. n. 159/2011 e successive modificazioni ed integrazioni.

 

Le sanzioni per per chi rilascia false autocertificazioni antimafia prevedono da 2 a 6 anni di reclusione.

 

 

Sanzioni contributi a fondo perduto non dovuti:

  • recupero delle somme non spettanti, maggiorate dalle sanzioni (dal 100 al 200% dell’importo erogato e non spettante) e gli interessi del 4% annuo.

  • sanzione penale,  reclusione da sei mesi a tre anni.

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