Brunelli e Resca, la storica accoppiata che ha fatto la mossa giusta

Il patron di Finiper non fa pagare due mesi di affitto nei suoi centri commerciali agli associati a Confimprese, unico gesto di solidarietà tra aziende

2 maggio 2020 12:06
Brunelli e Resca, la storica accoppiata che ha fatto la mossa giusta

A Marco Brunelli, Giovanni Agnelli invidiava le collezioni d’arte, soprattutto antica, e non lo nascondeva quando andava a trovarlo nella sua bella casa milanese, dalle parti di Villa Necchi a Milano. Eppure, tanto era personaggio pubblico l’Avvocato, tanto è tuttora sconosciuto ai più e riservatissimo il proprietario di Finiper, catena di supermercati da quasi 3 miliardi di fatturato con il fiore all’occhiello del centro commerciale di Arese, il più grande d’Europa. Arese avrebbe potuto essere ancora più grande,  occupare altre 2500 persone e avere addirittura una pista di scì sul tetto come a Dubai, se la minaccia della chiusura domenicale cavalcata per qualche tempo dai grillini non avessero indotto Brunelli a riconsiderare i piani di sviluppo. 

 

A novantatrè anni il capo di Finiper segue come sempre direttamente la gestione dei suoi punti vendita e non esita, come è avvenuto qualche tempo fa quando ha licenziato in un colpo solo dodici dirigenti di prima fila del suo gruppo, a far sentire la voce del padrone. Brunelli infatti è uno dei pochi protagonisti della storia industriale del Paese ancora al suo posto di combattimento: tanti anni fa costruì Esselunga insieme a Bernardino Caprotti, poi ebbero divergenze e separarono i propri destini. Brunelli è stato anche socio dei francesi di Carrefour prima di ricomprarsi le azioni, e ora guida i 1700 punti vendita di Finiper seguendone ogni dettaglio. Uomo visionario, colto, dotato di un grande senso dell’umorismo, non ha figli. Ha invece un “affetto stabile” per usare la terminologia dei decreti di Giuseppe Conte, una compagna che abita nella casa adiacente la sua così da mantenere massima vicinanza e reciproca autonomia.

 

L’altro personaggio di questo ritratto doppio è Mario Resca, presidente di Confimprese. Mario è uno dei pochi grandi manager italiani che sa cos’è il retail, cosa sono i consumi, i gusti e le preferenze del pubblico perchè l’esperienza centrale della sua vita professionale, quella alla quale resta personalmente più legato e che gli consente, ad esempio, di individuare appena si siede in un ristorante dove non era mai entrato prima i punti di debolezza, quindi le ragioni che ne decreteranno successo o insuccesso, è stata quella di aver guidato la filiale italiana di Mc Donald portandola da 8 a 350 ristoranti in 15 anni. Filiale di cui, unico caso al mondo insieme a quello di un giapponese in Giappone, lui era socio al 20 per cento. Prima del gigante della ristorazione popolare Resca aveva introiettato la cultura gestionale americana lavorando alla Chase Manhattan Bank e diventando poi partner, country manager Italia e consigliere worldwide di Egon Zehnder, leader mondiale nell’executive search. Fu lui, tanto per citare uno delle centinaia di casi di successo della sua gestione, a consigliare nel 1994 Franco Tatò a Mario Formenton. Per 12 anni (dal 2002 al 2014), caso unico, è stato poi nel cda dell’Eni, l’azienda italiana più strategica e più internazionale, centro di potere nevralgico fatto di petrolio, politica e intelligence e dove ha avuto sempre ruoli tanto delicati quanto discreti.

 

Ferrarese, età che per evitargli invidie non diciamo (ma molto più giovane di Brunelli), Cavaliere del Lavoro che non frequenta moltissimo i “raduni” della categoria, si iscrisse alla Bocconi all’insaputa dei genitori e quando si laureò aveva già due figli. Di quella stagione conserva il legame con la sua terra, le domeniche in bici a macinare chilometri con gli amici, la salama da sugo. Il resto continua ad essere il mantra che lo ha fatto vincente: cliente al centro, prodotto, squadra giusta. Vale per Mc Donald, per i musei (è stato direttore generale dei Beni culturali e ora nel tempo libero si occupa del teatro comunale di Ferrara), e per l’ultimo ristorante in cui ha casualmente messo piede.

 

Brunelli e Resca hanno fatto insieme la mossa più importante ai tempi del Covid-19 nel settore commerciale: per gli aderenti a Confimprese (la quasi totalità dei grandi retailer) il primo non fa pagare per due mesi gli affitti. Si tratta dell’unico vero contributo concreto, visto che soldi dallo Stato, a differenza degli altri paesi, non ne arrivano. Un gesto di solidarietà importante dal numero uno dei centri commerciali. Mossa apprezzatissima, salutata da una ola collettiva dei retailer, resa possibile dalla solida conoscenza e stima reciproca tra Brunelli e Resca, che si sono incrociati trenta anni fa quando il primo come suo solito vide lungo e aprì a Busnago e a Montebello i primi due MacDonald firmati Resca. E si sono sempre ritrovati nei momenti importanti, per esempio quando insieme l’anno scorso fecero la battaglia contro la chiusura domenicale dei centri commerciali patrocinata dai grillini. Due grandi protagonisti che sanno che ci sono dei momenti in cui bisogna mettere gli attributi sul tavolo, guardare più lungo e aiutare i più deboli: in virus veritas. Intanto Brunelli sta pensando a opzionare i terreni dove sviluppare i prossimi investimenti, che in media (soprattutto a causa della burocrazia) hanno bisogno di 15 anni di gestazione. (Ade)

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