Conte: taglio Iva costa troppo. Meglio se selettivo e temporaneo

Il premier Conte ha dichiarato che il taglio selettivo dell’IVA è al momento solo un'ipotesi. Molti no alla proposta, il Pd preferisce lavorare sull'Irpef

23 giugno 2020 12:35
Conte: taglio Iva costa troppo. Meglio se selettivo e temporaneo

Governo Conte al lavoro per cercare di limitare il più possibile i danni economici causati dal coronavirus, anche se sembra ormai consapevole che a frenare le logiche per una sana ripartenza sono soprattutto la mancanza di fondi.

 

Si continuano a fare calcoli per far uscire denaro che in questo momento il nostro Paese non ha e che l’Europa promette ma ancora non distribuisce. La tempestività è fondamentale per la ripresa e quindi, l’unica soluzione che conosciamo è aumentare il debito, cercando di non far esplodere “la bomba”.

 

Tra i tanti problemi l’esecutivo sta cercando di risolverne uno davvero importante, quello sui consumi. I consumi sono una delle componenti fondamentali del PIL italiano, perché solo attraverso le vendite le imprese guadagnano e assumono, facendo ripartire il ciclo degli investimenti.

 

Allo studio un taglio selettivo dell’IVA

Tra le tante ipotesi che si stanno facendo strada in questi momenti concitati, c’è quella di un taglio selettivo dell’IVA per i settori maggiormente colpiti dalla crisi: automotive, turismo, abbigliamento, artigianato.

 

Cos’è l’IVA? L’Imposta sul Valore Aggiunto è una imposta indiretta che si applica sulle cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate nel territorio dello Stato nell’esercizio di imprese o nell’esercizio di arti e professioni e sulle importazioni da chiunque effettuate.

 

Si tratta di una tassa che non colpisce direttamente il contribuente, ma solamente i suoi consumi. È una imposta di tipo proporzionale, in quanto varia percentualmente in funzione del prezzo del bene o servizio acquistato, a prescindere dal numero di passaggi che la merce subisce nella sua lavorazione.

 

Le aliquote IVA sono tre:

  • 4%, aliquota minima sui generi di prima necessità;

  • 10%, aliquota ridotta che si applica a servizi turistici, alimentari e edili;

  • 22%, aliquota ordinaria da applicare in tutti i casi non rientranti nelle prime due aliquote.

Intanto, sono state abolite le tanto temute clausole di salvaguardia nel Decreto Rilancio, che avrebbero potuto far aumentare l’imposta ordinaria dal 22% al 25% e quella ridotta dal 10% all’11,5% nel 2021.

 

Conte: taglio IVA è solo un’ipotesi

Nella conferenza stampa conclusiva degli Stati Generali dell’economia il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha dichiarato che il taglio selettivo dell’IVA è al momento solo un'ipotesi e “questa settimana sarà già decisiva per una prospettiva del genere”.

 

Il premier ha dichiarato che “non c'è una ricetta pronta" per la ripresa, "siamo in una situazione di incertezza. Qualsiasi soluzione non può essere univoca. Ora si parla di IVA perché nel corso degli incontri avuti con associazioni di categoria e imprenditori è una delle richieste avanzate. Abbiamo detto che avremmo valutato questa possibilità, è chiaro che un calo dell'IVA costa moltissimo. Si è valutata l'ipotesi dia una riduzione per un breve periodo di tempo".

 

Conte ha ribadito l’importanza di un piano cashless. “Il piano cashless lo dobbiamo realizzare quanto prima. E vediamo se collegarlo anche a un lieve intervento sull'IVA ancorché momentaneo". "Sarebbe una modalità incentivante, dolce e gentile per attivare il piano di pagamento digitale".

 

Secondo le ultime dichiarazioni si tratterebbe di un taglio dell’IVA selettivo e limitato nel tempo, studiato sul modello tedesco. Il piano della Merkel sul taglio dell’IVA prevede una riduzione dell'aliquota più alta dal 19% al 16% e dal 7% al 5% per quella più bassa, per sei mesi a partire dal 1° luglio 2020. Per questa operazione la cancelliera tedesca ha stanziato 20 miliardi di euro, cifra abbordabile per la Germania e quasi impossibile per l’Italia.

 

Quanto costa una riduzione dell’IVA?

Ridurre l’IVA è costoso, lo dicono tutti, ma quanto costa? Secondo le stime del governo costerebbe oltre 4 miliardi nel caso di un taglio dal 22% al 21% e quasi 3 miliardi dal 10% al 9%. Queste cifre spiegano le motivazioni che spingerebbero l’esecutivo ad un taglio dell’IVA solo per i settori maggiormente colpiti dalla crisi e per un periodo limitato nel tempo.

 

Si tratta di un’operazione “decisamente complessa”, ha spiegato dal viceministro dell'Economia, Antonio Misiani, mentre il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, ha dichiarato che questa misura andrebbe inserita in una riforma fiscale di più ampio respiro, “non imposta per imposta”. La vecchia storia dell'evasione, dell'illegalità e della criminalità organizzata è ancora attuale e di grandi dimensioni e “si trasforma in un carico fiscale molto pesante per chi le tasse le paga”, ha ribadito Visco.

 

M5S favorevole, Pd indeciso

Cosa ne pensano le diverse correnti politiche? Favorevole il leader della Lega Matteo Salvini, secondo il quale “ogni taglio delle tasse avrà l'appoggio della Lega” mentre il vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani dichiara: “Mi pare che già i partiti di Governo siano schierati contro. Mi pare una proposta già finita”, riferendosi ai dubbi espressi dal Pd.

 

Favorevole il Movimento 5 stelle, ricordando che al momento bisogna affrontare un’altra urgenza: le scadenze di giugno.  “A partire dalle imposte sui redditi, vale a dire saldo e acconto Irpef e Ires, ma anche in riferimento alla dichiarazione IVA e ad altri adempimenti, è necessario prorogare la scadenza del 30 giugno al 30 settembre, senza esitazioni”, dichiarano in una nota i deputati M5S della commissione Finanze della Camera.

 

Intanto la viceministra dell'Economia, Laura Castelli, propone un taglio dell’IVA da fare “per qualche anno insieme a quella strategia già messa in campo dal presidente del Consiglio a favore dei pagamenti elettronici”. “Dobbiamo intervenire sui settori che sono stati maggiormente colpiti da questa crisi, penso a tutta la filiera del turismo e della ristorazione, in primis. Ma anche all'artigianato, all'abbigliamento e all'automobile. Un'operazione che va legata al cashless, per far ripartire l'economia”.

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