Le proposte per far ripartire il paese

Lavoro, Cig e occupazione, cosa prevede nuova Legge di Bilancio 2021

Manovra 2021 proroga cassa integrazione Covid settori in difficoltà, sgravi contributivi per chi assume giovani e per aziende al Sud, taglio cuneo fiscale

26 ottobre 2020 08:57
Lavoro, Cig e occupazione, cosa prevede nuova Legge di Bilancio 2021

Saranno 4 i capitoli dedicati al lavoro nella prossima legge di Bilancio, perché per far ripartire l’economia bisognerà evitare l’ondata di licenziamenti che potrebbe arrivare con la fine delle misure introdotte dal governo, come la cassa integrazione Covid e il blocco dei licenziamenti.

 

A sostegno dell’occupazione il governo stanzierà ben 17 miliardi di euro per una proroga della cassa integrazione Covid per i settori maggiormente penalizzati dalla pandemia, sgravi contributivi per chi assume giovani a tempo indeterminato, sgravi fiscali per le aziende al Sud e conferma del taglio del cuneo fiscale per il 2021.

 

Legge di Bilancio 2021 punterà su fisco e occupazione

Il governo ha varato la legge di Bilancio 2021 che verrà spedita a Bruxelles in questi giorni assieme alle linee guida del Recovery Plan. Si tratterà di una manovra finanziaria da circa 40 miliardi di euro, di cui 22 in deficit, per dare slancio ad un’economia resa ancora più anemica dalla pandemia.

 

L’esecutivo vuole puntare non solo sulla Riforma fiscale ma anche sull’occupazione, consapevole che se gli italiani restano senza lavoro l’economia subirà un brusco arretramento anche nel 2021, perché si ridurranno notevolmente i consumi ed aumenteranno le spese di assistenza per coloro che hanno perso il lavoro, gravando sulle casse dello Stato.

 

Secondo Confindustria, l’Italia sarebbe tornata indietro di 23 anni sul fronte del lavoro per effetto della pandemia da Coronavirus, con oltre 400 mila di posti persi in un solo anno.

Il Centro Studi Confindustria stima che nel 2020 le unità di lavoro equivalenti a tempo pieno (ULA) registreranno un -10,2%, pari a un calo di 2 milioni e 452mila unità.

Il numero di persone occupate ha ricominciato a puntare verso l’alto contemporaneamente alla ripresa dell’attività (+170mila unità a luglio-agosto), ma nel resto dell’anno si prevede che questa tendenza non proseguirà, considerando un livello del PIL ancora depresso rispetto al pre-Covid-19. L’occupazione registrerà, quindi, un -1,8% in media nel 2020, pari a circa 410mila persone occupate in meno rispetto al 2019.

 

Per non affondare dobbiamo aggrapparci agli aiuti europei. Gli strumenti introdotti a livello europeo per contrastare l’impatto economico dell’emergenza sanitaria, Next-Generation EU, Sure e Mes, costituiscono un’opportunità unica per programmare un futuro in cui la dinamica del PIL sia più elevata, osserva la principale associazione di rappresentanza delle imprese manifatturiere e di servizi. “L’Italia è a un bivio cruciale: se le risorse di questi strumenti verranno investite in modo appropriato, potenziandone gli effetti e portando avanti riforme troppo a lungo rinviate, la strada intrapresa sarà quella giusta. Altrimenti, l’Italia sarà condannata a rimanere un Paese in declino, gravato da un enorme debito pubblico che non riuscirà a ripagare”. 

 

Cassa integrazione Covid, prevista proroga per settori in difficoltà

Uno dei quattro capitoli della manovra finanziaria dedicato all’occupazione riguarderà una proroga della cassa integrazione Covid, ma solo per i settori maggiormente colpiti dalla pandemia. Il 31 dicembre 2020 scadranno le 18 settimane previste dal governo per l’anno in corso.

 

La cassa integrazione per il 2021 non sarà più gratuita e per tutti ma si concentrerà solo sui settori in difficoltà. A dichiararlo il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, spiegando che finora il governo ha “dispiegato misure di sostegno molto larghe, che ora proseguono per alcune categorie più colpite e che naturalmente estenderemo quanto sarà necessario, per quanto durerà la pandemia, a seconda di quale sarà l'impatto che ora è sempre più differenziato. Non è più la stagione degli interventi larghissimi ma bisogna continuare ad aiutare chi è più penalizzato". Gli interventi selettivi, che potrebbero aggirarsi sui 4 miliardi di euro, riguarderanno ad esempio bar e ristoranti con la selezione che avverrà probabilmente sulla base del calo del fatturato. Nel frattempo, si attende una seria Riforma degli ammortizzatori sociali.

 

Il titolare del dicastero di via XX Settembre a Roma ha assicurato che il governo farà degli interventi molto massicci non solo per mantenere la necessaria rete di protezione dei settori più colpiti, ma anche per favorire le assunzioni.

 

Sgravi per chi assume giovani e per le imprese al Sud

Il secondo e terzo intervento inserito nella prossima legge di Bilancio sul lavoro riguarda proprio le assunzioni. L’esecutivo ha detto più volte di non temere l’ondata di licenziamenti alla fine del blocco, perché se l’economia continuerà ad andare come sta andando ciò non avverrà, grazie anche al rafforzamento degli interventi per favorire le assunzioni che l’esecutivo sta per varare.

 

In particolare, si parla di bonus assunzioni giovani under 35 nel 2021 col rafforzamento degli sgravi contributivi per le aziende che assumono i giovani under 35 e le donne, con uno sconto che potrebbe addirittura arrivare al 100% mettendo a disposizione tra i 2 e i 3 miliardi di euro.

 

Si discute anche sull’estensione degli sgravi fiscali per le imprese del Mezzogiorno, proseguendo sulla scia del bonus Sud contenuto nel decreto Agosto. Per prorogare al 2021 lo sgravio del 30% dei contributi alle aziende del Sud servono circa 5 miliardi di euro.

 

Taglio del cuneo fiscale 2021 costerà più di 5 miliardi

Infine, c’è il taglio del cuneo fiscale per il 2021 dopo quello di luglio che ha portato 100 euro in più nelle tasche degli italiani con redditi inferiori ai 40 mila euro.

 

Come promesso il governo vuole continuare anche l’anno prossimo, affiancando questa misura ad altre molto importanti contenute nella Riforma del Fisco, in primis la Riforma delle aliquote Irpef.

 

La Nota di aggiornamento al Def (Nadef) aveva indicato che il taglio del cuneo fiscale per il 2021 sarebbe costato più di 5 miliardi di euro, 5,4 miliardi per essere precisi, portando un beneficio annuo di 1.200 euro per 16 milioni di lavoratori.

 

Secondo quanto anticipato dal Consiglio dei Ministri, con circa 1,8 miliardi di euro aggiuntivi, per uno stanziamento annuale complessivo di 7 miliardi, verrà portato a regime il taglio del cuneo per i redditi sopra i 28.000 euro.

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