Decreto pensioni 2019 in Gazzetta Ufficiale: novità e cosa prevede

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Pensioni 2019 e Quota 100 decreto in Gazzetta Ufficiale: entro la sera del 28 gennaio 2019 o nella mattinata del 29 gennaio 2019, il decreto pensioni 2019 Quota 100 e reddito di cittadinanza è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

 

Il cd. decretone approvato dal Consiglio dei Ministri in data 17 gennaio 2019 ha ricevuto la bollinatura da parte della Ragioneria di Stato ed è stato pertanto firmato dal presidente Mattarella e pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

 

Vi ricordiamo che dal giorno successivo alla pubblicazione in GU, le norme previste dal decreto sono entrate in vigore ma per la loro operatività bisogna comunque attendere l'iter parlamentare di conversione in legge del decreto e la sua nuova pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

 

Le misure previste dal decretone in base alla Legge di Bilancio 2019, sono:

  • pensioni Quota 100;

  • Nona salvaguardia 2019 Esodati.

  • pensioni Quota 41;

  • superamento della Legge Fornero;

  • proroga Opzione donna 2019.

  • Pensione e reddito di cittadinanza.

 

Pensioni 2019 bonus precoci cos’è come funziona e a chi spetta?

Riforma pensioni 2019: con la riforma di quest'anno c'è stata una grande novità che ha riguardato i lavoratori precoci, ossia, coloro i quali hanno iniziato a lavorare in giovanissima età, per loro infatti è stato riconfermato il cd. bonus precoci.

In pratica il bonus lavoratori precoci è un'agevolazione riservata a coloro che hanno iniziato a versare il primo contributo a 19 anni.

 

Nello specifico il bonus, consiste nel riconoscere per ogni anno di lavoro effettuato prima del compimento dei 19 anni, dai 4 ai 6 mesi di contributi figurativi fino ad un massimo di sconto pari ad 1 anno di contribuzione.

 

Il beneficio bonus lavoratori precoci spetta:

  • donne lavoratrici precoci: riduzione di 10 mesi;

  • uomini lavoratori precoci: riduzione di 1 e 10 mesi.

Per il 2019 il governo M5s-Lega ha previsto nella riforma pensioni 2019 anche la pensione di cittadinanza con integrazione di 780 euro, la Quota 100 per tutti senza paletti, Quota 41, la proroga dell'opzione donne ed il superamento della Legge Fornero.

 

Pensioni lavori usuranti 2019:

  • La normativa pensionistica attuale, prevede per chi ha svolto lavori pesanti e turni di notte, differenti meccanismi di calcolo della pensione, sulla base del numero delle giornate di lavoro all’anno, 78, 71 o 64 giorni svolte come usuranti o come turni di notte.

  • Inoltre, i requisiti pensioni usuranti, sono diversi tra i lavoratori autonomi e tra quelli che hanno svolto sia un lavoro da dipendente che un lavoro in proprio.

  • Ed è proprio per dare un riordino alla normativa che urge una riassetto delle leggi insieme ad una semplificazione degli adempimenti, al fine di consentire agli interessati, la possibilità di presentare una semplice autodichiarazione circa le attività usuranti svolte.

  • Altra novità, sempre ai fini della pensione lavori usuranti, è l’abolizione della regola che prevede che lo svolgimento di tali attività sia per almeno 7 anni nell’ultimo decennio, a favore di una nuova che preveda il loro svolgimento per almeno la metà della propria carriera lavorativa.

 

Pensioni 2019 Ape social, volontaria e aziendale:

Nella riforma pensioni 2019 che ricordiamo non essere una vera e propria riforma ma più che altro una serie di interventi mirati a correggere, in diversi punti, la Legge Fornero e nome pensionistiche ormai obsolete, riguarda anche l'APE social 2019.

 

La pensione anticipata APE, che significa Assegno Pensionistico, è un nuovo meccanismo che consente ai lavoratori di poter andare in pensione 3 anni prima di aver raggiunto i requisiti di pensionamento.

Leggi anche le novità sui nuovi requisiti Ape social 2019.

 

Ciò significa che, il lavoratore una volta compiuto 63 anni, può decidere di andare in pensione con 3 anni e 7 mesi di anticipo rispetto al requisito anagrafico richiesto nel 2019, e considerando anche da quest'anno, per tutti i lavoratori l’età pensionabile è pari a 67 anni con almeno 20 anni di contributi versati.

 

L’Anticipo pensionistico 2019, può quindi essere una sorta di salvagente per quanti intendono lasciare il lavoro prima di aver maturato i requisiti per la pensione di vecchiaia grazie alla pensione anticipata APE, la cui sperimentazione è stata prorogata fino al 31 dicembre 2019.

Altri casi per cui è prevista una depenalizzazione APE per le seguenti categorie di pensionati:

  • Esuberi aziendali;

  • Per chi ha aderito o aderirà alla previdenza integrativa: in questo caso, interviene la cd. Rita pensioni 2018 in modo da ridurre sensibilmente, se non addirittura ad azzerare le penalizzazioni.

Ape volontaria 2019 novità

Prorogata la sperimentazione dell'APe volontaria fino al 31 dicembre 2019 con un prestito finanziario che consente di anticipare fino a 3 anni e mezzo il trattamento pensionistico.

 

APe volontaria come funziona? L'Ape volontara funziona così:

  • lo Stato si fa carico della metà del costo degli interessi e dell’assicurazione (detrazione fiscale);

  • l’Inps eroga le mensilità;

  • il lavoratore può andare in pensione dai 63 anni se ha almeno 20 anni di contribututi;

  • il lavoratore restituisce l’anticipo in 20 anni, attraverso la sua futura pensione.

Novità 2019: è stata prevista nella riforma pensioni Legge di Bilancio 2019, la possibilità di intervenire sulla Quota 100 dal 2019 per consentire ai lavoratori in possesso di determinati requisiti di lasciare il lavoro in anticipo rispetto ai requisiti della pensione di vecchiaia 2019 e di poter andare in pensione anticipata se la somma tra età e contributi versati fa appunto 100. 
L'età minima per accedervi è di 62 anni di età

 

Bonus quattordicesima pensionati e no tax area:

L'ex Governo Gentiloni al fine di aumentare il potere di acquisto del pensionati drasticamente ridotto negli ultimi anni, ha introdotto con la precedente legge di bilancio diverse misure tra cui l’aumento e l’estensione della quattordicesima e la no tax area.

  • Bonus quattordicesima: per i pensionati con pensioni basse ed aumento della platea di pensionati a cui spetta ora la quattordicesima: fino a 1.000 euro al mese;

  • Aumento della no tax area pensionati, ossia, sulla soglia sotto la quale non vi è alcuna tassazione del reddito: ora fino a 8.000 euro.

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